Raramente mi ritrovo nelle condizioni di pensare che un videogioco sia perfetto, ma, nei rari casi in cui ciò accade, me ne accorgo quasi subito.

Dead Cells mi ha dato la sensazione di capolavoro fin dal primo trailer, una sensazione che dopo i primi minuti di gioco si è rivelata più che corretta.

Dovessi riassumere con una sola parola l'esperienza di Dead Cells utilizzerei il termine “magnifica” poiché siamo di fronte ad un titolo che non presenta sbavature, in nessuna delle sue parti.

La parte più interessante è che parliamo di un Accesso Anticipato, quindi di un titolo non completo ma che rivela già, in queste prime battute, tutte le sue carte dimostrando di essere un gioco “con le palle”.

Se raramente mi trovo a pensare che un gioco sia “perfetto”, sono ancora meno le volte in cui un Accesso Anticipato riesce in questo intento poiché è molto difficile che un titolo non completo possa rivelarsi tanto eccezionale in ogni suo aspetto.

Iniziamo la sua analisi parlando per un momento del suo unico difetto dovuto, fra l'altro, alla sua natura di beta poiché il gioco non si integra ancora molto bene con il sistema di cloud di Steam.

Per farla breve giocando offline si giocherà una partita, giocando on-line un'altra, con la possibilità che loggando su Steam i propri progressi offline vengano sovrascritti.

Gli sviluppatori sono già al corrente di questo piccolo, ma imponente, difetto che verrà corretto con le future release anche se, come già detto, parliamo di un difetto dovuto più allo stadio di produzione che al gioco in sé.

Messa da parte l'unica ombra delle produzione, concentriamoci su quello che è Dead Cells. Si parla di un roguelike in due dimensioni che attinge a titoli come Dark Souls o Bloodborne per alcuni importanti elementi di design.

Dead cells
Il primo livello di gioco.

Noi impersoniamo un uomo morto il cui corpo viene “riportato in vita” da un'entità senza nome il cui scopo ci è ignoto.

Sulla nostra strada incontreremo individui che sembrano conoscerci molto bene e che sembrano saperla lunga sul nostro destino, in particolare un alchimista che ci aiuterà nello sbloccare le varie ermi e potenziamenti del gioco.

La peculiarità di Dead Cells è quella di aver contestualizzato la morte e il suo genere di appartenenza  non utilizzandolo come semplice pretesto per offrire una certa rigiocabilità ma rendendolo parte integrante dell'ambiente di gioco.

La morte pervade ogni ambiente, ogni nemico e, chiaramente, il nostro destino. Siamo come bloccati in un loop di cui tutti sembrano essere consapevoli tranne il nostro avatar che, silenzioso, continua nel suo viaggio.

Ogni nemico ucciso ci regalerà delle celle con le quali l'alchimista di cui si parlava poco prima potrà dare vita a delle armi a partire da alcuni progetti da trovare nei vari livelli di gioco.

Il gameplay è parecchio semplice nelle meccaniche ma non per questo poco profondo o funzionale.

Abbiamo a disposizione due armi principali e due abilità, ognuna delle quali ottenibili nei livelli creati proceduralmente con un livello di potenziamento differente e con una differente peculiarità.

Lo stesso arco, ad esempio, è possibile ottenerlo con frecce che causano sanguinamento o con la possibilità di lanciare una granata assieme ad ogni tiro. Le combinazioni sono davvero tantissime e questo offre al giocatore un'enorme libertà nella scelta della propria build.

Oltre a poter ottenere armi dal livello di potenza differente, sarà possibile potenziare tre caratteristiche del nostro personaggio, attacco, abilità e vita.

I potenziamenti li si raccoglie, come per le armi, in giro per i livelli e questo contribuisce maggiormente ad una personalizzazione molto profonda del proprio personaggio.

Dead cells
Il design dei personaggi è uno dei punti forti.

Oltre ad armi e oggetti avremo a disposizione un roll per schivare gli attacchi, uno schianto a terra e alcune abilità permanenti ottenibili mediante la raccolta di alcune rune in livelli ben precisi.

Le rune ci danno accesso ad abilità come un teletrasporto in luoghi ben precisi e, a differenza degli altri oggetti, non vengono resettate alla nostra morte.

Il titolo prevede un'ultima ma interessantissima meccanica. Quando prendiamo danno la nostra vita diventa arancione e, se riusciamo ad attaccare un nemico prima che questa scompaia, avremo la possibilità di ricaricarla.

Questo, unito alla velocità e alla frenesia di ogni scontro e di ogni mappa, offre un ulteriore livello di profondità al gameplay.

Dead Cells è punitivo, cattivo, implacabile ma estremamente divertente. Talmente tanto divertente che la sua difficoltà, decisamente al di sopra della media, riesce a non essere frustrante.

Dead cells
I nemici sono cattivi, tutti.

Morire fa parte del gioco, e il suo essere radicato nel design stesso dell'ambientazione rende il tutto decisamente più entusiasmante.

Un gameplay di questo livello, unito ad un lato tecnico eccezionale che ha dalla sua una fantastica pixel art e una colonna sonora che è diventata parte integrante del mio iPod, non può che dare vita ad un titolo che, se non si trovasse in questa fase di lavorazione, meriterebbe il massimo del punteggio.

Dead Cells è un gioco che chiunque dovrebbe giocare poiché nonostante il genere poco appetibile ai più e nonostante la sua difficoltà da girone infernale è un gioco che entra dentro.

Dead Cells diverte come quasi nessun'altra produzione di questo genere. Dead Cells è magnifico.

[wp_ad_camp_1]