Tutti quanti conoscono Magikarp, anche chi non ha mai giocato un gioco Pokémon, né visto mezza puntata di un cartone animato. Subito dopo Pikachu, conosciuto anche dai defunti, la rossa carpa è uno dei personaggi più famosi dell’ecosistema della fortunata serie di Nintendo.

Senza tirare in ballo i soliti discorsi sulla massificazione della cultura nerd, Pokémon è ormai un brand ben più potente di tanti altri nel settore dell’intrattenimento, ed il successo recente di Pokémon GO né l’ennesima prova.

Magikarp, in particolare, è l’Aquaman di chi ha visto sempre e solo The Big Bang Theory senza mai azzardarsi ad aprire una volta un albo a fumetti edito da DC Comics: considerato inutile da tutti e quindi oggetto di comune derisione.

Beh, andatevene al diavolo voi e The Big Bang Theory, perché #iostoconMagikarp. Lo ribadisco anche a fronte di Magikarp Jump, l’ultimo titolo mobile prodotto da The Pokémon Company per dispositivi iOS ed Android.

Nella città di Saltellopoli un tempo i Magikarp amavano saltare, ma col tempo lo facevano sempre meno, fino a smettere completamente. Tocca all’allenatore pescare Magikarp, allenarli, vincere gare di salto e portare alla gloria il Pokémon più patetico.

Con un incipit del genere inizia Magikarp Jump, un titolo free to play dove tappare a dismisura una miriade di cose in continuazione, che nasconde però delle chicche niente male.

Oltre alle fasi di allenamento e le lotte, infatti, nel titolo ogni tanto si possono incontrare degli eventi casuali. Si passa dalla scoperta di oggetti a cose più elaborate e, a volte, sorprendentemente geniali. Tra me e il nostro Salvatore Pilò abbiamo scoperto: Pidgeotto che rapisce Magikarp portandolo via per sempre quando prova a prendere una bacca saltando; Voltorb che si fa esplodere annientando il nostro eroe; Magikarp si perde e bisogna scegliere se andare a cercarlo o sperare ritrovi da solo la strada di casa.

Magikarp in sé è foriero dei fatti più interessanti che riguardano l’ecosistema Pokémon. In una puntata dell’anime, James del Team Rocket viene circuito da alcuni figuri a comprare un Magikarp, illudendolo che sia un Pokémon rarissimo. Come sappiamo dalla lore, la carpa è in realtà uno dei mostriciattoli più prolifici, quindi tutto meno che introvabile.

Successivamente, dopo lo sconforto di James per aver appreso l’inutilità di Magikarp, in un altro episodio il Pokémon si evolve in un Gyarados, salvando il Team Rocket da un naufragio. Per questo, James decide di liberare il Pokémon in mare.

Oltre a rappresentare la metafora del brutto anatroccolo per eccellenza, dove il cigno in questione è un inquietante e mortale drago marino, Magikarp è il personaggio più comico di tutto il brand Pokémon.

Andando a recuperare le descrizioni del PokéDex delle varie edizioni del gioco, scopriamo una serie di fatti esilaranti, tipo: nel passato la sua specie era molto più forte, diventando poi col tempo inutile e debole; può sopravvivere in qualsiasi condizione, anche nei zone d’acqua più inquinate; può saltare altissimo, talmente alto da essere preda facile per un predatore come Pidgeotto.

Essendo il Pokémon più debole del mondo, gli “studiosi” non sanno come abbia fatto a sopravvivere. Di sicuro non può essere mangiato, perché le sue squame sono impossibili da penetrare, come scopriamo in un altro episodio del cartone animato. È letteralmente inutile, anche per la sopravvivenza di altri esseri viventi.

Non è di questa opinione Leomon, uno streamer giapponese. Il giocatore infatti è riuscito, dopo sei anni di tentativi, a completare Pokémon Ruby usando solamente un Magikarp shiny. Trovate la sua performance a questo indirizzo.

Se non è amore questo, cosa lo è veramente?

Copertina

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