In una tempesta di rumor tra titoli in sviluppo, meccaniche implementate e presunte ambientazioni, negli ultimi giorni Ubisoft ha deciso di prendere in contropiede i vari insider, theorycrafter e Michael Pachter della situazione annunciando, ovviamente soltanto con immagini e teaser essenziali, parte dei titoli che verranno presentati all’E3.

Il franchise di Far Cry, uno dei più amati tra la current e la old gen targato Ubisoft, è stato oggetto di molti rumor, tra cui quello che vedeva la sua ultima ed imminente incarnazione come diretta avversaria di Red Dead Redemption 2, nel contendersi il trono di miglior open world ad ambientazione western.

Come già visto precedentemente, il rumor circa lo screen galeotto è stato smentito, attribuendone la paternità al titolo Wild West Online.

C’è da dire però che il tutto non era sufficiente a smentire la possibile ambientazione, che di sicuro avrebbe fatto felici i fan di Sergio Leone e degli spaghetti western.

Qualche giorno fa, Ubisoft, pubblicando dei trailer vaghi ma al tempo stesso ricchi di suggerimenti, ha messo la parola fine su queste voci e ci ha dato il benvenuto ad Hope County, in Montana.

Ad accrescere l’hype per il reveal completo che avverrà domani, Ubisoft ha pubblicato un’interessantissima key art che, facendo il verso a “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, svela l’antagonista/santone a cui noi, nelle vesti di un ancora ignoto protagonista, ci ritroveremo in contrapposizione.

Plausibilmente l’antagonista principale della serie, in linea con le tradizioni di casa Ubisoft, potrebbe trattarsi di un personaggio, come fa supporre la contrapposizione Bibbia/pistola sulla tavola della key art, eccentrico, invasato ed incline alla violenza.

Senza dubbio Ubisoft sa come mettere in piedi un buon cattivone, basti pensare al celebre Vaas Montenegro e alla sua frase “ti ho mai detto qual è la definizione di follia?” che, a distanza di anni dall’uscita del terzo capitolo di Far Cry, fa ancora parlare di sé.

Anche i più recenti Pagan Min e, rimanendo sempre nella scuderia Ubisoft, El Sueno di Ghost Recon: Wildlands, sono delle figure emblematiche attorno alle quali riesce a generarsi un’aura di magnificenza e potenza.

Tornando alla key art è facile intuire che il villain di Far Cry 5 possa essere il capo di una setta religiosa, in cui ovviamente la componente realmente spirituale sarà pretestuosa e di facciata, e il vero scopo di questo culto sarà quello di mistificare loschi affari e faccende pericolose.

far cry 5

È possibile che Ubisoft abbia voluto creare un forte contrasto già a partire dai nomi e dall’ambientazione. Hope, che tradotto in italiano vuol dire speranza, andrebbe a cozzare con l’effettiva assenza di quest’ultima per chi ha intenzione di abbandonare questo culto, di mettersi contro di esso o di non accettarne i suoi valori.

A simbolo di questa contraddizione troviamo vari indizi, tra cui il povero martire legato e torturato con inciso sulla schiena il marchio “sinner”, monito dei suoi peccati; il cadavere galleggiante nella breve scena del teaser che punta i riflettori sul fiume; un uomo che, palesemente in fuga da qualcosa, viene abbattuto da quello che sembrerebbe essere a tutti gli effetti un fucile da cecchino ed infine dalla figura in cima alla chiesa, la cui testa viene usata per far suonare la campana.

Ubisoft ha volutamente scelto questo setting che ben si presta alla messa in pratica di un dualismo implicitamente contrastante. L’ambientazione campagnola, austera, basata all’apparenza su forti valori e dogmatismi religiosi, spesso cozza con l’effettiva realtà che in genere è fatta di violenza e peccato.

Di sicuro mi aspetto qualche scena molto forte a simboleggiare questa verità nascosta e punterei le mie fiches su una potenziale relazione di natura incestuosa, caratteristica malsana di quelle zone montuose abitate da piccole comunità rurali.

Inoltre, come simboleggiano le moderne attrezzature militari e le armi che sono l’elemento portante della scena rappresentata nella key art, dietro ad un piccolo culto relegato ad una altrettanto ridotta realtà campagnola, potrebbe esserci un piano molto più grande di quello che sembra e magari incentrato proprio sul traffico di armi.

Ad avvalorare la tesi di qualcosa a più ampio respiro, possiamo notare una versione personalizzata della bandiera americana.

Quella che ritroviamo sulla tavola, infatti, è un palese mashup delle due bandiere che sono riscontrabili sullo sfondo, ovvero una simbolo del potenziale culto e l’altra la canonica bandiera degli Stati Uniti.

Il simbolo della bandiera della setta va a sostituire le stelle americane e ciò può far supporre che l’obiettivo del culto sia quello di espandersi in tutti gli USA.

Ubisoft aveva la mia curiosità, ora, con questi teaser e questa key art pregni di significati nascosti, ha la mia attenzione.

Sono impaziente di assistere al reveal ufficiale e completo di domani e sono fiducioso che il colosso di Uplay ci regalerà un gran bel gioco.

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