Un temibile esercito alieno ha deciso di rubare il sacro artefatto, molto importante per le genti del nostro pianeta di provenienza. E come per noi, anche per le genti di pianeti lontani il rischio di un collasso intergalattico è ormai imminente.

Quattro coraggiosi – e un po’ strambi – eroi in armatura decidono di far fronte alla minaccia intergalattica. Ci riusciranno? Poche parole d’apertura per descrivere l’incipit di Unit 4 (definirlo “trama” ci sembrava alquanto eccessivo), il primo e vibrante progetto del team italiano Gamera Interactive (attualmente al lavoro anche sul ben più ambizioso gioco di ruolo chiamato Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, in collaborazione con Chris Avellone).

Un titolo che prende di peso tutta l’esperienza accumulata in anni e anni di platform old-school, un genere che sembra essere tornato particolarmente in auge negli ultimi anni, complice anche il successo di titoli come Super Meat Boy o il più recente Shovel Knight (e relativa espansione).

Unit 4 si propone infatti come un titolo realizzato proprio sulla falsariga di alcuni noti esponenti del genere, ma in grado da solo di brillare di luce propria grazie a una valanga di humor e riferimenti di ogni genere (da film, a videogiochi e chi più ne ha più ne metta), prima ancora che per una giocabilità brillante e precisa capace di tirare fuori l’hardcore gamer che è in noi. Sempre che ce ne sia uno, ovviamente.

unit 4
Non solo platform, ma anche brevi sezioni shooter a omaggiare i titoli del passato.

Quattro eroi, si diceva, ognuno dotato delle proprie caratteristiche uniche e un’abilità speciale, utilissima – per non dire fondamentale – per uscire dalle situazioni più contorte e spinose. Il doppio salto, che non ha certo bisogno di presentazioni, unito alla possibilità di lanciare un comodo rampino utile per attaccarci alle varie superfici, oppure usandolo come vera e propria arma per trafiggere gli avversari.

Vi è poi la possibilità di “trapassare” oggetti e nemici, rendendo il nostro personaggio praticamente invisibile per un lasso di tempo limitato. Ultimo ma non meno importante, lo scatto in avanti, perfetto per travolgere chiunque ci si pari dinanzi oppure per infrangere con una singola spallata una barriera posta ad arte per ostruirci in cammino.

Il trucco per dare il massimo – e morire il minimo – è tutto nell’alternanza delle abilità dei nostri buffi eroi dello spazio: effettuare un doppio salto, switchare personaggio, per poi utiizzare il rampino per attaccarci al soffitto e penzolare comodamente sulla piattaforma più vicina è solo un pratico esempio delle combinazioni che potremo effettuare nel corso del gioco. E sarà meglio entrare in confidenza con questo meccanismo il più presto possibile, pena la morte (e conseguenti joypad lanciati contro il muro). Ogni livello è inoltre costellato da una quantità enorme di monete da raccogliere, da utilizzare poi nei vari sho

p sparsi nella galassia, utilissimi a rendere più bella e accogliente (o Kitsch, scegliete voi) la nostra astronave, con la quale ci sposteremo rapidamente di pianeta in pianeta in una maniera molto simile a quella di un capitolo di Mass Effect, solo in chiave a 8-bit.

Unit 4 è inoltre pieno zeppo di Easter Egg e strizzatine d’occhio a una miriade di videogiochi, da Metal Gear ad Halo, passando per No Man’s Sky (e lì riderete un bel po’, ve lo possiamo assicurare). Gli stessi protagonisti tendono a non prendersi mai troppo sul serio (prendendo per i fondelli anche i visori per la realtà virtuale), e ciò consente al titolo Gamera di essere costantemente pervaso da un piacevole senso di déjà-vu.

unit 4
Ogni livello sarà pieno zeppo di anfratti, scorciatoie e chi più ne ha più ne metta.

Non solo una campagna single-player, bensì anche una divertente modalità cooperativa in rete locale, capace di trasformare Unit 4 in un vero e proprio party game (alla Wario Ware, per intenderci): parliamo di tutta una serie di stage in cui dovremo ottenere un punteggio maggiore rispetto a quello dei nostri avversari. Tradotto: il delirio a schermo.

Purtroppo, il mancato supporto a qualsivoglia modalità di gioco online è un problema, ma temporaneo, visto e considerato che il team di sviluppo è già al lavoro per lanciare a breve il primo update gratuito per il loro primo progetto. E per quanto riguarda la tecnica, Unit 4 abbraccia un sopraffino stile grafico in pixel art, rinnegando virtuosismi e effetti speciali, a favore di un look bidimensionale assolutamente essenziale sia nella forma che nella sostanza.

E ciò non è assolutamente un difetto, tutt’altro, visto e considerato che anche il comparto audio, scandito da temi musicali che sembrano usciti di prepotenza dagli anni 80 e 90, sembrano abbracciare quella filosofia di gioco retro tanto a cara a chi i platform game li mastica da oltre trent’anni.

Versione testata: Xbox One

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