In passato è già capitato di vedere piccoli studi di sviluppo costretti a cambiare il proprio nome ad un gioco, in seguito alle accuse da parte di qualche altro publisher relativo alla violazione del marchio.

Questa è anche la storia accaduta di recente a No Matter Studios, il team dietro al gioco Prey for Gods, o meglio Praey for Gods.

Quest'ultimo è, infatti, divenuto il titolo definitivo del gioco. La ragione? Molte semplicemente ZeniMax Media, l'azienda che possiede Bethesda, ha intentato causa agli sviluppatori a causa della similarità con il gioco Prey, in uscita nei prossimi giorni.

Il team ha iustificato tale scelta, in virtù del fatto di non voler finire in un processo che potenzialmente potrebbe arrivare a costargli anche milioni di dollari, decidendo di un curioso cambio di nome.

"Alla fine è così che lo pronunciamo, Praey for Gods", hanno dichiarato gli sviluppatori.

Si tratta di un gioco sulla falsa riga di Shadow of the Colossus, nella quale si affrontano enormi avversari. Il gioco per ora ha una data di uscita fissata per dicembre del 2017.

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Prey, la nostra prova

La storia di Prey è decisamente travagliata. Non si parla della trama, in quanto nella breve ora di gioco della demo né abbiamo potuto assaporare molto poca, ma bensì del suo sviluppo. Il gioco originale sbarcò su Xbox 360, poco più di un decennio fa. Si trattava di un titolo curioso, un FPS che ci metteva nei panni di un nativo americano con curiosi poteri spirituali, rapito dagli alieni in una serata di normale ozio al bar.

Le meccaniche di gioco erano molto simili a quelle di DOOM 3, all'epoca approdato da poco sul mercato. Detto ciò, il gioco non fu un vero e proprio successo, ma si pensò subito di lavorare su un seguito soprattutto grazie alla community creatasi intorno al capitolo originale. Human Head Studios venne inizialmente incaricata del sequel, ma i lavori non iniziarono praticamente mai. Nei successivi anni i lavori sul gioco sembravano iniziare e subito interrompersi, tanto che apparvero anche alcuni screenshoot riguardanti una stazione spaziale aliena, abitata da diverse razze.

Ovviamente i lavori non arrivarono mai a compimento e per molti altri anni il gioco rimase in una sorta di limbo, rimbalzato da uno studio all'altro. Fin dal 2009 il brand divenne di proprietà della società che controlla Bethesda e ben presto approdò negli studi canadesi.

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