Little Nightmares è spaventoso. Non come gli jumpscare in stile Outlast, ma in un modo che ti penetra nella pelle. Come se ti sussurrasse qualcosa nell’orecchio non permettendoti di dormire bene. Little Nightmares prende tutte quelle cose che ci facevano spaventare da piccolo, e ci fa ricordare che ci spaventano ancora oggi.

Nella mia preview del gioco, mi sono concentrata sul come prende le cose a te familiari e te le “rovina”. L’intero gioco è effettivamente così, ma prende una piega più oscura di quanto mi aspettassi. La tua nursery, la tua cucina, la tua sala da pranzo, la camera da letto della mamma, tutti luoghi che dovrebbero trasmetterti sicurezza, ma che in Little Nightmares non lo sono.

Sembrano ininterrottamente insicuri in una maniera che è solo i bambini e le persone con una ansia incessante possono capire. Qual è la cosa peggiore che mi potrebbe capitare, ora, avendo preso una cosa che non avrei dovuto prendere? O aver sbloccato la porta di una stanza a cui non mi è permesso entrare?

Succede che verrò inseguito dagli adulti. Mi inseguiranno per la casa, ad una velocità maggiore della mia. Anche andando alla mia velocità massima, loro riescono a raggiungermi facilmente. Mi cattureranno, mi avvolgeranno in un telo e mi metteranno su un gancio da macello. Mi soffocheranno in delle viscere di pesce. Mi faranno cadere in un tritatutto. Mi inghiottiranno per intero.

Little Nightmares gioca sulla sottile linea tra i pericoli immaginari e quelli reali. Quando ero piccolo, dormivo con le coperte fino a sopra la testa perché avevo paura del buio, pensando che potessero esserci mostri in questo buio.

little nightmares

Salivo in fretta le scale dopo aver spento le luci per la paura di essere inseguito da qualcosa e saltavo giù dal letto invece di scendere lentamente per paura di essere raggiunto da una mano che usciva da sotto. Ero sempre spaventato dai manichini e Little Nightmares mi ha fatto notare che lo sono tuttora.

Six, la bambina senza faccia che impersoneremo, è molto più piccola di qualunque altra cosa che incontrerà tanto da far sembrare tutto un pericolo, e le luci enfatizzano tutto questo. Six porta con sé un accendino che si agita e distorce le cose. È una pessima scelta, sia fermarsi al buio che accendere la luce. Nel buio è facile immaginare che ci sia un mostro, ma cosa faresti se, accendendo la luce, scoprissi che ne è presente davvero uno?

In Little Nightmares, i mostri sono reali, ovviamente, ma sono tutte persone adulte, cresciute in un modo o in un altro. Persone avide, egoiste e vane.

C’è una squisita attenzione ai vari dettagli del design di Little Nightmares: il feeling delle varie aree, la pila di libri in un luogo, la biancheria in un altro e piatti ovunque che rimandano alla presenza degli adulti. Quando corri, Six copre il suo viso con una mano per proteggersi dalla fiamma dell’accendino, ed il rumore che fanno i suoi piedi fanno capire che corre scalza su un freddo pavimento di pietra.

L’immagine dettagliata di un bambino bloccato in un mondo “cresciuto”, con mozziconi di sigarette e scarpe grandi quasi quanto Six, difficilmente ti fanno stare attenti ai puzzle e platforming che esegui. Six non sta facendo platforming: è solo molto piccole e cerca in tutti i modi di raggiungere la maniglia della porta, tutto qua.

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Anche il problema con la profondità di campo è stato risolto, o forse non ci ho fatto neanche caso questa volta, perché essere Six è perfetto nel contesto – nonostante la mappatura dei tasti, che può risultare ostica nel caso volete far correre e saltare Six. Quando manchi un salto, Six si sgretola sul pavimento come un fiore calpestato, ed è sconvolgente.

Ma Little Nightmares è talmente sconvolgente, che suona quasi ridicolo consigliarlo:

“Dovresti prendere questo gioco, è molto bello”.

“Oh, è divertente?”.

“È stata una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita. È stata come un dito puntato dietro il collo. È stato come sentire qualcosa al piano di sopra sapendo che la casa è vuota. Ho gridato “Oddio, oddio, lasciami in pace!” parecchie volte”.

Probabilmente, la parte più inquietante è il finale. Little Nightmares racconta decisamente una storia, ma lo fa senza dire una parola. Nel tuo percorso passerai davanti ad altri bambini, altre piccole figure ammucchiate in delle celle e tu non potrai aiutarle.

Non potrai neanche scalarle. Non provano neanche a scappare. E la conclusione di tutto questo è, in retrospettiva, terribilmente inevitabile. Lo vedi arrivare, ma non hai altra scelta che andare avanti. Non c’è modo di avvertirlo.

Siamo tutti cresciuti, probabilmente.

Versione testata: PS4

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