Ogni volta che si parla di LEGO è molto semplice associare questo nome alla nostra infanzia. Questi mattoncini colorati hanno riempito molte ore dei nostri pomeriggi e per molti sono rimasti un hobby ancora molto importante. Il franchise in sé ha subito, nel corso degli anni, diverse declinazioni per cercare di soddisfare tutti i gusti (parliamo, ad esempio, di film, cartoni animati e ovviamente videogiochi).

Quest'ultima categoria ha visto nascere negli ultimi anni titoli a dir poco grandiosi che hanno saputo fare da connubio tra brand cinematografici di successo e videogiochi (una manovra, in ogni caso, riuscita solo a pochi e comunque mai con tale successo). Tutta questa lunga premessa serve a far capire che dietro all'ultima trasposizione videoludica del franchise LEGO - vale a dire LEGO Worlds - ci sono anni e anni di esperienza e titoli di successo da parte degli sviluppatori inglesi di TT Games.

Di conseguenza, il titolo non parte svantaggiato, anzi. Chris Rose, assistant producer del gioco, durante una nostra recente intervista ci aveva fatto notare che alcuni elementi legati alla costruzione presenti in questo titolo sono stati sfruttati per la prima volta in LEGO Indiana Jones 2. Questo per dimostrare come LEGO Worlds sia il frutto di anni di esperimenti e soprattutto di coraggio da parte dello sviluppatore, che ha deciso di muoversi su una strada diversa dalla precedente e più affine al marchio, ma non per questo meno insidiosa.

LEGO Worlds è stato reso accessibile per la prima volta al pubblico quasi due anni fa, in una versione early access su Steam e lo è rimasta fino a giovedì scorso, quando ha ricevuto l'upgrade alla versione finale. C'è da dire che la versione in accesso anticipato era molto acerba, piena di bug, glitch e problemi di ogni tipo. Non aveva una struttura vera e propria, ma sembrava essere più che altro un enorme sand-box per testare il motore di gioco e sperimentare qualche meccanica del gameplay, ricevendo al contempo il feedback dei giocatori.

LEGO Worlds
In viaggio verso nuovi biomi!

C'era molta attesa per questo debutto sul mercato, che tra l'altro ha significato l'approdo del titolo anche nel mercato console su Xbox One e PlayStation 4 (ed è proprio quest'ultima la versione di gioco che abbiamo potuto testare).

Avevamo avuto la possibilità di provare il gioco già qualche giorno fa, durante un evento dedicato organizzato da Warner Bros. e TT Games a Milano. Avevamo avuto degli ottimi presagi su LEGO Worlds, soprattutto per quel che riguardava il netto miglioramento rispetto alla versione ad accesso anticipato.

Come avevamo già potuto vedere, l'incipit del gioco ci vedrà sulla nostra astronave, alla deriva nei pressi di un pianeta sconosciuto. Dopo essere stati colpiti da una pioggia di meteoriti ci ritroveremo catapultati verso un piccolo fazzoletto di LEGO e qui inizierà il gioco vero e proprio, con una serie di tutorial che ci introdurranno alle varie meccaniche.

Inizieremo con le scelte estetiche del personaggio. Avremo, per cominciare, pochi pezzi a disposizione ma questi verranno sbloccati con il procedere del gioco. Il personaggio che deciderete di creare, tra l'altro, potrà essere sostituito con un altro in qualsiasi momento con la semplice pressione del dorsale destro o sinistro del pad.

LEGO Worlds
Sfinge e piramidi a portata di mano.

Di fatto, il protagonista non è niente di più che uno strumento per interagire con il mondo di gioco. Parlando di strumenti, dopo essere atterrati su questo pianeta ci verrà fornito lo “strumento scoperte”, un oggetto molto importante che ci permetterà di analizzare e sbloccare nel nostro inventario gli animali, i veicoli e alcune strutture che ci circondano così da poterli riutilizzare nella maniera che più ci aggrada.

Gli altri strumenti saranno molto più inerenti alla capacità di costruzione. Ci sarà lo “strumento paesaggio”, in grado di rimodellare l'ambiente intorno a noi, spianando montagne o formando vulcani. Lo strumento costruzione, invece, sarà il preferito dagli amanti dei mattoncini, in quanto ci permetterà di costruire le strutture utilizzando i pezzi LEGO. Per iniziare avremo poche tipologie di blocchi, come il classico 2x4, ma con il progredire dell'avventura questi aumenteranno.

Avremo anche lo strumento per dipingere qualsiasi struttura, dandole anche caratteristiche “fisiche” come l'acqua o la lava. Infine, avremo lo strumento atto a copiare letteralmente determinate strutture che troveremo nei mondi che esploreremo, in modo da poterle ricreare più avanti su quello che potrebbe diventare il nostro mondo.

Il primo pianeta, tra l'altro, è uno dei tre mondi adibiti a tutorial del gioco. Come tale sarà uguale per tutti i personaggi e avrà una generazione, sì procedurale, ma molto castrata. Dei tre mondi, il primo sarà a tema piratesco, il secondo a tema preistorico ed il terzo sarà ambientato in un paesaggio fatto di caramelle.

LEGO Worlds
La mappa galattica si ingrandirà a seconda dei pianeti che esplorerete.

Su ognuno di questi mondi avremo a nostra disposizione diverse quest da svolgere. Una volta portare a termine ci verranno forniti oggetti, i classici stand che faranno sempre da moneta di gioco ed i mattoncini d'oro. Questi ultimi sono uno degli elementi cardine di LEGO Worlds in quanto serviranno a descrivere e misurare la nostra progressione. Nei primi tre pianeti ce ne saranno dieci e con essi sbloccheremo la possibilità di generare casualmente pianeti, aprendoci le porte della galassia LEGO.

Con il crescere del numero di mattoni d'oro in nostro possesso, LEGO Worlds ci ricompenserà con mondi sempre più grandi, nuovi biomi ed altri strumenti utili alle quest o semplicemente al nostro viaggio (come macchine fotografiche, rampini e jet pack). Arrivati a cento pezzi d'oro riusciremo a raggiungere il grado di Mastro Costruttore, una nomea che i fan del franchise conosceranno molto bene.

Arrivati a questo livello, infatti, verrà sbloccata la possibilità di creare i pianeti (il che significa in sostanza non generarli casualmente, ma crearli sulla base di determinate specifiche). Questa nuova “modalità” potrebbe essere paragonabile alla creativa di altri giochi simili ma con le “limitazioni” date dagli strumenti che avremo in gioco. Sarà presente, infatti, una particolare modalità definita di “costruzione libera”, in cui anziché dover scegliere lo strumento da utilizzare di volta in volta, passando per un menù radiale comunque ben fatto, si potranno avere tutti gli strumenti a schermo selezionandoli con la semplice pressione di un tasto.

Si può già notare da questi primi paragrafi l'importanza data all'avanzamento di livello, che permette di sbloccare determinate cose. Come starete intuendo, questa caratteristica purtroppo permea l'intera struttura del gioco. Inizialmente con lo strumento costruzione avremo solo a disposizione alcuni pezzi mentre per ottenerne degli altri dovremo per forza trovarli. Come farlo? Molto semplice (più o meno): ogni tanto casualmente sbucheranno dal terreno dei mostriciattoli verdi con addosso questi pezzi. Inseguendoli e catturandoli otterremo il pezzo in questione dandoci la possibilità di utilizzarlo successivamente nelle nostre opere. Non esiste, almeno per ora, altro modo per ottenerli.

LEGO Worlds
I dungeon non mancheranno.

Un concetto molto simile vale anche per i mattoncini dorati. Per conquistarli potremo completare le quest oppure andare alla ricerca di tutti i tesori dei vari mondi sperando che uno di questi ci dia uno di questi pezzi. Questa ricerca sarà di vitale importanza, soprattutto all'inizio. Infatti, mondi più grandi significano non solo maggiore diversità, ma anche più biomi, più strutture, maggiori probabilità di incontrare i mostriciattoli verdi e di recuperare i mattoncini dorati.

Chi ha giocato all'early access si ricorderà bene della presenza di uno strumento che permetteva la costruzione illimitata di qualsiasi cosa. Ovviamente questo singolo oggetto è stato sostituito dagli strumenti sopra elencati, che, dividendosi i compiti, hanno reso più organizzati e user friendly i vari menù di gioco. D'altro canto, però, hanno reso l'intero processo decisamente più ostico dal punto di vista del tempo impiegato.

La creazione di un muro, per esempio vede il posizionamento pezzo per pezzo dei singoli mattoncini, il che purtroppo è reso estremamente difficile anche da un utilizzo della telecamera ancora insufficiente, seppur migliorato di molto rispetto all'early access. Oltre a ciò, le quest che ci chiederanno di costruire una casa o una struttura non saranno poche e alla lunga verrà a noia farlo a mano. In nostro soccorso ci sarà per l'appunto lo strumento per copiare la struttura e richiamarla quante volte si vuole, ma facendo così si perde anche quella che è la dinamica forse più innovativa di LEGO Worlds.

Parlando di quest si entra in un dei capitoli più dolorosi del gioco. Nei primi tre mondi - ma anche nella presentazione - queste ci avevano fatto un'ottima impressione. Purtroppo, però, la creazione di queste missioni è stata data al freddo calcolo della CPU e saranno generate proceduralmente. Le prime ci avevano colpito perché sapevano essere semplici, ma allo stesso tempo ti facevano ingegnare sul da farsi e non a caso erano le uniche non generate proceduralmente.

LEGO Worlds
Sono in cima al mondo!

Con il trascorrere delle ore e dei mondi, ci si rende conto della ripetitività estrema delle stesse. Con la conquista dei mattoncini e l'avanzamento verso mondi più grandi, troveremo quest via via più complesse, ma questo semplicemente significa che per ogni missione ci saranno diverse mini-quest che saranno esattamente le stesse fatte e rifatte nelle ore precedenti.

Alla fine ci si chiederà se varrà effettivamente la pena eseguirle. La riuscita di una quest ci porterà ad ottenere un oggetto di gioco da aggiungere all'inventario, oppure un nuovo set di personaggi (o, se siamo fortunati, un mattoncino dorato). C'è da aggiungere che capiterà abbastanza spesso di non riuscire a completare determinate missioni per la necessità di dover tornare su pianeti già visitati a recuperare, per esempio, quel determinato arco che avevamo visto in mano a quell'arciere. Però l'arciere in cambio dell'arco vorrà qualcos'altro al che ci inerpicheremo in un circolo vizioso di caccia all'oggetto senza fine.

Purtroppo da qui si capisce che uno dei problemi principali di LEGO Worlds, caro a molti colleghi dell'ambito procedurale, è l'estrema ripetitività. No Man's Sky in questo ha fatto scuola e nonostante tutto, la formula presentata da LEGO Worlds sembra essere inciampata in problematiche molto simili. Oltre a ciò il gioco è permeato da una grande prolissità, per quel che riguarda l'avanzamento.

Il percorso per arrivare al grado di Mastro Costruttore è estremamente lungo, considerando l'estrema casualità con cui potremo entrare in possesso dei famosi pezzi d'oro. Allo stesso modo, non potremo semplicemente scegliere un pianeta e iniziare a costruire. La scarsità delle tipologie dei pezzi potrebbe essere un fattore estremamente limitante, ma anche qui la ricerca di questi sarà data al caso.

Se queste sono le problematiche del gioco, fortunatamente, abbiamo anche diversi aspetti positivi. Ovviamente partiamo dal presupposto che l'idea alla base è estremamente efficace. Le prime missioni sono comunque quelle che maggiormente sono rimaste impresse nella memoria, in più la diversità dei biomi e l'enorme quantità di pezzi che vedremo e potremo scansionare farà luccicare i nostri occhi, come quelli di un bambino di fronte a degli scaffali pieni di scatole LEGO. Tra l'altro, ad ogni scoperta il gioco ci dirà anche a quale set apparterrà quel pezzo tra LEGO City, LEGO Pirates e decine di altri set (oltre ad alcuni creati appositamente per LEGO Worlds).

LEGO Worlds
Qui farà un po' caldo.

Oltre a questo, la crescita del personaggio e la possibilità di visitare mondi più grandi ci permetterà di esplorare biomi sempre diversi, tra i 26 presenti al momento in cui scrivo questa recensione. Ognuno è caratterizzato a dovere con costruzioni ad hoc, come per esempio piramidi e sfingi nel deserto, o montagne di arenaria rosse nel West o spaventosi castelli nelle foreste maledette.

Graficamente parlando, poi, ci troviamo di fronte ad uno dei titoli migliori dell'intero franchise video ludico, pari se non superiore a LEGO Star Wars: il Risveglio della Forza. Ogni pezzo a schermo sembra reale, oltre a ciò gli ottimi giochi di luce all'esterno rendono l'atmosfera ricca di paesaggi unici che non hanno nulla da invidiare da altri titoli, nonostante la sua natura a mattoncino.

Ad aiutare a dare quel tono scherzoso e gioviale, tipico del franchise LEGO, ha contribuito anche la voce di un fantastico Claudio Moneta che, con un doppiaggio abbastanza “sopra le righe”, è riuscito a dare spessore alla voce narrante che ci accompagnerà per tutta l'avventura con simpatiche divagazioni e consigli.

Tecnicamente parlando, invece, torniamo ad una situazione abbastanza dolente. Il gioco risulta essere piuttosto pesante sia su PC che su console. La versione da noi provata su PlayStation 4 era ben lontana dall'essere stabile, con numerosi cali di frame-rate avvenuti negli ambienti ricchi di particellari come i pianeti vulcanici. Il gioco ha iniziato a faticare anche con l'avanzamento verso mondi più grandi.

LEGO Worlds
I lunghi caricamenti saranno molto tediosi.

Prendere un aereo e girovagare per un pianeta enorme, non è una buona idea se giocate il titolo su PlayStation 4. LEGO Worlds, infatti, potrebbe non essere in grado di star dietro al caricamento di tutte le aree e potreste “sbattere” contro muri invisibili di zone non caricate. Altra nota negativa sono i caricamenti, estremamente lunghi da una schermata all'altra. Pensare di avviare il gioco e iniziare un partita prevederà almeno 3 o 4 minuti di tempo prima di poter effettivamente arrivare a giocare.

Insomma, come si sarà capito, non ci troviamo di certo davanti ad un capolavoro. In ogni caso non è un titolo da sottovalutare. Se siete appassionati di LEGO potrebbe essere il gioco che fa per voi: l'estrema precisione e la cura dei dettagli potrebbero essere la sua forza, una forza che allo stesso tempo è estremamente abbattuta dalla ripetitività e prolissità di alcune sue parti. Un acquisto sicuramente da valutare attentamente, ma non da bocciare di prima istanza.

Non dimentichiamo, infatti, che gli sviluppatori ora come ora rimarranno con le orecchie ben aperte in attesa di suggerimenti ed è probabile che alcune problematiche verranno risolte, migliorate o ampliate.

Ovviamente si tratta di un titolo che probabilmente verrà supportato ancora per molto, anche grazie all'apporto degli utenti che potranno condividere con gli altri giocatori le proprie creazioni, arricchendo così il mondo di gioco.

Versione testata: PS4

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