Siate sinceri: tutti voi almeno una volta nella vita vi siete scontrati su qualcosa. Una squadra di calcio magari, oppure riguardo a un'idea politica differente dalla vostra (e in questi anni di ridicole scaramucce tra destra e sinistra non è così difficile che avvenga tutt'ora).

Le fazioni, nord e sud, bianco e nero. Elevarsi al mondo delle idee. Ciò che rende una divisione realmente netta e insuperabile, senza neanche voler tentare un avvicinamento o la comprensione del perché vi sono differenze così invalicabili, magari frutto solo della nostra ostinazione e presunzione.

Succedeva anche ai tempi della scuola, negli anni di Nintendo e SEGA con le loro console a 16-bit, ricordate? E ci poteva anche stare, sia considerando la nostra tenerà età, sia per il fatto che dopotutto si parlava di due piattaforme che si contendevano l'intero mercato.

Era piacevole e smaccatamente genuino andare a provare la console “rivale” a casa dell'amichetto di scuola. Mica finiva a sberle o a insulti. E spesso era solo tutto mosso da un invisibile senso di invidia: perché Sonic era davvero più figo di Mario. O viceversa.

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Quante immagini del genere avete visto sui social in questi giorni?

Quello che sta succedendo in queste ore sui social network è però sensibilmente diverso da ciò che accadeva quando il sottoscritto era poco più che un ragazzino. Ciò che avviene ora è triste, un po' patetico e sicuramente infantile.

Mi spiego. Horizon: Zero Dawn, uscito il primo marzo, è uno di quei titoli che non puoi non notare. Graficamente spaventoso, narrativamente coinvolgente. Finalmente un gioco PS4 davvero capace di farti esclamare “ehi, devo giocarlo a tutti costi”.

Poi, il 3 marzo, è stato il turno di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Titolo di lancio della neonata console Nintendo Switch, l'ultima avventura di Link è un'avventura colossale e ad ampio respiro, che incarna un po' tutte le qualità della serie, sin dall'alba dei tempi.

Horizon e Zelda. Due titoli così uguali, ma allo stesso tempo così diversi, nati per scopi e motivi commerciali del tutto differenti. Al di fuori del fatto che condividono le più belle albe e tramonti della storia del videogioco.

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Perché la grafica non è tutto...

Ovviamente, l'uscita a distanza ravvicinata dei due titoli e il colpo basso di una Sony Italia piuttosto aggressiva in campagna marketing (io la chiamo semplicemente “concorrenza”) ha generato uno tsunami di vomito da social network, al cui interno una quantità enorme di presunti videogiocatori o critici dell'ultim'ora si sono schierati verso l'una o l'altra fazione (se di fazioni possiamo parlare) pronti a difendere con arrampicate sugli specchi degne dei più grandi maestri zen il loro titolo preferito.

Quasi come se ci guadagnassero qualcosa nel farlo, se non ridicolizzarsi di fronte alle migliaia di contatti Facebook che osservavano passivi il siparietto comico. Confronti fra le medie Metacritic dei due giochi, video-comparative su quale gioco scatta di più con due nemici a schermo, quale ha la palette di colori più brillante, quale no.

Senza contare quelli che “ma la grafica non è tutto”, così come le altrettante centinaia di “voi il 4K ve lo sognate”. E poi, giù con le condivisioni di una quantità invereconda di screen tratti dai due giochi, per far vedere chi dei due ce l'ha più lungo (l'orizzonte visivo, chiaramente). Serio, mancava solo l'insulto alla mamma e il quadro era completo.

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... ma anche l'occhio vuole la sua parte!

Ora, io mi chiedo: a cosa è servito tutto ciò? Far trasparire che Zelda sia migliore di Horizon, o viceversa, chi ha fatto arricchire e perché? Se c'è qualcuno che ne ha goduto, voglio conoscerlo.

E chiedergli cosa spinge l'utenza a perdere tempo (si, perché quel tempo lo avete letteralmente buttato nel gabinetto), a dire male di una cosa, perdendovi magari l'occasione di godere di entrambe le esperienze, senza corse e con il tempo necessario a contemplarli al massimo.

Evitando magari anche di fare una figura barbina di chi fa finta di saperne e al massimo straparla di qualcosa che non conosce pienamente. Con il puro gusto di rompere l'anima al prossimo sapendo che nessuno te lo impedirà. Perché anche per fare della sana polemica ci vuole una certa conoscenza dell'argomento. Che molti di voi di questo passo non avranno mai.

Il mio consiglio quindi è uno e uno soltanto: chiudete Facebook, subito. Prendete in una mano il Dualshock e nell'altra mano la coppia di Joy-Con. Poi alzate gli occhi al cielo e chiedetevi a gran voce: “scrivere cazzate renderà il videogioco migliore?”. La risposta la sapete già.

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