Rainbow Six Siege, possiamo dirlo tranquillamente, nacque sotto la proverbiale cattiva stella. L’ho aspettato con ansia fin dal primo reveal durante l’E3 del 2014 e, purtroppo, l’ho trovato da subito molto carente.

In realtà Siege è uno shooter dalla grande personalità, ma è arrivato sugli scaffali un po’ acerbo. Un po’ il bilanciamento dei personaggi, un po’ il fatto di aver perso la connotazione “agenti contro terroristi” (relegata alla modalità contro la IA) nel multiplayer a seguito degli attentati terroristici recenti, ma soprattutto un matchmaking ed un netcode malfunzionanti per un lungo periodo, tutti questi elementi hanno decretato quella che, fino a qualche mese fa, sembrava la fine definitiva del titolo.

Poi è successo che il team di sviluppo si è messo a lavorare sodo e, oggi, Rainbow Six Siege ha letteralmente una seconda vita. Sono arrivati tanti personaggi, tantissimi aggiustamenti ed interventi nelle dinamiche di gioco, addirittura alcuni sparute modifiche ad elementi delle mappe.

Gli sforzi sono stati ripagati perché, qualche giorno fa, il titolo ha raggiunto la cifra di 13 milioni di utenti registrati, di cui 3.9 attivi almeno una volta a settimana. Merito anche dei tagli di prezzo generosi che il titolo ha avuto finora, sconti esclusi.

Rainbow Six Siege
La key art di Velvet Shell.

Numeri onestamente impressionanti per uno shooter partito così male. Merito anche di Splatoon e poi Overwatch, probabilmente, che hanno riportato l’attenzione su queste esperienze competitive allora relegate solo ai reduci di Counterstrike. Il duro lavoro paga (così come i weekend gratuiti come quello appena trascorso), e questa ne è una dimostrazione, visto che non c’è stata una “scintilla” che ha fatto rinascere il gioco.

Ora il matchmaking funziona, il netcode è buono (con alcune incertezze, nullità in confronto al passato), ed è stata rivista anche l’interfaccia di gioco, lacunosa e poco funzionale dal day one. Non solo, come dicevamo, Rainbow Six Siege è ancora vivo e vegeto (di recente si è tenuto un importante torneo a Las Vegas), ma si appresta ad entrare nel suo secondo anno di vita, con tanto di secondo season pass.

L’anno due inizia infatti con Velvet Shell, il nuovo contenuto aggiuntivo in arrivo oggi su tutte le piattaforme. In “Operazione Velvet Shell” i giocatori saranno immersi nella vita notturna delle coste di Ibiza e vestiranno i panni di due Operatori Spagnoli del Grupo Especial de Operaciones, Mira e Jackal.

Mira è specializzata nel processo di protezione balistica delle armature. Equipaggiata con un Vector 45 ACP e ITA12L come armi primarie, può trovare il punto debole di qualunque macchinario e rinforzarlo. Jackal ha sviluppato una grande esperienza nel rintracciare gli HVT e nell’intercettare le spedizioni di stupefacenti con il G.E.O. Equipaggiato con C7E e PDW9 come armi primarie, ha sviluppato un’acuta sensibilità relativa al suo ambiente che gli permette di individuare rapidamente le irregolarità.

Inoltre a partire da questo secondo anno di vita del gioco debutterà con una nuova interfaccia di navigazione, che renderà tutte le attività dei giocatori, come sfide, novità e boost, disponibili nella stessa area.

Anche il secondo season pass dimostra che il team di sviluppo ha intenzione di farci giocare ancora a lungo a Rainbow Six Siege. Al canonico prezzo di €29.99, il pacchetto offre:

  • abbonamento Premium valido fino al 07/02/2018
  • 8 nuovi operatori per 4 stagioni, 8 personalizzazioni copricapo esclusive, 8 personalizzazioni uniforme esclusive
  • un ciondolo R6 in carbonio per le armi e 600 crediti R6 per acquistare contenuti.
  • I nuovi operatori saranno disponibili una settimana in anticipo
  • sconto del 10% nel negozio di gioco, 5% di Fama in più per sbloccare prima i contenuti
  • 2 sfide giornaliere in più

Personalmente sono contento che Rainbow Six Siege abbia ripreso fiato. Nonostante il fatto che non l’abbia più giocato per colpa, tra gli altri, di Overwatch e The Division (che poi… ne riparleremo), ho sempre ritenuto Siege un ottimo shooter.

Chissà che non possa accompagnare efficacemente For Honor e il secondo anno (se ci sarà) di The Division nella lineup di Ubisoft. Tenete d’occhio queste pagine, perché quasi quasi mi è venuta voglia di aggiornare il client di uPlay…