Milano – Sempre via Solferino 40, a Milano, oltre a vedere e provare la console ho avuto modo ovviamente di giocarci. Così, come promesso, dopo aver parlato profusamente di Nintendo Switch, è il momento di dedicarci ad alcuni dei titoli che arriveranno dal 3 marzo fino alla fine dell’anno.

Come ho accennato nella live che abbiamo fatto su Facebook, le build presenti all’evento italiano sono state ovviamente le stesse viste e riviste negli ultimi tempi. Non aspettatevi quindi grosse novità o rivelazioni sui titoli, ma solo le mie personalissime impressioni ed aspettative.

Archiviate le doverose premesse, iniziamo dal primo titolo che ho provato: The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Non potevo che iniziare da lui, visto quanto ero curioso di vederlo con i miei occhi. Come detto nel precedente speciale, ho effettuato due prove del gioco con la stessa build a tempo.

La prima partita l’ho fatta tutta in mutande, non ricordandomi che, fuori dal santuario dove si sveglia Link, c’era una cassa con gli abiti. Poco male, aveva un che di Dark Souls la mia esperienza in questo modo. Sono andato in modo abbastanza lineare seguendo le indicazioni della voce che risveglia il nostro eroe, passando l’ormai famoso anziano vicino al focolare, combattendo un po’ e attivando la prima torre e rivelando il primo dungeon, scoprendo anche l’antefatto della trama di Breath of the Wild.

Nella seconda partita sono stato distratto da un gruppo di cinghiali che, ovviamente, ho provato a seguire. Non ce l’ho ovviamente fatta, ma ne ho approfittato per esplorare l’area senza seguire le indicazioni. Ho trovato così un arco e delle frecce (che nella prima run avevo trovato altrove), mi sono scontrato contro alcune bestiacce trovando un loro avamposto. Purtroppo, poco prima di saccheggiare un loro forziere, è scaduto il tempo a disposizione.

Aldilà dell’impatto visivo, ormai noto, la cosa che mi ha colpito è la grande libertà di azione. Oltre alle mie due partite ne ho volute seguire delle altre di alcuni colleghi. Uno di loro è riuscito a combattere uno dei golem di roccia che si vedono nei trailer, un altro è riuscito ad iniziare un dungeon, mentre altri ancora hanno fatto altre cose diverse, tutte nel mio stesso tempo. Questo nuovo Zelda promette sì una grande attenzione sulla narrazione (lo abbiamo visto nel trailer della presentazione di Switch), ma anche una grande libertà di affrontare il gioco in piena libertà.

Altre considerazioni sparse. La gestione dell’inventario è interessante, relegata ad una classica scelta rapida tra armi ed equipaggiamento vario. Allo stesso modo confermo il grande interesse per le meccaniche survival, anche se non c’è stato modo di addentrarsi in situazioni climatiche o dove bisogna essere silenziosi. Inoltre, ho avuto l’impressione che Link sia stato doppiato. Questo non significa che parli, ma alcuni degli urletti che ho ascoltato mi sono sembrati molto familiari, mi è sembrato di sentire un timbro vocale di uno dei personaggi degli anime localizzati in italiano. Staremo a vedere.

Successivamente ho provato Snipperclips. Si tratta di un puzzle game davvero divertente, nonché il titolo che mi ha fatto provare più a lungo i Joy-Con. Diciamo che c’è poco da dire nel senso che, per quanto si è visto, il concept basato sulla collaborazione tra due giocatori è vincente. È il classico titolo “da Switch”, ovvero da giocare al volo fuori casa, magari mentre si attende la birra al pub con gli amici. Molto divertente e promettente, non vedo l’ora di approfondirlo.

ARMS_Nintendo Switch
ARMS

ARMS è il titolo che mi ha stupito di più, in rapporto alla prima impressione. Dai video mi era sembrato un titolo dalla poca profondità, invece è il classico prodotto Nintendo stratificato per diversi utenti. ARMS, come sapete, è un picchiaduro con dei pugili dotati di braccia allungabili. Questo porta ad una serie di elementi come la possibilità di effettuare agganci da lontani, oppure tirare dei pugni ad effetto, nonché scegliere una combinazione di guantoni per provare diverse tattiche. Si gioca solamente con entrambi i Joy-Con, ed il tutto funziona davvero bene.

Si può approcciare come un gioco caciarone dove menare le mani all’aria casualmente, ma ha anche quella profondità tale resa dalle sue meccaniche di gioco da renderlo più appetibile a chi invece, magari, è intenzionato a scalare le classifiche mondiali nelle modalità competitive. ARMS, quindi, ha questo dualismo tipico di produzioni come Smash Bros, Mario Kart e Splatoon.

Riguardo questi ultimi due, su Mario Kart 8 Deluxe e Splatoon 2 c’è relativamente poco da dire. La versione Deluxe del racing uscito su Wii U è più in forma che mai, e in modalità portatile è un vero spettacolo. Splatoon 2 ripropone, per ora sostanzialmente invariata, l’esperienza di gioco del suo predecessore. Ci saranno ovviamente nuove armi, mappe e forse modalità di gioco. Effettivamente, il gameplay di Splatoon è già perfetto così com’è.

Nelle battute finali ho provato Has Been Heroes e una manciata di minigiochi di 1-2 Switch. Sul titolo di Frozenbyte, i creatori di Trine, non ho delle grosse impressioni. Il gioco parte da un’idea abbastanza interessante, ovvero unire le dinamiche roguelike (che personalmente odio, ma tant’è), ai gdr e i tower defense in stile Plants vs. Zombies. Sicuramente non è un titolo che espone tutte le sue carte in una manciata di minuti, andrà rivalutato in futuro con una prova più completa. Impressione tiepida per ora.

Nintendo Switch
In uno dei minigiochi di 1-2 Switch si mangiano hamburger.

1-2 Switch è invece la vetrina perfetta per le potenzialità dei Joy-Con. I minigiochi presenti erano il duello tra cowboy, la conta delle palline in una scatola, il famoso/famigerato gioco della mungitura e il duello tra samurai. Come detto nel precedente speciale, i Joy-Con sono davvero straordinari.

I giochi sono tutti molto divertenti, e 1-2 Switch è il titolo perfetto per far giocare tutti nella sua semplicità. I minigame non hanno interfacce complicate, partono immediatamente e, come sappiamo, non richiedono di vedere lo schermo. Vale il prezzo pieno? Onestamente non saprei. Venticinque minigiochi sono parecchi, in fondo, ma considerato come un gioco da tavolo e dividendo la spesa con degli amici il discorso cambia radicalmente.

Come avevo preannunciato, da questa prova in quel di Milano sono arrivate sostanzialmente delle conferme a ciò che avevamo già visto da qualche settimana a questa parte. Discorsi sulla quantità a parte, i titoli finora presentati sono tutti molto validi.

Personalmente, escludendo Breath of the Wild che è evidentemente fuori classifica, il titolo che mi ha colpito di più è stato ARMS proprio per la sua profondità nascosta. Ho rivalutato parecchio anche l’idea dietro 1-2 Switch che, pur non essendo un capolavoro, è l’espressione massima del concept dietro Switch. Peccato che non sia in bundle con la console, perché avrebbe fatto furore. Speriamo che Nintendo faccia dietro fronti prima del 3 marzo, proponendo proprio il titolo insieme alla console, oppure con un forte sconto.

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