Tra i tanti ordini esecutivi emanati dal neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, uno dei più controversi riguarda la sospensione per 3 mesi degli ingressi per i cittadini di sette nazioni mussulmane. Si tratta di Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

Il decreto è stato contestato sia a livello interno, che a livello internazionale. Aziende e intere frange della società si sono opposte con forza alla decisione presidenziale, inclusa gran parte dell'industria videoludica.

Tra questi si sono espressi in primo luogo gli organizzatori della GDC di San Francisco. L'evento dedicato agli sviluppatori che tutti gli anni prende posto nella città californiana accoglie ogni anni, programmatori, giornalisti e curiosi da tutto il mondo. In vista di questo blocco, gli organizzatori si sono espressi contro la decisione di Donald Trump e al contempo hanno dichiarato che rimborseranno chiunque sia stato affetto dal blocco alla frontiera.

Sempre sugli stessi toni si è espressa la ESA (Entertainment Software Association) che attraverso un comunicato stampa ha chiesto alla Casa Bianca di "muoversi con cautela", considerando il grande apporto straniero all'industria americana. Una forma di migrazione definita come "vitale" per gli Stati Uniti.

Speriamo solo che questi appelli, non rimangano inascoltati.

Donald Trump: possibili tariffe doganali sui videogiochi?

Scopriamo in che modo.

Il 19 gennaio è stato un giorno importante a livello internazionale, ma soprattutto per gli Stati Uniti. Donald Trump, neo-eletto presidente degli Stati Uniti ha infatti giurato difronte alla nazione, ufficializzando il suo posto alla Casa Bianca.

Vi starete chiedendo cosa c'entri questo con un sito di informazione videoludica, ebbene a quanto pare questa elezione avrà ripercussioni anche sulla nostra amata industria.

Infatti, negli scorsi giorni, tra li primi decreti presidenziali abbiamo diverse manovre atte a risollevare un muro di tariffe e tasse doganali sul confine statunitense. Questo significa in pratica che, se esportare dagli Stati Uniti non avrà costi o comunque molto pochi, al contrario l'importazione sarà vessata da importanti tariffe doganali. Il tutto al fine di promuovere l'industria americana.

Per ora, Trump ha tolto gli USA dal TPP, un accordo multilaterale per il libero commercio tra alcuni Paesi che si affacciano sul Pacifico. In molti, però sospettano e "sussurrano" un possibile intervento doganale del presidente Trump anche nel mondo videoludico con tariffe sulle importazioni del 5% o del 10%.

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