Sono sempre piuttosto preoccupato quando devo parlare di un titolo come SpiritSphere per due semplici ragioni. La prima è che basta dare uno sguardo ad uno screenshot per capire di che tipo di gioco si tratta e se è valido o meno, mentre la seconda è che si tratta di un titolo così semplice nelle sue meccaniche e nel suo comparto tecnico che la recensione potrebbe limitarsi ad un semplicissimo paragrafetto.

Il titolo, come questa premessa dovrebbe aver fatto capire, punta tutto sulla sua estrema semplicità sia nelle meccaniche di gioco che nel suo stile grafico e sonoro. Incredibilmente è proprio questa semplicità di base che rende SpiritSphere  così piacevole e divertente: la formula è così valida che la sua povertà non infierisce minimamente sull'impatto che il titolo ha sul videogiocatore, a patto che questi abbia qualcuno con cui giocarlo.

SpiritSphere si pone fin da subito come un titolo da giocare rigorosamente in multiplayer locale, modalità in cui riesce ad esprimere al meglio il suo potenziale, ma non si nega la possibilità di poter far breccia anche nei cuori di coloro che ricercano un'esperienza più solitaria.

Il gameplay si snoda essenzialmente (non contiamo i vari allenamenti) in due differenti modalità, una disponibile solo ed esclusivamente in multiplayer, e un'altra che può essere approcciata unicamente da soli. In entrambi i casi ci troveremo di fronte alle medesime meccaniche che ci vedono impegnati i una specie di duello di pong: non dovremo fare altro che cercare di far entrare la pallina nella “porta” dell'avversario.

SpiritSphere
Quegli alberi non vi ricordano qualcosa?

Un'idea tanto semplice quanto efficace e divertente alla quale vengono affiancate alcune idee di design altrettanto semplici ed originali. I vari personaggi disponibili hanno a disposizione tre azioni differenti (oltre al movimento chiaramente) che prevedono un attacco normale, un attacco potenziato e caricabile e infine un dash con il quale spostarsi rapidamente nei vari punti della schermata di gioco.

Ogni personaggio ha il suo attacco personale e questo può essere visto come una sorta di abilità speciale poiché a seconda della tipologia di attacco (e di dash) è possibile operare strategie differenti all'interno delle partite. A questa varietà di personaggi vanno aggiunti i power-up trovabili durante i match e le varie possibilità offerte dagli scenari ognuno dei quali presenta una propria caratterizzazione e una propria meccanica.

Durante ogni stage è possibile, infatti, trovare alcuni strumenti particolari che ci danno qualche abilità interessante come sparare frecce, posizionare un muro difensivo e simili oppure possiamo sfruttare bottoni o nemici presenti nell'ambiente circostante per riuscire a cogliere di sorpresa il nostro avversario.

Nella modalità in single player non dovremo fare altro che scegliere un personaggio ed affrontare 10 differenti stage in tre difficoltà diverse, Facile, Normale e Difficile che differiscono, chiaramente, per l'AI che sarà molto più punitiva nella difficoltà più alta. In multigiocatore possiamo avere accesso a normalissimi scontri PvP e alla modalità Squash che altro non è che la riproduzione, all'interno del titolo, del classicissimo sport.

La classica partita.
La classica partita.

L'offerta di SpiritSphere è essenzialmente questa anche se non bisogna farsi spaventare dalla povertà della stessa poiché nonostante tutto si tratta di un titolo capace di regalare non poche ore di divertimento. Purtroppo l'unica pecca di cui soffre la produzione è proprio l'assenza di una modalità in single player valida poiché ci si stufa molto presto della monotonia del gameplay e della stupidità dell'AI così come ci si annoierà ben presto della difficoltà artificiale presente nella modalità Difficile.

Diciamo che il titolo è da vedere un po' come Towerfall Ascension o Duck Game, eccellente se giocato in compagnia ma decisamente troppo noioso e poco appetibile se fruito in solitaria.

Tecnicamente SpiritSphere, invece, dà il meglio di sé offrendo uno stile grafico retrò che strizza moltissimo l'occhio ai capitoli su Game Boy Color d The Legend of Zelda. Lo stile è particolarmente piacevole ed azzeccato per la formula ed ad accompagnarlo vi è una colonna sonora squisitamente 8-bit che ben si lega non solo alla grafica ma anche all'azione di gioco che ne risulta incredibilmente arricchita dal comparto audio.

In conclusione SpiritSphere è un titolo azzeccato per tutti coloro che hanno qualcuno con cui giocarlo e che apprezzano la semplicità: non troverete una sfida troppo elevate e non troverete sicuramente meccaniche troppo elaborate.

Disponibile per PC

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