Mentre Tales of Zestiria aleggia nel mio backlog da tempo, iniziato e poi messo da parte per altri titoli che più mi attiravano, Berseria mi capita tra capo e collo e preme insistentemente la mia faccina contro il monitor.

Se negli ultimi vent’anni avete vissuto in un buco lontano dal genere, dovete sapere che la serie Tales ne è una dei maggiori esponenti, soprattutto (pensate un po’!) in Giappone. La prima cosa fondamentale da sapere è che Berseria presenta un cast leggermente diverso rispetto al resto della saga: il party è infatti composto di personaggi ben lontani dagli idealisti protagonisti dei precedenti capitoli e questo capitolo è anche il primo della serie ad avere come protagonista una donna.

Tralasciando la parte iniziale, che non voglio spoilerarvi, il gioco ha molto in comune con il suo predecessore (di cui è anche un prequel): come in Zestiria, una malattia di cui nessuno conosce cause e cure trasforma le persone in Demoni e la nostra eroina, Velvet, si troverà suo malgrado a dover affrontare il fatto di essere diventata uno di essi.

Il motore del gioco è però la vendetta. Quasi ogni personaggio giocante è mosso dalla vendetta durante la storia del gioco e, sebbene siano dei cliché da anime Giapponesi con le gambe, i loro ruoli sono ben scritti e il tutto fila via liscio e coerente fino alla fine.

Ogni combo di Berseria riempirà lo schermo di tanti numerini soddisfacenti.
Ogni combo di Berseria riempirà lo schermo di tanti numerini soddisfacenti.

So che in questo momento non vi sembra un gran bel gioco, ma sto sciorinando le cose meno emozionanti per arrivare al clou della recensione, portate pazienza.

Purtroppo il gioco è un porting da PS3 e in un mondo di Final Fantasy XV questa eredità si sente pesantemente: nonostante la direzione artistica di personaggi e mostri sia davvero ottima tutt’altro si può dire per gran parte delle ambientazioni che risultano un po’ spoglie di dettagli e, spesso abbandonate a loro stesse.

Berseria fa di tutto per cercare di allungare il brodo, presentando città mediamente grandi e ben condite di dialoghi per poi farci camminare per minuti interi all’interno dei dungeon in lunghi corridoi che sfociano in camere vuote e inutili.

L’esplorazione è relegata a qualche piccola deviazione da un percorso lineare e, sebbene sia possibile spostarsi nella mappa del gioco con sufficiente velocità, alla lunga il dover tornare sui propri passi per recuperare degli oggetti o per sconfiggere un mostro, stanca. Forse qualche dungeon meglio disegnato, senza evidenti parti “morte” messe solo per cercare di dare l’impressione che in realtà sia più complicato del “vai dal punto A al B mentre uccidi nemici”, avrebbe permesso al titolo di ergersi un pochino più in alto.

Tutto sommato, però, non è così male: bisogna solo farci un po' l'abitudine.

Anche le magie hanno il loro posto nel sistema di combattimento.
Anche le magie hanno il loro posto nel sistema di combattimento.

Discorso leggermente diverso per gli spazi all’aperto, molto colorati e con qualche dettaglio in più: una vera gioia per gli occhi, sebbene soffrano spesso dei problemi sopra elencati.

Possiamo invece ignorare quasi del tutto la componente sonora: non una sola musica del gioco mi è rimasta in mente e, alla lunga, sentire i personaggi che urlano i nomi delle tecniche diventa stancante.

Qualcuno di voi avrà già sbirciato il voto in basso e ora si starà chiedendo “perché”. Perché il gameplay di Berseria è meraviglioso.

Di cose da fare, in questo titolo, ne trovate a bizzeffe. Potrete affrontare i minigiochi sparsi tra le città in cui vi verrà richiesto di far esplodere palloncini, picchiare manichini oppure fare il cameriere per una locanda. Potrete mandare la vostra ciurma di pirati privata a esplorare isole e portare indietro tesori e materiali per la costruzione, cacciare Demoni incredibilmente forti o buttarvi nel potenziamento di oggetti selvaggio.

Insomma: non vi annoierete.

Tales of Berseria
Quasi tutto il nostro gruppo di antieroi in posa plastica.

Ignoriamo anche il fatto che le casse possono riempirsi nuovamente man mano che il gioco prosegue (attirandovi così sin nelle prime zone del gioco con la scusa del “magari c’è qualcosa di buono”) o che allo stesso modo sia possibile trovare delle erbette che potenziano le statistiche dei personaggi permanentemente e che, anche queste, possano riapparire con il tempo (qualcuno ha detto forse min/max?) perché è semplicemente buttare acqua nella minestra per non farla finire.

Evitiamo anche di nominare il New Game+, ormai opzione quasi imprescindibile in questo genere che permette di mettere le mani su nuovi oggetti, nemici e dungeon e parliamo, invece, del pilastro portante di questa produzione: il combattimento.

Se durante le prime ore di gioco mi sono trovato a premere a caso pulsanti per uccidere i nemici (anche alla difficoltà più alta), ben presto sono stato punito in maniera brutale dalla profondità che il gioco offre.

Intendiamoci: potete giocare tutto senza sapere cosa state facendo, impostando la modalità facile e premendo a caso tutto quello che volete. Ma già dalle difficoltà più alte è possibile vedere come in Berseria il combattimento sia estremamente complesso, da imparare fino a raggiungere la perfezione.

La varietà di nemici comprende animali di tutti i generi.
La varietà di nemici comprende animali di tutti i generi.

Per decine di ore, sconfiggendo boss e raggiungendo punti chiave del gioco, saranno continuamente aggiunti elementi al combattimento in un enorme, infinito, tutorial che vi lascerà di stucco quando capirete tutto ciò che il gioco vi permette di fare.

Tra combo, colpi speciali, personaggi in riserva, resistenze e vulnerabilità dei nemici, dovrete sempre pensare attentamente a cosa state facendo: alle difficoltà più alte non ci sarà alcuna possibilità di sbagliare, i nemici avranno sempre più vita e resistenza, il danno che infliggono non li porterà solo a uccidervi con un solo colpo, ma le cure dei vostri alleati saranno meno efficaci e il tempo tra un oggetto che potrete utilizzare e l’altro sarà notevolmente più lungo.

Berseria, a poco a poco introduce sempre più elementi e vi costringe a sviluppare strategie sempre diverse a sfruttare i componenti del vostro party e a cercare sempre di migliorare sempre il vostro equipaggiamento, cercando qualcosa che possa darvi quel pizzico di potenza in più necessaria a superare una certa parte o uccidere un determinato boss: non ci sarà mai un setup che funzioni contro tutto e tutti.

Seppur con qualche pecca qua e là Berseria è un titolo solidissimo che promette una solidità fondamentale per questo tipo di gioco e una storia che, tra vendetta e violenza, vale la pena di essere vissuta. Ecco il perché di quel voto alla fine.

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