Gran parte della pubblicità per Resident Evil 7 è stata incentrata principalmente sulla casa dove il titolo stesso è ambientato: il modellino presente nell'edizione da collezione, candele che ne ricordano il profumo, escape room dal vivo ispirate ad essa e via dicendo.

Il motivo di tutto ciò è che, di sicuro, la casa fa parte della rosa dei protagonisti,  tanto quanto i singoli componenti della famiglia Baker che vi abitano.

Quella fatiscente villa della Louisiana con altri edifici vicini a fare da appendice, quindi, merita un'analisi approfondita.

A discapito di quanto avevo predetto, ovvero che i Baker sarebbero stati la cosa migliore di Resident Evil 7, la cosa più interessante del gioco si è rivelata essere proprio Lei.

Resident Evil 7
Pronti ad addentrarvi nei suoi meandri?

Di sicuro è più interessante di Ethan Winters, il tizio di cui vestirete i panni. È giunto lì per salvare sua moglie che è scomparsa, e avrebbe potuto evitare il suo intero coinvolgimento nella faccenda se si fosse limitato a chiamare la dannata polizia, vero Ethan?

Sarebbe stato meglio se fosse stato in qualche modo più accattivante, poiché, per così com’è, non provo granché simpatia per lui. Si è cacciato in un casino, e ora io devo tirarlo fuori dai guai.

Sarei stata felice di lasciarlo morire se solo non fossi bloccata nella sua cavolo di testa. Come scusa, sei sufficientemente intelligente da combinare delle componenti chimiche per crearti degli antisettici, ma non abbastanza da dire a qualcuno che stai partendo per andare in una città sperduta della Louisiana? Suvvia, Ethan.

La casa è una bestia diversa in tutto e per tutto. Dal momento che si è da soli e si può soltanto comunicare telefonicamente con una donna di nome Zoe, è facile pensare che la casa sia in qualche modo senziente. Così come i Baker sono malati, allo stesso modo lo è la casa. Sembra quasi che loro, dalla pelle giallognola come l’intonaco, possano esserne il sistema immunitario.

La casa si è ammalata per prima e se la sta prendendo con i suoi abitanti. Compaiono da delle alcove, ed è impossibile che le abbiano raggiunte prima di voi. Se ci si ferma un attimo a rifletterci su è chiaro che sia impossibile, ma il vostro cervello raramente la etichetta come un’incongruenza. Marguerite Baker potrebbe tranquillamente essersi volatilizzata nella carta da parati ed essersi materializzata da un’altra parte della casa per capriccio, con lo scopo di comparirvi davanti urlando.

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Dove sei, Marguerite?

Probabilmente si tratta semplicemente del virus che ha influenzato la casa. È possibile che le attività dei Baker la stiano distruggendo e che l’incuria e la putrefazione la stiano facendo cadere a pezzi pian piano. Come la famiglia ha i suoi momenti di bizzarra attenzione prima di tornare ad un’estrema violenza, così la casa passa da ostile ad amichevole e viceversa, attaccandovi o proteggendovi in egual misura.

È stata infettata contro la sua volontà ed ora l’infezione si sta levando dal seminterrato verso i piani alti. I suoi edifici esterni stanno andando lentamente distrutti, le mura sono piene di parassiti e le fondamenta sono inondate e colme di cadaveri rigonfi e putrescenti. Perlopiù si tratta di una casa un po’ triste.

Quando ci si trova in aree pesantemente contaminate e dei mostri umanoidi sbucano dal buio mentre delle formazioni fungine cominciano ad adornare le pareti, sembra quasi che la casa stessa vi si stia scagliando contro ciecamente. È possibile trovare anche delle stanze sicure dove salvare e dei piani puliti e ben illuminati, posti dove la gente cattiva non può raggiungervi.

Le troverete quando più ne avrete bisogno e saranno riconoscibili da una rassicurante luce gialla che trapela tra delle tavole di legno o attraverso le crepe di una porta. In questi momenti pare quasi che la casa intuisca che la stiate purificando dall’infezione, alla stregua di un globulo bianco armato di arguzia e di uno shotgun, e cerca quindi di tenervi al sicuro. Non è colpa della casa se un preoccupante numero di porte sono chiuse e sono sbloccabili con chiavi estremamente specifiche o utilizzando molteplici pezzi di una statua (tanto per fare degli esempi).

Squillerà da un momento all'altro?
Squillerà da un momento all'altro?

Capcom è stata in grado di costruire un ambiente convincente che dà l’idea di essere abitato, la stessa sensazione che si prova indossando un vecchio giaccone appartenuto a qualcun altro, con tanto di caramelle di dubbia origine nelle tasche.

L’atmosfera all’interno di Casa Baker è incredibile.

Man mano che si va avanti con l’esplorazione, si scopre come è effettivamente fatta la casa e l’esistenza di passaggi segreti, e si riesce a percepire lo splendore d’un tempo di questa magione (la quale, a volte, può sembrare esageratamente grande, quando improvviso scoprite una serra a due piani della quale ignoravate l’esistenza fino ad un attimo prima).

La casa principale ha una scalinata regale, una balconata con passerella, stanze per bambini, stanze per gli ospiti, un salotto, una volta piene di comfort e di trofei sportivi e foto di famiglia e ora colmo di mobili distrutti, di barattoli di larve e di foto offuscate dai cui vi converrebbe stare alla larga. È tutto messo insieme con una tale cura che quando bisogna spostarsi in luoghi diversi – e meno intimi – il gioco ne soffre particolarmente.

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Forza e coraggio ... Lei vi osserva.

Da sola, nel buio e nell'umidità, sembra quasi che la casa abbia lottato dalla parte dei buoni, sacrificando gradualmente parti di sé in modo che le altri parti restassero più integre possibili.

Anche se potrebbe non essere questo il caso, è plausibile supporre che la casa sia, similmente a quanto accaduto a voi, partecipe in modo involontario. Si tratta di una tematica cardine del gioco: quasi tutti agiscono involontariamente, anche quelli le cui motivazioni si sono ridotte semplicemente a “trasformare le persone in mostri o in stufato”.

L’unica persona che si è fatto coinvolgere volontariamente è proprio Ethan: che tu sia dannato, Ethan.

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