Lo scorso venerdì Nintendo ha alzato il sipario su quella che sarà la prossima ammiraglia della casa di Kyoto. Un reveal decisamente diverso da quello che aveva caratterizzato PlayStation 4 e Xbox One: sappiamo già praticamente quasi tutto sui titoli previsti in uscita su Switch nel corso dell’anno, ma sul fronte hardware le informazioni non sono altrettanto puntuali.

Un venerdì tredici indubbiamente da paura, per quanto riguarda gli appassionati di videogiochi: Nintendo presenta finalmente Switch e, citando Il Cavaliere Oscuro di Nolan, “allora tutti perdono la testa”. Ed è grossomodo quello che è successo, visto il fiume di discussioni scatenatosi dopo la conferenza che ancora non accenna a fermarsi.

Si è discusso sulla lineup di lancio, sulle date di uscita dei titoli previsti e su quelle terze parti che per il momento sembrano rimanere alla finestra, cercando di capire a quale destino andrà incontro il nuovo player che verrà catapultato sul mercato il prossimo 3 marzo.

Nelle prossime righe cercheremo invece di affrontare il caso Switch dal punto di vista dell’hardware, facendo il punto di quello che sappiamo, quello che Nintendo ancora non ci ha detto e riportando anche qualche indiscrezione dell’ultima ora, per capire se e quanto margine c’è dal punto di vista delle prestazioni.

E non si poteva che iniziare dallo schermo montato dalla console, che vista la natura ibrida del progetto non poteva che essere l’elemento attorno al quale poi Switch è stata costruita. Si tratta di un pannello da 6.2 pollici LCD, che finalmente abbandona la tecnologia resistiva utilizzata da DS, 3DS e Wii U in favore di un più adeguato touchscreen capacitivo. Il risultato? Switch si allinea a quanto ormai siamo abituati a dare per scontato nel mondo degli smart device, permettendo agli utenti di utilizzare il multi-touch.

Nintendo Switch
La disposizione delle porte su Switch.

La risoluzione scelta per il pannello è 1280x720p, "fermandosi" quindi allo standard HD Ready invece che puntare tutto sui famigerati 1080p del Full HD. Ma non si tratta della solita sindrome da anacronismo cui Nintendo ormai ci ha abituati: il compromesso permette comunque di ottenere un’immagine sufficientemente pulita, considerando anche le dimensioni dello schermo, e soprattutto evita di consumare la batteria della console in una guerra all’ultimo pixel fine a sé stessa.

C’è un luogo ed un momento per ogni cosa, e in modalità portatile è sicuramente preferibile avere una batteria capace di accompagnare il giocatore per più tempo: per il Full HD c’è tempo una volta arrivati sul divano di casa e collegata la console al televisore.

Come rivelato dalla compagnia Immersion poi (la casa che ha prodotto gli schermi di Switch per conto di Nintendo) il tutto utilizzerà la tecnologia TouchSense. Questa permette in pratica, una volta toccato lo schermo, di restituire dei feedback tattili che vanno oltre la normale vibrazione dello stesso, andando a colmare (o quantomeno provandoci) uno dei difetti storici di questo tipo di controlli. È indubbiamente una freccia che vale la pena menzionare, tra quelle presenti nella faretra della console.

Schermo essenzialmente promosso quindi. Ma dietro di questo cosa c'è? Sul fronte della memoria interna Switch ripropone, come già fatto con Wii U, un taglio di 32GB di spazio utilizzabile, a cui vanno tolti quelli occupati dal Sistema Operativo della macchina. Sembrerebbero pochi ad un primo impatto, specie se memori di qualche brutta esperienza nella passata generazione di hardware Nintendo.

Bisogna però considerare che Switch a differenza di Wii U non utilizza un supporto ottico per leggere i giochi, ma si affida a delle schede di memoria (come quelle viste su 3DS). Dal punto di vista dei tempi d’accesso i risultati sono tremendamente a favore delle “cartucce di memoria”, che possono offrire velocità di lettura ben al di sopra dei 27 MB/s garantiti dal lettore Blu-ray presente su PlayStation 4.

Traduzione: viene meno, almeno per il momento, la necessità di dover installare ogni titolo acquistato, visto che i dati possono essere tranquillamente letti dalla scheda di gioco.

Più veloci, ma più costose di un Blu-ray.
Più veloci, ma più costose di un Blu-ray.

Questo non vuol dire che comunque 32 GB di memoria siano sufficienti per tutto il ciclo vitale della macchina: gli aggiornamenti di sistema, per esempio, andranno ad occupare una certa quota di questo spazio, e anche eventuali DLC ed aggiornamenti dei titoli subiranno la stessa sorte. Non è poi da escludere che qualche sviluppatore ritenga necessario far installare una porzione del suo titolo, magari per risparmiare spazio sulla scheda che ospita il gioco (che è vero che garantisce prestazioni migliori di un Blu-ray, ma costa anche drammaticamente di più).

Un esempio in questo senso è Final Fantasy X/X-2 HD Remaster per PS Vita, dove sulla cartuccia trovava spazio solo il primo dei due titoli ed il secondo andava scaricato da PlayStation Store. O ancora, la scelta (sempre sulla portatile Sony) di rilasciare i pack con le voci in un’altra lingua come il giapponese come contenuti separati da quelli presenti sulla scheda.

Fortunatamente Switch permette di estendere la memoria interna tramite schede microSD. Va tenuto a mente che si tratta di prodotti il cui costo aumenta di pari passo allo spazio e alle prestazioni che offrono (arrivando anche oltre la soglia del centinaio di euro), ma va quantomeno apprezzata la scelta di Nintendo di rivolgersi ad una soluzione standard invece di affidarsi a formati proprietari.

E questo discorso si può fortunatamente estendere anche alla porta scelta per la ricarica dalla console, un connettore USB Type-C che permetterà quindi di utilizzare eventuali cavi già presenti in casa o di acquistarne altri molto facilmente.

Il vero azzardo di Nintendo?
I Joy-Con sono il vero azzardo di Nintendo?

Hanno stupito dal punto di vista hardware i due Joy-Con venduti assieme alla console. Laddove ci si aspettava si trattasse semplicemente di due “telecomandi in miniatura”, la presentazione li ha mostrati come gli eredi a tutti gli effetti di Wiimote. Eredi capaci di andare anche oltre quanto già visto ai tempi su Wii grazie all’HD Rumble, un nuovo sistema di vibrazione che le prove su strada per ora dicono essere tremendamente preciso.

1-2 Switch sfruttando questa funzionalità permette di simulare lo scorrere del latte attraverso il Joy-Con, restituendo davvero la sensazione di star mungendo una mucca, oppure riesce a far credere al giocatore che all’interno del controller siano presenti delle palline di ferro che possono essere contate con precisione.Il vero azzardo di Nintendo?

A questo punto è lecito domandarsi se abbia senso avere investito così tanto su una “mania”, quella dei motion controller, che una certa frangia di giocatori non ha mai digerito appieno e che si rivolge ad un pubblico che era entrato nel mercato con Wii e con Wii ne è uscito, tanto più che lo si sta facendo su una console pensata anche per essere utilizzata in mobilità (non lo scenario migliore in cui immaginare di sfruttare i Joy-Con a questo modo).

Il treno di quello che sappiamo è chiuso dal vagone dedicato alla batteria. Nintendo ha parlato di una durata che sta in un range compreso tra le due e le sei ore di autonomia, a seconda del software e dell’utilizzo fatto della macchina. Giocando a The Legend of Zelda: Breath of The Wild la batteria dovrebbe garantire tre ore nei panni di Link stando a quanto dichiarato.

Tutto qui? Grossomodo si, visto che la casa di Kyoto non si è sbottonata sull’hardware presente sotto la scocca. Le indiscrezioni, come già discusso, parlavano di un chipset basato su Tegra X1 (lo stesso SoC di nVidia Shield Android TV), con severe limitazioni però per quanto riguarda la frequenza di funzionamento della CPU.

Una scocca che potrebbe ancora nascondere sorprese.
Una scocca che potrebbe ancora nascondere sorprese.

Voci dell’ultima ora però parlano di un chipset basato sulla generazione successiva dei prodotti nVidia, la chiacchierata linea Pascal, andando a rivedere al rialzo le specifiche tecniche trapelate il mese scorso. In particolare la CPU farebbe un balzo dai presunti 1020MHz fino a raggiungere gli 1.78GHz. Non i 2GHz pieni garantiti dai core Cortex A57 (la motivazione sarebbe legata ai consumi eccessivi di batteria), ma comunque decisamente più a ridosso delle prestazioni ottenibili su Shield Android TV.

Anche la frequenza della GPU sarebbe stata rivista al rialzo rispetto a quanto riportato da Eurogamer, passando dai 768MHz fino a sfiorare il GigaHertz. C’è da fidarsi?

Sicuramente rispetto alle indiscrezioni trapelate il mese scorso sappiamo che sono stati distribuiti dei devkit aggiornati e più vicini al prodotto finale, e bisogna anche dire che la stessa fonte era riuscita ad indovinare capienza della batteria (4310mah) e altri dettagli come il bundle con i Joy-Con rossi e blu, le porte presenti sulla dock di collegamento e grandezza e frequenza della RAM montata sulla macchina (4GB capaci di lavorare a 1.6GHz).

La fonte, in definitiva, sembrerebbe essere un impiegato della Foxconn, l’azienda cui solitamente i grandi produttori di hardware (anche nel campo della telefonia) si rivolgono per costruire i loro prodotti. Dalla stessa indiscrezione però emergerebbe un dettaglio quantomeno sospetto: la presenza di un modulo 4G su Switch.

Ed il sospetto è di natura duplice: in prima battuta la presenza del modulo avrebbe giustificato ulteriormente il prezzo fissato da Nintendo per Switch agli occhi dei consumatori, oltre ad aprire scenari interessanti quando si parla di connettività e gaming online in modalità portatile. È difficile immaginare quindi che la feature sia presente e che la casa abbia volutamente deciso di non svelarla ufficialmente.

Nintendo Switch
Pochi dubbi, invece, sulla mobilità.

In seconda battuta va considerato che si tratta di una componente che va a gravare ulteriormente sulla batteria, oltre a richiedere l’inserimento di una SIM all’interno della console (SIM il cui vano non è riportato nelle immagini distribuite ufficialmente).

In controtendenza con l’idea di appoggiarsi all’app per smartphone presentata sempre durante la conferenza per quanto riguarda questo genere di problematiche, dal matchmaking alla chat vocale con altri giocatori. Perché delegare queste feature chiave ad un telefono (cui poi Switch in mobilità potrebbe connettersi per accedere a Internet) e poi includere un modulo 4G?

In mancanza di dichiarazioni ufficiali non possiamo far altro che prendere quest’ultima indiscrezione con le pinze e affidarci non solo a quanto riportato dalle voci già confermate, ma di ragionare tenendo presente quello che si è visto durante l’evento. E quello che si è visto, dal punto di vista prestazionale, sembra essere in linea con quello che Wii U era capace di mostrare, ottenendo risultati migliori rispetto a quelli della vecchia macchina ma distanti dal dettaglio visivo mostrato da PlayStation 4 e Xbox One.

Finché qualcuno non riuscirà a mettere le mani sulla console, purtroppo, siamo confinati in questo limbo di non-certezze, dove le considerazioni fatte poco più su si mescolano al fatto che comunque si sta parlando di titoli di lancio e che quindi un certo margine di crescita c’è (o quantomeno potrebbe esserci). Ora come ora non resta che aspettare il 3 marzo per cercare di vederci più chiaro, e possibilmente in presa diretta.

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