Non ricordo come entrai in contatto col mondo di Fate. Probabilmente ero alla ricerca di qualcosa da vedere e mi capitò tra le mani uno degli anime dedicati a questa serie (che guardai con enorme gusto). Fast forward di qualche anno, un amico che mi aggiorna spesso sulla serie e arriviamo a Fate/Extella.

Tutto è cominciato da Fate/stay night una visual novel per adulti che uscì su Windows da cui spuntarono manga, anime, giochi e merchandise vario che difficilmente fecero il salto fuori dal Giappone ma che anche molti occidentali presero ad apprezzare soprattutto per la sua storia convoluta e ben scritta.

Ora, descrivere tutto ciò che accade in Fate e le sue miriadi di incarnazioni occuperebbe diverse pagine di questa recensione e a voi interessa relativamente: riassumiamo però almeno le basi.

In Fate ci sono i Maestri e ci sono i Servitori. I primi sono solitamente umani e capaci di utilizzare la magia, mentre i secondi sono i classici famigli che vengono evocati per perseguire gli obiettivi dei maghi che li portano nel nostro mondo.

È un angelo! (cit. Evangelion).
È un angelo! (cit. Evangelion).

In questo caso i Servitori sono eroi, moderni o passati, riportati in vita e capaci non solo di utilizzare le proprie abilità ma anche di “impugnare la leggenda” (ovvero di evocare ciò che li ha resi miti per scatenare il loro attacco più potente).

Ad esempio Artù usa Excalibur, Nerone evoca la Domus Aurea che dà fuoco ai nemici e così via. A ogni servitore viene anche assegnata una “classe” che lo rappresenta (la Saber, il Lancer, l’Archer, il Rider e via dicendo).

Il tutto viene presentato in diverse salse a seconda della versione che si legge/gioca.

Fate/Extella è un sequel. Va bene, ma di cosa? Di un gioco che, dal Giappone, non è mai uscito: Fate/Extra che, come da riassunto qui sopra, vi mette nei panni di un Master (in questo caso una versione digitale di un umano che si trova su un mondo virtuale sulla luna… ok, non chiedete, è meglio) con al vostro servizio nientepopodimeno che Nerone.

O in questo caso Nerona.

Fate Extella
Alcune delle mosse speciali sono molto coreografiche.

Per quanto Fate/Extella venga presentato come un capitolo a sé stante, si fanno continui riferimenti ad eventi passati e tutta la parte iniziale è estremamente confusionaria se non si è mai giocato il suo predecessore.

Una volta che vi sarete ambientati, dovrete imparare un sacco di parole difficili come Noble Phantasm, Regalia, Moon Crux e SE.RA.PH. Oppure potete premere “SKIP” e passare direttamente al gioco vero e proprio.

Io vi avverto: molti dialoghi di questo titolo sono da latte alle ginocchia e scritti, probabilmente, da un qualche sceneggiatore di hentai.

Quando il gioco non si perde in lunghe descrizioni di come i due protagonisti abbiano le caldane l’uno per l’altra, la storia avanza con un ritmo decente, introducendo alcuni misteri carini e spiegando man mano cosa sia effettivamente il mondo in cui ci troviamo, come funziona e perché accade quello che accade.

Di base ci troviamo di fronte a un Musou, praticamente Dynasty Warrior, ma con le donnine seminude.

Abituatevi a questo tipo di dialoghi…
Abituatevi a questo tipo di dialoghi…

Per quanto la formula sia interessante e arricchita da alcune abilità speciali e combo, il tutto diventa ripetitivo molto in fretta. Anche le missioni si discostano poco dallo schema “cattura la zona, uccidi il cattivo”.

Nonostante tutto questo, il titolo è divertente e può portare a diverse ore di svago anche solo premendo a caso tasti uno dietro l’altro. Dopotutto è un tripudio di colpi di spada, esplosioni colorate, urla in giapponese, trasformazioni alla Sailor Moon, micce, mortaretti e marmitte scoppiettanti.

Oltre alla storia principale, sufficientemente corposa, ci sono anche le modalità Side Story e Free Battle: nella prima potrete rigiocare vari capitoli del gioco utilizzando un Servitore diverso da Nero mentre nella seconda potrete semplicemente scegliere un personaggio e un avversario per darvele di santa ragione col PC.

Il tutto è condito con pochi elementi RPG, con i Servitori che salgono di livello, possono equipaggiare skill e con cui potete alzare il livello del vostro legame (aumentando gli slot di equipaggiamento) e un rudimentalissimo sistema di crafting che permette di creare delle vesti per il vostro personaggio principale sbloccando delle abilità magiche da utilizzare durante le battaglie.

Non vi troverete mai, però, a dover fare scelte difficili su cosa equipaggiare e che skill utilizzare. Anche se non apprezzo particolarmente questo genere di gameplay, vista la ripetitività, devo ammettere che Fate/Extella è riuscito a rapirmi anche oltre il semplice scrivere questa recensione.

Foto obbligatoria di Fan Service.
Foto obbligatoria di Fan Service.

Pur con i suoi problemi, ha una storia che vale la pena di seguire (se vi piace il genere, ovviamente) anche se bisogna passare sopra a tutti i cliché da anime (tipo il nemico Idol giapponese, la volpe lussuriosa e simili).

Bisogna ricordare, però, che si tratta di un primo approccio al mercato occidentale della serie: a me non dispiacerebbe vedere altri giochi di Fate dalle nostre parti e, in generale, molti altri giochi che non hanno mai superato la barriera tra le due culture.

Certo, avrei preferito che fosse stato scelto un altro capitolo della serie per il grande salto e che ci trovassimo di fronte a un titolo migliore. Purtroppo Fate/Extella è quello che è: un'esca per i fan. Senza conoscere la serie, le storie originali, la profondità di alcune incarnazioni del gioco è difficile potersi appassionare a quello che è essenzialmente un frullatore di pulsanti (pensate alle combo da cinquemila - no dico, cinquemila - colpi).

Io vi consiglio prima di recuperare qualcosa di più maturo di questo prodotto e poi, se riuscite a mandare giù anche le parti brutte di questa produzione, darvi da fare con il resto della serie. Oppure, se cercate un gioco che vi dia quella sensazione di onnipotenza premendo un paio di tasti, che vi circondi di lucine, esplosioni e centinaia di nemici a schermo, beh, avete trovato ciò che volete.

Fate/Extella non vi deluderà da questo punto di vista. Peccato per il resto.

Versione testata: PS4

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