Final Fantasy XV è un gioco che farà discutere nei secoli-dei-secoli-amen, questo l’abbiamo capito. Dei problemi della fatica di Hajime Tabata oggi parliamo dell’esplorazione, ovvero della sua assenza.

Nel gioco, infatti, non ci sono più le miriadi di città a cui eravamo abituati (sebbene di cose da fare ce ne siano eccome), ma un paio di grossi agglomerati accompagnati da una miriade di nuclei abitati piccoli o piccolissimi. Nella seconda parte del gioco in particolare, quella ambientata nell’impero di Niflheim (per fortuna il CTRL+V…), la grossa lamentela al riguardo è la zona del mondo inesplorabile se non per le parti previste dallo sviluppatore. Il famoso “corridoio”, praticamente.

Inesplorabili fino al glitch scoperto dall’utente smanettone di turno, almeno. Stavolta è uno youtuber che risponde al nome di Caelum Rabanastre (fan di Zelda, evidente) ad aver scoperto ciò che doveva rimanere nascosto.

Si tratta di un glitch come dicevo, il cui funzionamento è ovviamente frutto di un exploit dovuto ad alcune compenetrazioni in una parte di confini della mappa. Per sapere come attivarlo trovate un video qui nei paraggi. Come conseguenza di questa operazione vi ritroverete a girare negli scenari che, durante il gioco, si vedono solo in lontananza.

Si tratta di location ovviamente spoglie che, però, alcuni utenti dicono essere state modificate nel corso delle patch uscite negli ultimi tempi. A quanto pare, nella versione del gioco precedente alla 1.03, le zone di Nifhleim portavano soltanto a muri invisibili o caricamenti infiniti. Dalla versione successiva, invece, sembrano essere state aggiunte addirittura le strade con tanto di collisioni con gli ambienti dello scenario.

Con lo stesso glitch pare che si possa sorvolare addirittura Insomnia con la Regalia Type-F, ma questo è da confermare. In ogni caso, questa enorme porzione di mappa tutta esplorabile porta ad alcune riflessioni sulla natura di Final Fantasy XV.

Non ci sono conferme ufficiali al riguardo, ma pare che questa sezione della mappa sarà completamente esplorabile con un futuro aggiornamento, a pagamento oppure no, non è dato saperlo.

Sappiamo già che Final Fantasy XV sarà un’esperienza diversa da quella dei soliti JRPG, con un mondo che verrà “aggiornato” attraverso contenuti supplementari, come gli Episode dedicati ai compagni di viaggio di Noctis ed alcune ambientazioni e missioni del tutto nuove.

Se la sezione di Niflheim verrà aggiunta gratuitamente non c’è niente di cui discutere, se non porre ulteriormente l’accento su quanto acerba sia stata la produzione, una cosa che già sapevamo per altro. Se, invece, farà parte di un DLC da acquistare con moneta sonante beh, lì saranno uccelli per diabetici, come si suol dire.

Final Fantasy XV
"Favorisca patente e libretto"

Da un lato è lodevole l’intento di Tabata di voler far rimanere i giocatori attaccati al titolo, una tendenza relegata prettamente alle esperienze multiplayer online, perché dimostra quanto effettivamente un’opera come Final Fantasy XV ed il suo mondo abbiano ancora tanto da dare. Dall’altro è oggettivamente una bella presa di coscienza per i giocatori e per il medium.

Un po’ viene legittimato il comportamento di pubblicare giochi incompleti perché, tanto, ci si può mettere le mani dopo. FFXV ha la scusante di essere un titolo travagliato, ma le cose possono degenerare. Un po’ come l’escalation di scuse che dicevamo ai professori a scuola: dai “motivi personali” alle morti plurime dello stesso parente durante l’anno.

Non vorrei che, in un futuro più o meno prossimo, se ne vengano fuori le varie Ubisoft, Electronic Arts o chissà chi altri con stesse meccaniche, mosse dalle stesse motivazioni di Square Enix. In quel caso come si fa a capire se sono giustificate oppure no? Se un titolo dalla longevità breve come The Order: 1886 venisse aggiornato, non so, dopo sei mesi con alcune ore di gameplay distribuito in forma gratuita sarebbe corretto oppure no?

È presto, nonché inopportuno, gettarsi nelle ortiche per la disperazione, ma sono sicuro che è un argomento che dovremo riaffrontare in futuro, quello degli aggiornamenti “imponenti” nei titoli single player. L’industria dei videogiochi sta cambiando, è evidente, e progetti importanti come Scalebound che vengono cancellati senza battere ciglio ce lo ricordano ogni volta.

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