“An old cowboy went riding out one dark and windy day”. È con questi versi e con una carrellata di fugaci immagini che il trailer d’annuncio di Mass Effect Andromeda fa breccia nella mente e nei cuori dei fan di questa storica saga. Dopo di ciò, un inferno mediatico.

Rumor, uscita dal progetto di figure chiave, scarsità di informazioni, vaghezza, poca ciccia e molto stock footage mostrato all’E3 dell’anno appena passato hanno alimentato i malumori dei giocatori che hanno impugnato le loro tastiere a mo’ di forconi.

Electronic Arts come quando Smithers difese un fosforescente e fattissimo Signor Burns nel buio della foresta ha provato a porsi come scudo umano sul franchise: “ma è Mass Effect, è BioWare” . La risposta dei capi ultrà della “flame team” internettiana non è stata contenuta e la rabbia e la delusione si sono propagate.

"Al rogo, al rogo!".

Le potenzialità emergevano a fiumi dal filmato e il liberatorio “we made it”, leggibile quasi in riferimento alla realizzazione del gioco stesso, sembravano quasi rassicurare gli spettatori su quanto fosse stato realizzato.

Per quanto fosse comunque materiale molto interessante, quanto mostrato a giugno non era sufficiente per un titolo che sarebbe stato rilasciato a meno di un anno di distanza.

Una sensazione di delusione per l’assenza di vere sequenze di gioco misto a genuino affetto, interesse e turbofeels si era impossessato di me facendomi provare sentimenti contrastanti e facendomi provare per una volta il bipolarismo della sindrome pre-mestruale.

Ricordiamo che a maggio del 2016 era poi arrivata l’altra tegola decisiva, una scatola di chiodi che provava a sigillare la bara in cui i fan avrebbero voluto sotterrare Mass Effect, la conferma da parte di BioWare di un rinvio al 2017.

Il teaser trailer dell’E3, sebbene fosse un boccone fugace, è stato capace di esaltarmi.
Il teaser trailer dell’E3, sebbene fosse un boccone fugace, è stato capace di esaltarmi.

Il periodo della rinascita lo abbiamo, però, con il trailer del 7 settembre dello stesso anno con un filmato estremamente evocativo che tanto ricorda gli antri dei collettori di Mass Effect 2 e le atmosfere di mistero che hanno da sempre permeato la saga.

Diverse meccaniche interessanti tra cui il salto e un potenziale uso attivo del factotum, una grafica in 4K davvero appetitosa condita però da qualche animazione forse un po’ troppo spartana (si trattava comunque di materiale pre-alpha) e l’annuncio di un’ottimizzazione per PS4 Pro hanno riacceso la speranza nei cuori di milioni di fan.

In vista dell' N7 Day, i giocatori cominciavano ad aspettarsi qualcosa di grosso, qualcosa che potesse soddisfare la loro fame di informazioni e sete di conoscenza.

Arrivò quindi, all’inizio del mese di novembre, l’annuncio dell’Andromeda Initiative, che cominciava a far luce (anche grazie anche alle integrazioni fatte da BioWare ed EA via siti e social), un po’ su tutto quanto concerneva l’ambientazione, il setting spazio-temporale e la storia stessa del titolo.

We made it.
We made it.

Dopo 6 giorni arrivò il trailer che non tutti si aspettavano, data l’assenza di un vero e proprio gameplay, ma di cui tutti avevano il disperato bisogno.

Si cominciava a toccare con mano l’essenza del pathfinding, il vivere in una galassia ostile in cui la razza umana è la razza aliena e rappresenta una potenziale minaccia e si poteva assaporare l’essenza di tutta la saga: mistero, razze sconosciute, battaglie su larga scala, boss fight maestosi con quello che aveva tutta l’aria di essere un Thresher Maw di Tuchanka, ma cybernetico e al passo coi tempi.

Nella mia mente cominciavano a riaffiorare flashback senza sosta di eventi della saga a cui ero particolarmente legato e cominciavo a sentire che tutte queste emozioni si sarebbero potute ripetere.

Il potenziale nuovo villain mi ha fatto tornare alla mente l’epico scontro con Saren del primo episodio e la celebre canzone dei Faunts, M4 Part II, che, grazie alla sua carica, per anni è stata la colonna sonora di alcuni momenti di crunch della mia vita lavorativa e di studente.

Le informazioni cominciavano a trapelare senza sosta e l’ulteriore conferma del rilascio del titolo nella primavera 2017 aveva definitivamente dato una nuova speranza anche ai fan che avevano preso le distanze dal titolo, come quando bisogna separarsi dall’amore della propria vita quando è palese che ci si sta facendo solo del male.

Con la carrellata di informazioni degli ultimi mesi del 2016 tutto diventa tangibile e concreto.
Con la carrellata di informazioni degli ultimi mesi del 2016 tutto diventa tangibile e concreto.

Mancava però ancora l’ultimo tassello del puzzle, l’effige di una concretezza di avere a che fare con qualcosa di tangibile, del poter finalmente dire Mass Effect Andromeda è un gioco a tutti gli effetti e non una carrellata di teaser trailer e di cinematics.

I nostri desideri sono stati poi esauditi con un gameplay trailer di ben cinque minuti di cui potreste apprezzarne la mia personalissima analisi: una veste grafica di lusso, delle meccaniche di combattimento estremamente fluide e concitate, impostazioni ruolistiche che miscelano sagacemente quanto di buono è stato visto nella trilogia del Comandante Shepard, tanto mistero e la sensazione di una vera e propria libertà d’azione ed esplorativa mi hanno fatto eseguire mentalmente il preorder in un picosecondo (cosa che, appena è stato possibile fare presso i retailer, ho fatto per la mia PS4).

Ma per continuity e per estetica sul mio scaffale, che vanta tutte le collector’s edition della saga di Mass Effect, credo che lo prenderò anche per Xbox One.

Oh, aspetta ma il multigiocatore, che come già visto nel 3, ma probabilmente in una forma più evoluta, sarà intimamente collegato alla modalità storia e che va sotto il nome di Strike Team, è una delle mie attività preferite con la mia community videoludica universitaria su PC.

Ok, mi tocca comprare anche la versione PC. Due anni di silenzio, coadiuvati da qualche sporadico flusso di informazioni ed emozioni, sono stati, a mio avviso, sinonimo di serietà e dedizione: è stato di sicuro uno sviluppo travagliato ma c’è stata l’onesta intellettuale di non sparare boiate, contenuti irrealizzabili e quant’altro. A volte un silenzio vale più di mille parole.

Il trailer di gameplay, seppur breve rispetto a quanto mostrato per altri titoli, si è rivelato davvero ottimo.
Il trailer di gameplay, seppur breve rispetto a quanto mostrato per altri titoli, si è rivelato davvero ottimo.

A ridosso dell’uscita altre informazioni e chiarificazioni, su quel che riguarda le varie meccaniche di gameplay e i parallelismi con i vari episodi della serie, stanno emergendo, saziando anche i palati un po’ più avidi.

Non si è trattata, almeno per quanto ha riguardato i due anni passati (tralasciando il Q4 del 2016) di una campagna pubblicitaria pomposa.

È stato un climax che solo i più classici dei motori diesel sanno regalare. A dirla tutta, paragonando i pochi minuti di trailer, si tratta comunque di un lancio “quantitativamente” silenzioso, considerando che in dirittura d’ arrivo molti titoli rilasciano spesso decine e decine di minuti di gameplay e tonnellate di immagini.

A consolidare questo elitarismo è arrivato anche il recente annuncio che, per quanto riguarda la piattaforma PC, il titolo sarà esclusiva Origin. Non si tratta di una scelta infantile per spingere la propria piattaforma digitale ma di una presa di coscienza, di indipendenza ed un’emancipazione che Electronics Arts porta avanti da qualche anno con i propri franchise.

Mass Effect: Andromeda
Ti aspettiamo.

In un’epoca di corsa all’informazione, di leak, di rumors screditanti, campagne marketing enormi e di grosse aspettative deluse, una campagna pubblicitaria conservatrice, vecchio stile, silenziosa, in crescendo ma composta nei modi, potrebbe essere la chiave per suscitare il giusto interesse e per rendere un titolo AAA un best seller?

“Overconfidence is a slow and insidious killer” ricorda l’Ancestor di Darkest Dungeon, ma io sono molto fiducioso nei confronti del titolo e contento di come sia stato portato avanti il lavoro e, ovviamente, sono cotto d’hype. Ormai manca davvero poco.

Sul volto di BioWare già vedo comparire il ghigno soddisfatto di chi ne ha sentite tante e di chi li ha zittiti tutti.

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