Sono passati ormai quasi tre anni dall'annuncio di Crackdown 3 all'Electronic Entertainment Expo del 2014, e a parte le prime notizie rivelateci dal capo di Xbox Phil Spencer, non sono state divulgate altre informazioni sul titolo in sviluppo presso Reagent Games.

Per questo motivo, alla notizia della morte di Scalebound, si è pensato subito che la palla da demolizione, o della cancellazione in questo caso, si sarebbe abbattuta proprio su Crackdown 3.

Il gioco era praticamente sparito da qualsiasi sito di news videoludiche, proprio come era successo al defunto cugino Scalebound, ma fortunatamente alcuni insider hanno quasi subito smentito tutte le paranoie dell'utenza.

Uno tra tutti, forse il più conosciuto, è stato Shinobi602, che solo poche ore fa ha tranquillizzato i videogiocatori pubblicando uno stato su Twitter, rivelando che lo sviluppo del gioco è stato difficile, ma che non c'è da preoccuparsi. “Tutti i giochi sono difficili da sviluppare”, recita il post.

Ovviamente le parole di Shinobi non sono oro colato, e trattandosi ancora di un rumor, dobbiamo comunque prendere tali informazioni con le pinze, almeno finché Microsoft non ufficializzerà l'uscita, onde evitare scottanti delusioni.

Comunque, il fatto che il gioco stia venendo menzionato parecchio, almeno in questi due o tre giorni, dovrebbe farci sperare. Per Scalebound la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, mentre per Crackdown si vede da parte del colosso di Redmond la volontà di far arrivare al traguardo uno dei possibili titoli di punta tra le esclusive per la lineup del 2017.

Inoltre, Microsoft vorrà dimostrare tutto il potenziale del cloud-computing gaming, che a detta della stessa società americana, impressionerà i giocatori e rivoluzionerà il mondo dei titoli open-world. Se non sapete cos'è o come funziona il cloud-computing gaming non disperate, siamo qui proprio per questo!

In pratica, quando giochiamo sulla nostra console, sfruttiamo le caratteristiche hardware della stessa come processore e scheda video per generare le immagini che andremo poi a vedere sul nostro schermo.

Come potrete intuire, i vari chip elettronici della nostra Xbox o PlayStation hanno un limite, fissato da frequenze e temperature, che non permette a un qualsiasi gioco di disporre di risorse illimitate, come ad esempio effetti di luce fotorealistici, fisica dinamica e una serie di cose, che detto in termini terra-terra, sarebbero molto fighe da vedere.

Con il cloud gaming invece, le risorse che il gioco andrà a sfruttare non saranno presenti solo sulla nostra console, ma anche in sistemi collegati in cloud. Grazie a questa tecnologia, il gioco invierà delle informazioni ad un'unità di elaborazione in cloud, dove queste verranno elaborate e “spedite” in streaming sulla nostra console, potendo raggiungere in questo modo una potenza di calcolo di circa 20 volte maggiore di una singola Xbox One.

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Agente, il protagonista del gioco.

Crackdown 3, come i precedenti titoli della serie utilizzerà questa tecnologia, che permetterà ai giocatori di interagire (e distruggere, ovviamente) con qualsiasi cosa all'interno del mondo di gioco. Non esisteranno crolli scriptati o edifici indistruttibili: tutto potrà essere fatto saltare in aria.

C'è sempre un però. Potremo si distruggere tutto quello che vogliamo, ma solo nella modalità multiplayer, poiché giocando nella campagna giocatore singolo non verrà sfruttata la tecnologia del cloud gaming, o Gamig as a Service (GaaS), ma solo la potenza erogata dal processore sul nostro sistema, cosa che limiterà non poco la libertà di distruzione.

Inoltre, gli edifici saranno caratterizzati da un comparto fisico eccezionale. Per far crollare un palazzo in altri giochi simili, come ad esempio il predecessore Crackdown 2, dovevamo semplicemente bombardarlo a dovere per vederlo venir giù.

Su Crackdown 3, invece, case e grattacieli rimarranno pressoché intatti, a meno che non si minino le fondamenta o le travi portanti della struttura. Il 3D modeling è altamente sofisticato: un oggetto non sarà semplicemente un corpo 3D con una texture appiccicata sopra. Ogni corpo sarà costituito da un materiale ben preciso, che si comporterà esattamente come nella vita reale. Nel gioco quindi, per mandare in frantumi una lastra di vetro basterà un proiettile, ma per marmo e cemento armato avremo bisogno dell'artiglieria pesante.

I fatti di Crackdown 3 si svolgono alcuni anni dopo gli eventi del precedente capitolo, Crackdown 2, e ci porterà nuovamente a impersonificare l'agente potenziato artificialmente, che nome più azzeccato non poteva avere: Agente.

Il protagonista si muoverà assieme a 3 colleghi (almeno nella modalità cooperativa multiplayer) nella metropoli di Pacific City, e dovrà catturare molti pericolosi criminali. Il problema etico non si pone, perchè per acciuffare un qualsiasi delinquente il poliziotto futuristico avrà il diritto di aprirsi la strada nella città nei metodi a lui più graditi. E quando diciamo “aprirsi la strada”, intendiamo esattamente radere al suolo palazzi, sventrare grattacieli e far saltare in aria quartieri, per fare una strada dove prima non c'era.

Quando invece non dovremo stare alle costole dei malviventi, potremo girovagare per la città in cerca delle sfere di luce, che garantiranno il mantenimento e il potenziamento delle già enormi capacità fisiche.

Una delle cose più importanti comunque, non è presente né nella trama né tra i contenuti. Il punto di forza di Crackdown 3 è il ritorno di Dave Jones nel team di sviluppo: Il titolo tornerà a ricongiungersi col suo creatore dopo la pagina costituita dal secondo capitolo del gioco.

Jones nel frattempo, ha fondato una società leader nel cloud computing, Cloudgine, che ha mostrato le sue potenzialità fin dall'annuncio e dalla proiezione della sua tech demo, che non era altro che la base del motore fisico di Crackdown 3.

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Un panorama su Pacific City.

Lo stesso Dave Jones ha confermato che il lancio di Crackdown 3 potrebbe avvenire per le vacanze di Natale di quest'anno, se lo sviluppo procederà senza intoppi. Vedendo però la moltitudine di ritardi e problemi che hanno afflitto il gioco, non ci sarebbe da stupirsi se tale affermazione venisse smentita.

Una delle poche certezze sta nel fatto che il gioco supporterà la risoluzione 4K nella versione per Project Scorpio, che è attesa proprio per lo stesso periodo del titolo. Il titolo sarà disponibile anche per PC, ma non è ancora chiaro se rientrerà nel programma Xbox Play Anywhere.

Purtroppo queste sono le uniche informazioni che abbiamo sul gioco, e per conoscere più dettagli al riguardo dovremo solo aspettare, sperando che la mannaia delle cancellazioni di Microsoft non si scaraventi anche su Crackdown!

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