Valentino Cinefra, redattore - Batman Arkham Knight, PC

Videogamer Italia Plays

Ho recuperato l’ultima fatica di Rocksteady e, non che avessi dubbi, mi sono davvero divertito. L’ho completato in circa 30 ore, di cui una buona parte passate a fare alcune delle missioni secondarie.

Non raccoglierò mai i trofei dell’Enigmista, ma tutto il resto mi sono divertito a farlo. Graficamente siamo su dei livelli davvero molto alti su PC, dopo una serie di patch atte a risolvere quei problemi clamorosi al lancio.

Il gameplay di Arkham Knight è sostanzialmente invariato rispetto ai canoni della serie, con l’aggiunta della Batmobile. Quest’ultima richiede un pochino di pratica inizialmente perché la mappatura dei comandi è un po’ ostica, ma poi è divertentissima.

Peccato perché, alla fine, con tutti i potenziamenti per Batman va a finire che ci si muove più velocemente e facilmente volando invece che con l’auto. Le sfide dell’Enigmista, invece, sono divertentissime perché richiedono l’uso esclusivo della Batmobile, salvo alcune eccezioni.

Per finire adoro la cura e l’evidente studio che il team di sviluppo ha fatto sul folklore del personaggio e di Gotham City. Tra tutte le opere videoludiche ispirate alla storia dei fumetti siamo di fronte a quella più fedele e rispettosa, pur portando una storia del tutto originale. Chapeau, in attesa di vedere se stanno davvero lavorando ad un titolo su Superman.

Marzia Armonia Rispoli, redattore - Mirror's Edge, PC

2

Nonostante siano passati ormai diversi anni dal suo debutto nel mondo videoludico, solo nell’ultima settimana mi sono approcciata per la prima volta a Mirror’s Edge.

Devo dire che mi è piaciuto fin da subito nonostante non avrei mai detto che potesse essere il mio genere di gioco.

Anzi, forse proprio perché non lo è, quello che per alcuni è un punto debole (leggi: la scarsa libertà di scelta nei percorsi), per me ha rappresentato un punto a favore dal momento che non ho dovuto scervellarmi per ore per capire dove diamine andare.

A dispetto delle mie scarse doti atletiche e della naturale ritrosia verso il parkour nel mondo reale, la voce di Asia Argento mi ha fatto amare fin da subito la runner che impersono.

“Noi vediamo il flusso, ciò che ci tiene in corsa, ciò che ci tiene in vita”. Wow, mi sono sentita parte di qualcosa e mi sono lanciata con entusiasmo in quel mondo fatto di salti nel vuoto, arrampicate e tubi sospesi in aria.

Poi, però, sono tornata alla mia rassicurante tazza di tè e ad un pacchetto di biscotti al miele: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Fabio Piras, redattore - Final Fantasy XIII, PC

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Ho da una vita, su PC, la trilogia di Final Fantasy XIII. Perché l'ho comprata se il primo gioco non l'ho mai finito e mi faceva anche schifo?

Perché mi son detto "un giorno lo finirò e vedrò come sono i seguiti". Dopo diversi anni passati a ignorare questo mio buon proposito ho deciso, finalmente, di mettere mano a questo gioco.

E no, mi fa sempre schifo: il sistema di combattimento è orribile, la linearità delle mappe mi irrita e faccio fatica a seguire quei pochi punti piacevoli del gioco (la trama, delle cutscene carine, le trasformazioni degli Eidolon tipo) perché devo star dietro a un gioco che mi propina delle meccaniche orride per cui sono costretto a usare un personaggio con la vita alta pena la morte dell'intero gruppo nel caso il leader dovesse cadere.

E non iniziamo neanche a parlare dell'assurdo sistema di upgrade di accessori e armi che costringe al farming continuo.

Fang, cara Fang, almeno ci sei tu che mi salvi. Io volevo usare Lightning... ma non ha davvero abbastanza HP.

Salvatore Pilò, redattore - The Binding of Isaac: Rebirth, Afterbirth+, PC

È uscito il nuovo DLC di The Binding of Isaac: Rebirth, Afterbirth+ e io, da grande fan del titolo non ho potuto non comprarlo il secondo esatto in cui è diventato disponibile su Steam.

La nuova espansione, come oramai Edmun McMillen ci ha insegnato, contiene un buon numero di novità (anche se in numero davvero basso rispetto al vecchio DLC): nuove challenge, nuovi boss, un paio di nuovi finali, un nuovo personaggio e ovviamente qualche tonnellata di nuovi oggetti e achievement da sbloccare.

The Binding of Isaac è forse l'unico titolo esistente al mondo che tira fuori con prepotenza il lato completista che è in me spingendomi a cercare sempre, sempre, il platino.

Così nuovo DLC, nuova corsa al platino anche se i nuovi contenuti non sono molto appetibili (in relazione con la vecchia espansione almeno).

Il nuovo personaggio porca con se uno dei nuovi oggetti, Void, con il quale è possibile vivere delle partite incredibili e molto, molto varie in cui l'abilità e la conoscenza del gioco sono tutto.

Si tratta di un personaggio (e un oggetto) pensato appositamente per chi il gioco lo mastica piuttosto bene e questo non può che farmi estremamente piacere.

Insomma è ripartita la mia nuova caccia al platino e visto quanto il gioco in sé mi piace credo che non mi fermerò molto presto.

Jonathan Campione, redattore - Darkest Dungeon, PC

Videogamer Italia Plays

Dopo averlo nominato come mio personale GOTY del 2016 e dopo averci speso un centinaio d'ore, ho deciso di iniziare l'ennesima avventura presso il Borgo.

Un po’ perché era da tanto tempo che non mettevo alla prova i miei nervi con qualcosa di dannatamente punitivo ed un po’ perché volevo cominciare a riprendere confidenza con il titolo, dati i vari update di cui è stato oggetto, e a prepararmi psicologicamente per l’arrivo di The Crimson Court, il DLC atteso nei primi mesi di quest’anno.

Il gioco, sebbene l’abbia spulciato per bene, riesce ancora ad esercitare su di me un fascino magnetico e ha lanciare l’incantesimo “ancoracinqueminuti” per cui è tanto nota la serie di strategici a turni del buon Sid Meier.

Ho intenzione di fare una run bella corposa e di sbloccare gli achievement che mi mancano e, in particolar modo, di sbloccare quello che riguarda Reynauld e Dismas, i due eroi che sbarcano per primi al borgo. Ora scusatemi che devo tornare ad inveire contro gli antichi Dei per qualche Miss di troppo!

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