Come abbiamo ribadito più volte su queste pagine, il 2016 è stato un anno scoppiettante per molti versi. Videogiochi, console di metà generazione, casi, chi più ne ha più ne metta.

Tra questi, spesso solamente citati nelle nostre news, ci sono anche i personaggi dell’industria videoludica. Non i protagonisti dei videogiochi, ma quelli che i videogiochi contribuiscono a crearli.

Oggi voglio celebrare, per così dire, i personaggi che nel 2016, per un motivo o per un altro, hanno lasciato la loro impronta durante l’anno.

Ce ne sono stati tanti, più o meno famosi, e questa è la nostra selezione. Buona lettura!

3053959-overwatch_chrismetzen

Chris Metzen

Si tratta del nome meno famoso di questa lista, ma non per questo non importante. Chris Metzen è il game design che si è occupato, negli anni, di creare gli universi di Warcraft, Diablo e Starcraft.

Questo comprende ovviamente anche World of Warcraft, del quale Metzen ha contribuito nel creare anche le storie, oltre che il character design. Metzen è appassionato di tutto ciò che è fantasy, dalle tante ambientazioni di Dungeons & Dragons fino a Star Wars.

Dobbiamo a lui tutti i personaggi che abbiamo amato nelle opere succitate, così le storie che abbiamo vissuto. Chris Metzen è uno dei personaggi dell’anno perché il 23 settembre 2016 annunciò la sua volontà di andare in pensione ed occuparsi della famiglia, dopo anni di duro lavoro. Blizzard lo ha ricompensato con, tra le altre cose, addirittura una statua di lui insieme a Winston nella stessa posa in cui sono Walt Disney e Topolino nella famosa statua di Disneyland.

Hideo Kojima

Hideo Kojima

Il game designer giapponese fa davvero fatica a stare fuori dai riflettori, un po’ per egocentrismo, un po’ per quello che gli capita attorno.

Dopo la famigerata vicenda con Konami – della quale ancora subiamo alcuni strascichi – Kojima è tornato a far parlare di sé anche nel 2016, nonostante non sia uscito nessun suo lavoro. Ma le sue apparizioni ai Game Awards (dove è stato premiato da un emozionato Geoff Keighley) e all’E3 2016 sono sicuramente tra i momenti di cui ricordarsi dell’anno.

Poi c’è Death Stranding, che con due trailer è già diventato un titolo di culto da aspettare con impazienza, pieno di mistero e fascino. Insomma, Kojima ha toccato tutti pure quest’anno.

shadow-of-the-colossus-fumito-ueda

Fumito Ueda

Altro game designer giapponese, ma dalla personalità e vicende completamente diverse. Scomparso dalle cronache (più o meno) per dieci anni, Fumito Ueda è finalmente riuscito a completare il suo The Last Guardian.

Sul personaggio si è detto e si dirà ancora molto, ma la sua impronta nel mondo dei videogiochi è indelebile. The Last Guardian forse non avrà convinto tutti quanti, ma alcuni elementi del titolo hanno fatto scuola e ne riparleremo ancora in futuro.

Basta che non facciamo passare altri dieci anni, come si dice in occasione delle pizzate con gli amici.

Shigeru Miyamoto.

Shigeru Miyamoto

Come per Kojima, neanche Miyamoto è stato particolarmente protagonista quest’anno. C’è un momento, però, che rimarrà in qualche modo nella storia videoludica.

Durante la presentazione di Switch allo show di Jimmy Fallon, di fatto la prima esposizione off-screen della console, oltre al mitico Reggie è presente anche Shigeru Miyamoto.

Il presentatore, dopo aver giocato una partita a Super Mario Run, chiede a Miyamoto com’è andata secondo lui. La risposta:

source

Beh, un momento così già qualche anno fa non ce lo saremmo mai aspettato, forse  giusto da Hideo Kojima. Sono convinto che Iwata avrebbe riso di gusto al suo fianco.

personaggi

Sean Murray

Ma il personaggio dell’anno che, nel male stavolta, spicca su di tutti è proprio lui, quel gigione di Sean Murray.

I motivi sono ovvi, e sono legati al suo No Man’s Sky ed alla roboante debacle del titolo. C’è chi l’ha invocato come salvatore e chi lo vorrebbe vedere morto, e spesso sono le stesse persone.

Volto di Hello Games, spero che il povero Sean abbia passato un buon Natale lontano dai colpi mandati dai giocatori, perché alla fine il Foundation Update sembra un buon modo per far tornare la gente a giocare a No Man’s Sky.

[wp_ad_camp_1]