La prima recensione del 2017 è quella che dedichiamo, oggi, a Dead Rising 4. Un titolo che, per il momento almeno, è disponibile solo per Xbox One e Windows 10, e ci è stato gentilmente inviato da Microsoft per far sì che, ovviamente, vi riportassimo le nostre impressioni al riguardo.

Ecco, vi piacerebbe se iniziassi ogni recensione o articolo così? Facendovi la didascalia esatta di quello che sto procedendo a fare, di come abbiamo ottenuto il gioco, di dove lo si può giocare, e tutto un altro mare di informazioni superflue o che conoscete già a menadito?

Onestamente, negli anni mi sono battuto per un'informazione di settore che partisse da capisaldi dati già per scontato, beccandomi dell'elitarista in più occasioni. Eppure l'intento non era quello di passare per snob, era l'esatto contrario: diamo per scontato delle cose per rispetto di chi legge, di chi apre un sito specializzato perché già conosce la materia di cui andrà a leggere e vuole soltanto arricchire le proprie conoscenze, non vederle ripetute o peggio crogiolarcisi.

Come gioco, Dead Rising 4 è esattamente l'opposto di questo pensiero: è di una semplicità disarmante, si aspetta dall'inizio alla fine un guizzo, ma niente. Forse giusto sul finale la storia prende una piega interessante, ma si tratta appunto di un finale e quindi, ponendo fine al gioco, non offre altro spunto all'infuori di una narrazione che vedremo dipanata soltanto in un eventuale seguito.

Sta di fatto che un Dead Rising 4, uscito dalla fucina di Capcom Vancouver, altro non è che un gioco semplice, sia nelle introduzioni rispetto ai precedenti capitoli, sia nella qualità delle interazioni possibili. In termini di gameplay, è di una facilità sorprendente, al punto che lo sviluppatore è già corso ai ripari promettendo nuovi livelli di difficoltà nel giro di pochi mesi (o, speriamo, settimane).

Le novità sono così poche che si contano sulle punte delle dita. Al di là di un senso di chiusura e delle proporzioni un po' al ribasso dell'open world di una Willamette senz'anima, abbiamo la "trovata" degli esoscheletri che, in un contesto in cui il grado di sfida è già bassissimo, introduce un bonus di potenza assolutamente non richiesto e non necessario.

Per intenderci, il game director Todd Howard ha spiegato che l'armatura atomica di Fallout 4 viene introdotta all'inizio del gioco per dare un senso di potenza esagerato, e per questo limitato nel tempo, al giocatore che di base viene mazzolato regolarmente dai mob.

Tale feeling di "ricompensa" in Dead Rising 4 manca assolutamente, perché manca la parte della frustrazione in cui tecnicamente i nemici, ossia gli zombie e l'unica variante sulla formula del non-morto, ce ne dovrebbero dare di santa ragione. C'è la ricompensa ma non c'è lo sforzo che questa dovrebbe premiare.

dead rising 4
Col multiplayer già svuotato e un endgame da raggiungere solo selezionando i singoli capitoli nel menu di gioco, non vi resta che setacciare missioni secondarie e optare per abbigliamenti stravaganti.

Sarebbe stato senza dubbio necessario ampliare il ventaglio di possibilità e funzionalità a disposizione del giocatore, perché è chiaro che il sistema delle combo ha tutti i limiti già messi in mostra da Dead Rising 3. Con l'abbondanza di risorse in giro, è facilissimo costruirsi fin dalle prime battute un'arma imbattibile.

Per dirne una, la spada di ghiaccio che colpisce i nemici anche senza colpirli (!), oppure il martello che per ogni colpo inferto genera un'esplosione capace di spazzare via tutti gli zombie nei paraggi. Questo è tutto materiale che otterrete nelle fasi iniziali del gioco, che per quanto possa essere divertente e possa strappare un sorriso lì per lì, in un paio d'ore evidenzia quanto all'infuori di un divertimento rapido e indolore non ci sia molto altro.

Peccato perché la verve di Frank West è forte più che mai - la prima scena d'intermezzo, con lui e una nuova compagna in macchina verso Willamette, è un raro caso di commedia applicata ai videogiochi - e avrebbe bisogno di una cassa di risonanza maggiore.

Da un punto di vista tecnico, inoltre, Capcom Vancouver sembra aver risolto i problemi di frame rate che da sempre affliggono il franchise anche se l'impatto grafico del predecessore diretto sembra un po' perso. Per non parlare dell'epicità dell'originale Dead Rising. Ma magari quelli erano altri tempi, eh?

Versione testata: Xbox One

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