Parlare di Blade Runner equivale allo stesso dolore e rischio di camminare scalzi sui carboni ardenti: il rischio di bruciarsi è sempre lì, davanti a te. Sopito, ma esiste.

La notizia della conferma di un sequel dell’intramontabile capolavoro di Scott non aveva destato molto interesse.

Questo perché il web deve essere preso con le pinze. Molte le notizie che vengono annunciate, come i rinvii o le cancellazioni e gli esempi sono dietro l’angolo: l’eterno Duke Nukem Forever o anche la serie di film della saga di King de La Torre Nera, entrambi progetti annunciati per più di dieci anni e quando alla fine ne abbiamo viste le prove, stentavamo a crederci.

Ecco perché è stato il teaser trailer – o trailer di annuncio per noi italiani – che getta tutto e tutti nel panico fino a farci leggere opinioni che spaziano tra il capolavoro e lo scempio più totale.

Occupandomi di cinema da più di cinque anni, provo a tirare le somme di quello che è stato Blade Runner, della direzione che potrebbe prendere questo sequel e delle conseguenze narrative che potrebbe avere.

Una premessa spoiler è necessaria: non mi fermerò a parlare di Blade Runner perché è uno di quei capisaldi della fantascienza che anche se non si è espertissimi o appassionati di cinema, va visto. E questo lo dico nonostante non ami molto Ridley Scott, ma questa è un’altra storia.

Parlando del titolo originale, siamo tutti d’accordo che Rick Deckard, il protagonista interpretato da Harrison Ford, sia un dei replicanti? Lo siamo, i dubbi decennali di milioni di spettatori sono stati risolti dallo stesso Scott che in un’intervista, non molti anni fa, aveva confermato la natura di Deckard.

Quindi, partendo da questa considerazione, di cosa parlerà Blade Runner 2049? Vuoto assoluto. Le poche immagini rese note, nelle quali si vedono il ritorno di Harrison Ford e l'introduzione del nuovo agente della Blade Runner, ci permettono di fare alcune speculazioni al riguardo.

Nel teaser i due s’incontrano. Forse il nuovo cadetto sta dando la caccia all'ultimo dei replicanti destinato alla clandestinità? Non è da escludere, anche se è altamente probabile che la trama risulti più ricca e sfaccettata, esattamente come è accaduto nel caso del suo predecessore.

Ryan Gosling riuscirà a replicare il successo ottenuto da Harrison Ford?
Ryan Gosling riuscirà a replicare il successo ottenuto da Harrison Ford?

Ipotesi che sfuggono come un aquilone in un uragano. Cosa possiamo dedurre? Sicuramente che i riferimenti al mondo di P. K. Dick sono evidenti, in special modo in quei secondi di pieno deserto che riprendono a piene mani dall’opera originale di Dick (e su cui Scott è partito per il suo film). Più apocalittico e sporco, senza tralasciare i vapori e le luci cyberpunk.

Il resto è un matrimonio perfetto di tecniche: Denis Villeneuve è un regista raffinato. Il suo ultimo lavoro, Arrival – che ho avuto modo di vedere alla Mostra del Cinema di Venezia – è un titolo che in molti attendono per capire se questo tipo di fantascienza sia adeguata ad un tipo di regista.

Il cast, che oltre ai già citati, comprende anche Ana de Armas, Robin Wright e Jared Leto non è da buttare e, come visto nel teaser, la fotografia dell’immortale Deakins regala frame perfetti ed evocativi.

Più che la data - che ricordiamo essere il 6 ottobre 2017 - io attendo lo story trailer in modo da poter capire se sono davanti ad una mera operazione commerciale o a qualcosa che riprende la storia raffinata e sofisticata del suo capostipite.

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