Super Mario Run può essere tranquillamente definito con una parola sola: inaspettato. Inaspettato per il numero di download incredibilmente alto che ha avuto in pochissimi giorni, inaspettato per il fatto che sia riuscito a stravolgere la formula di Super Mario senza intaccarne l'essenza e perché ha dato inizio a qualcosa di nuovo per il mercato del gaming su mobile.

Ma procediamo con ordine per capire meglio cosa offre questo titolo e se effettivamente valga la pena spendere 10 euro per portarselo a casa.

Super Mario Run è un gioco che è stato ben definito fin dalla sua presentazione: un titolo che per essere giocato necessita solo di una mano ed il cui protagonista è l'idraulico baffuto più famoso di sempre.

E così di fatto è, un gioco in cui il personaggio si muove da solo e che necessita di un'interazione del videogiocatore davvero misera (poiché, a conti fatti, non è sempre necessario utilizzare il proprio dito per far compiere all'idraulico i suoi proverbiali salti).

Come è intuibile dal titolo stesso, si tratta di un endless run (o quasi poiché non esiste una modalità in cui si corre all'infinito - sarebbe il caso di inserirla Nintendo, che dici?) in favore di 24 livelli di gioco suddivisi in 6 mondi in cui avremo a che fare con il classicissimo gameplay di Mario.

Monete da raccogliere, nemici sopra cui saltare e blocchi da spaccare con l'unica variante che non possiamo ragionare troppo sulle nostre azioni poiché non è possibile fermarsi e tornare indietro (almeno non direttamente ed in qualsiasi momento).

Mario sarà in grado -da solo - di correre in un'unica direzione e di saltare in automatico piccoli ostacoli e piccoli nemici che potranno essere uccisi se tappiamo con il dito nel momento esatto in cui il nostro alter-ego baffuto compirà la sua azione automatica.

Il giocatore invece, mediante un semplicissimo tap, sarà in grado di saltare e compiere piccole acrobazie (necessarie per ottenere dei punti nelle sfide “online”) e di calibrare l'intensità del salto attraverso la pressione sullo schermo.

Super Mario Run
Colorato e divertente.

Un gameplay semplice - semplicissimo - e minimale. Questo ci attende all'interno di Super Mario Run, niente di più e niente di meno.

Ad accostarsi alla classica formula di Mario (salva la principessa rapita da Browser attraverso vari livelli distribuiti su vari mondi) abbiamo anche una parte “gestionale” molto tipica del gaming su mobile in cui possiamo creare e far crescere il nostro personalissimo Regno dei Funghi aggiungendo strutture e popolandolo con piccoli Toad “vinti” nelle sfide con altri giocatori.

Le sfide sono accessibili attraverso il consumo di biglietti ottenibili tramite alcuni minigiochi giornalieri o acquistabili attraverso alcune monete speciali di My Nintendo, niente di nuovo anche su questo fronte dunque visto che una formula simile Nintendo ce l'aveva già fatta assaggiare con Miitomo.

Messo da parte il gameplay del titolo analizziamo un attimo le atmosfere e il comparto tecnico che per un titolo di Mario (anche se non sembrerebbe) sono piuttosto importanti.

I livelli sono tutti molto ispirati.
I livelli sono tutti molto ispirati.

Per la veste grafica, Nintendo ha optato per il modernissimo Mario di New Super Mario Bros U riuscendo però ad incastrare perfettamente questo stile alla piattaforma su cui il titolo gira.

Il design di ogni livello è pensato appositamente per essere fruito, appunto, con una mano sola dando vita a dei mondi di gioco ben pensati, ben strutturati e sopratutto con un tasso di sfida non indifferente qualora ci volessimo lanciare nelle sfide delle monetine (ne parleremo a brevissimo).

La profondità dei vari livelli di gioco è tale da fare invidia ai titoli principali della serie tanto da poterci dare quasi l'impressione (gameplay a parte) di stare giocando effettivamente ad un titolo di Mario canonico, un aspetto decisamente non indifferente per un gioco che nasce per essere fruito su dispositivi mobili.

Qui forse risiede il più grande merito di Super Mario Run, che ha saputo ricreare le stesse atmosfere di un gioco di Mario all'interno di un prodotto che a prima vista di Mario ha ben poco (salvo la veste grafica).

Atmosfere tipiche di Mario.
Atmosfere tipiche di Mario.

L'offerta di gioco, come si diceva, è piuttosto semplice (come il suo gameplay d'altronde) e prevede essenzialmente 24 livelli di gioco (completabili in una mezz'oretta) e un alto, altissimo, numero di sbloccabili che serviranno non solo per abbellire e completare il Regno dei Funghi ma anche per aggiungere un po' di pepe e sfida al gioco che altrimenti risulterebbe fin troppo povero per il prezzo a cui viene venduto.

Si parlava poc'anzi di sfide delle monetine, uno degli aspetti più piacevoli del titolo che ha contribuito (e non poco) al voto finale riservato all'intera produzione.

In ogni livello di gioco è possibile recuperare un set di monetine speciali (rosa) che ci darà accesso a delle ricompense particolari e ad altri set di monetine. In tutto, per ogni livello, ci sono da recuperare tre set, ognuno accessibile dopo aver trovato tutte quelle del set precedente, rosa, viola e nero.

Mentre per i primi due basteranno dei discreti riflessi e un buon occhio (sono tranquillamente ottenibili durante la prima visita del livello, specialmente quelle rosa), per quello nero le cose si complicano un po' poiché non cambierà solo la disposizione delle monete lungo il livello di gioco ma anche la disposizione delle piattaforme e la conformazione del livello stesso “costringendoci” a delle tempistiche di salto davvero molto strette e ad un retry continuo.

Il gioco è così valido che persino alcuni cloni sono belli da giocare.
Il gioco è così valido che persino alcuni cloni sono belli da giocare.

Ci troveremo spessissimo a dover ripetere un livello di gioco anche una ventina di volte per riuscire ad ottenere tutti i set di monetine presenti (per alcuni la sfida è davvero molto alta, il che è solo un fatto estremamente positivo).

A questo aggiungiamo le sfide con altri giocatori che prevedono un livello di gioco casuale in cui non vince chi arriva al traguardo ma chi raccoglie più monetine e chi effettua più “acrobazie” o azioni che possano attirare l'attenzione dei piccoli Toad che ci fanno da pubblico (in maniera tale da portarli nel nostro Regno).

Più Toad abbiamo più il nostro Regno dei Funghi salirà di livello e questo implica, ovviamente, la possibilità di aver accesso ad oggetti migliori (e più carini) per abbellire le nostre strade. L'offerta di Super Mario Run, quindi, è ben più vasta di quello che potrebbe sembrare a prima vista che fa di certo meritare al titolo i 10 euro (9,99 in verità) richiesti per l'acquisto.

A tal proposito è bene spezzare un'altra lancia in favore di Nintendo per via del metodo di distribuzione azzeccatissimo per Super Mario Run che può essere scaricato gratuitamente.

Corri Mario, corri.
Corri Mario, corri.

Questo dà accesso ai primi tre livelli di gioco, a tutte le sfide Toad e al Regno dei Funghi con tanto di possibilità di ottenere, giornalmente, il minigioco per l'ottenimento dei biglietti per le sfide.

Cosa vuol dire in soldoni tutto ciò? Essenzialmente significa che avete la possibilità di esplorare tutta l'offerta di gioco sin da subito per decidere se spendere o meno quei soldi (meritatissimi per altro) per sbloccare i livelli rimanenti, oppure continuare comunque a divertirvi con le sfide a cui potrete accedere liberamente.

Sulla questione dell'always online, invece, c'è ben poco da dire. Personalmente ho giocato sempre a casa quindi non ho subito molto il peso della questione (è anche vero che ho fruito del titolo tramite un iPad e questo significa che ovunque io lo provi presumibilmente abbia una connessione vicino) anche se probabilmente si tratta di una caratteristica del gioco che non tutti digeriranno (io stesso non la approvo).

In definitiva, Super Mario Run è un altro goal per Nintendo che sembra aver trovato la formula giusta per il mobile creando, prima con Miitomo e ora con Mario, qualcosa che va ben al di là del gaming su mobile.

Super Mario Run è un nuovo inizio per questo mercato che Nintendo ha saputo fare suo con pochissimo riuscendo, ancora una volta (maledizione) a trovare il suo Oceano Blu laddove il mercato sembrava essere saturo.

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