Ho urlato contro Trico tante di quelle volte che qualcuno che magari mi stesse ascoltando ha potuto immaginare che The Last Guardian fosse un gioco con comando vocale. No, non lo è. È uno dei titoli più belli, memorabili, toccanti ed entusiasmanti mai realizzati.

Ma è anche, probabilmente, uno dei più frustranti. Sapete, Il vostro amico multifunzione, Trico, è una gigantesca creatura mitologica a metà strada tra un topo, un cane ed un uccello, ed è il miglior NPC che io abbia mai visto in un videogioco.

È spettacolare, presenta molte sfaccettature dal punto di vista emozionale, è amorevole, coraggioso, insomma, un vero amico. Ma comunque, per qualcuno potrebbe essere il motivo per abbandonare The Last Guardian a metà del viaggio.

Credo che The Last Guardian sarà uno dei giochi più discussi di sempre che sarà capace di spaccare esattamente a metà l’opinione pubblica. Sebbene sia facilmente comparabile ad Ico, date le numerosissime rocce da scalare all’interno della fortezza di pietra e il dover condividere l’avventura con un NPC, c’è al tempo stesso un forte richiamo a Shadow of the Colossus dato il dover passare molto tempo in groppa Trico – il quale, sebbene non sia mastodontico come i torreggianti colossi, risulta comunque essere una figura imponente dando uno sguardo più attento.

Trico ha probabilmente i geni di Agro e Yorda, che lo rendono leale e coraggioso, ma ha comunque bisogno di qualcuno che lo guidi.

In termini di eroismo, Trico fa un lavoro eccezionale. È quasi come un fratello maggiore, che lo si considerava un po’ menefreghista, che compare all’improvviso quando si è circondati da un gruppo di bulletti della scuola. The Last Guardian è pieno di momenti incredibili, a volte strazianti e che a volte riscaldano il cuore, e tutto ciò è reso possibile da uno dei personaggi virtuali più credibili mai creati.

Credo che nessuno si aspetti un riferimento a Shrek 2 qui, ma pensate alla scena che ha visto Mongo, il gigantesco omone pan di zenzero, nei panni dell’eroe, immaginate quella scena riscritta più e più volte in funzione della trama, e al posto di quel delizioso biscotto antropomorfo troppo cresciuto metteteci un grande Cane-Topo-Uccello. Oh Mongo, quanto ho pianto!

Adoro Trico, e mentre mi avvicinavo a quello che pensavo fosse la fine di The Last Guardian, una sensazione di paura mi ha pervaso. Che sarebbe successo al mio amico piumato? Una creatura che ha saputo farsi amare senza dire neanche una parola.

Come per tutte le relazioni, c’è stato del lavoro da fare, ma difficilmente mi sarei seduto in testa a qualcuno ad impartire ordine, se non ci fosse stato del vero interesse. Guidare ed indirizzare Trico è la chiave del gameplay di The Last Guardian, che pone enfasi sul legame tra i due protagonisti, sebbene a volte ci siano dei momenti che sembra vogliano impedire a quest’amicizia di sbocciare.

Bruscamente parlando, muovere Trico è per certi versi una rottura di scatole. Senza poter agire direttamente sui suoi movimenti, potendolo soltanto chiamare o indirizzare verso alcuni punti (con i vari comandi corri, salta, scendi, ecc) è tutto un po’ frustrante.

the last guardian
Il rapporto tra questi due personaggi è ovviamente un tema centrale.

Non so quante volte ho perso la pazienza con Trico per la sua disobbedienza e testardaggine. È ovvio che una bestia come Trico non dovrebbe agire come la versione del 2030 del robottino di Amazon, ma i giocatori non cercano frustrazione quando si tuffano nel mondo dei videogiochi

Nel corso di The Last Guardian a volte son rimasto spaesato, ma non perché non sapevo cosa fare, ma perché non sapevo come far fare a quel babbeo ciò che sapevo avrebbe dovuto fare, e spesso la soluzione la trovavo facendo quello che avevo fatto a ripetizione negli ultimi 10 minuti.

È come insegnare ad un cane ad essere obbediente, ma quel cane è grande quanto 100 pastori alsaziani messi insieme (che hanno fatto diverse sessioni  in palestra) che indossa un grande cappotto piumato. E la cosa divertente è dovrete fare affidamento su questo baracconata per sopravvivere.

In realtà i problemi nel controllare Trico non sono gli unici fastidi presenti in The Last Guardian. La camera di gioco ha dei grossi problemi, ci sono tanti glitch (sono rimasto bloccato due volte nel muro), il movimento di aggiramento degli ostacoli non è fluido come dovrebbe, e il frame rate zoppica in alcune situazioni.

Ma non me ne frega. L’amore è cieco (o molto miope). Sceglierei questi difettucci mille volte rispetto a delle meccaniche di gameplay perfette in ogni circostanza. Mi dispiace averti detto che ti odio, Trico. Per me tu sei il migliore.

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