Final Fantasy XV si identifica, fin dall'inizio, come un Final Fantasy “per fan e neofiti”. Non sono mai stata una fan di questa saga, ma ne ho provati un paio in passato e, sebbene non mi sia identificata in nessuna delle due visioni, a discapito delle stranezze e dei miei gusti il gioco mi è piaciuto davvero molto.

Il mondo videoludico, di questi tempi, sta cadendo sempre più nella trappola dell’open world. Andare ovunque, fare qualsiasi cosa, parlare con la gente! Più si va avanti con la tecnologia. più si pensa che i giocatori chiedano vastità all'interno dei titoli.

Il che mi sta pure bene, mi piacciono gli open world, ma è una meccanica che non funziona sempre. È più una convenzione degli RPG occidentali, ma non sembra sia una cosa adatta ad un titolo Final Fantasy.

Ed è un punto nevralgico tra i fan storici e i neofiti, poiché i nuovi giocatori potrebbero cercare ed aspettarsi un certo tasso di libertà ma i vecchi fan sono abituati a storie lineari fatte di drammatici alti e bassi.

Final Fantasy XV: le imperfezioni non rovinano in alcun modo il gioco

Final Fantasy XV è stato intrappolato in un periodo di sviluppo durato un decennio e, come accade ai copioni hollywoodiani che vengono riscritti diverse volte, si può trovare qualche imperfezione qua e là. La componente open world è presente solo nella prima parte del gioco, la quale cede il posto ad una seconda metà più lineare e più concentrata sul comparto narrativo.

Una cosa del genere non dovrebbe funzionare, ma in qualche modo non stride affatto. Quando poi pensate a come è stata realizzata, a come le cose siano collegate in modo fluido, a come il percorso si restringe man mano che si va avanti, si dimostra essere, in realtà, una cosa piuttosto intelligente. Intelligente a tal punto che vorrei potervi dire di più, ma immagino che gli spoiler non siano molto ben accetti.

Posso dirvi, però, qualcosa sul comparto open world. Lucis è una nazione che sta venendo gradualmente occupata da un impero: potete sentire chiaramente degli NPC discutere sul pericolo derivante da un eventuale attacco da parte dell’impero.

Viaggerete per questa nazione invasa, vivendo le avventure di un principino e dei suoi tre amici più stretti, incontrando persone che vivono la loro vita come se niente fosse, ottenendo oggetti da questi ultimi, andando a caccia, a pesca e accampandovi.

Cosa c'è di meglio che passare il proprio tempo con un amico?
Cosa c'è di meglio che passare il proprio tempo con un amico?

Si potrà esplorare un paesaggio a metà tra il familiare e il fantastico, con grandi formazioni rocciose che campeggiano come onde ghiacciate che non sono altro che il ricordo di un impatto avvenuto secoli prima. Lucis è fatta di foreste, praterie, deserti rocciosi, paludi, laghi e troverete perfino un vulcano sbuffante (tutte caratterizzate dalla presenza di animali fantastici e di strane rovine).

Nell'aria aleggia la piacevole e strana sensazione di ritrovarsi in un mondo canonico di Final Fantasy, contornata al tempo stesso da cose ordinarie. A volte i ragazzi si svegliano accompagnati da una pioggia torrenziale, e il loro abiti e i loro capelli si infradiciano. Altre volte il cielo è sereno e potrete sentirli lamentarsi del caldo.

Fa affiorare alla mente i ricordi delle estati passate, con le dita appiccicose a raccogliere falene nei barattoli (sebbene l’infanzia idilliaca di molte persone non includa evocare armi a mezz’aria e combattere contro lupi giganti molto incazzosi)

Spesso capiterà che uno dei vostri amici vi porterà via dai binari per qualche piccola avventura, in cui ci sarete solo voi due: imparare a preparare la colazione con Ignis, fare da esca in modo che Prompto possa fare una foto a qualche animale gigante dei laghi, andare a correre sulla spiaggia al calar del solo con Gladio.

3
Un gioco sul valore dell'amicizia, non c'è che dire.

Si prendono in giro a vicenda, scherzando tra di loro con giochi di parole sempre più irriverenti. Una serie infinita di sfottò per quanto riguarda la cucina : “carbonizzata” , “stracotta”, e così via finché non realizzate all'improvviso di esservi innamorati di questi quattro ragazzi e del loro strano rapporto d’amicizia. È tutto narrato in modo semplice, come se fossero cose normali e ciò va in contrasto con l’atmosfera fatta di magia,  guerra incombente e  responsabilità nei confronti del regno.

È plausibile che riusciate a rendervi conto che vi state godendo le vicende dei protagonisti solo nella seconda metà del gioco. Quando la storia si dipana gli ambienti diventano man mano più piccoli e bui se li paragoniamo alle vastità dei cieli di Lucis.

Ogni cosa diventa più tesa e fitta, e i cambi dinamici, lenti all’inizio e radicali col passare del tempo; a quel punto proverete nostalgia i vecchi tempi quando il party andava in giro liberamente.
Avrete nostalgia di quei momenti in cui potevate semplicemente prender la macchina ed andare avanti e indietro per il continente, prima che le responsabilità cominciassero ad attanagliare Noctis.

Ciò non vuol dire che la seconda parte sia così tanto male, sebbene si possono trovare alcuni vuoti di trama, in cui personaggi secondari emergono e sprofondano nel mare della lore come degli gnocchetti che scompaiono da un altrimenti godibile brodino, e la prima parte sembra quasi sfruttata al servizio della trama che emerge nella seconda parte.

3
Uniti contro tutti e contro tutto.

Un’epica storia di redenzione, crescita personale e di responsabilizzazione mescolata con epiche battaglie obbligatorie e filmati (entrambe le cose possono durare per molto tempo).

Si tratta di una formula che funziona bene perché viene dato al giocatore del tempo per affezionarsi ai propri personaggi.

Sebbene i titoli della serie Final Fantasy abbiano una storia esagerata e a volte incomprensibile (quest'ultimo capitolo, con  giganti draghi d’acqua, una donna nuda ghiacciata e con un cattivo affascinante che si perde in misteriosi monologhi, non è da meno) alla fine è tutto un contorno.

Togliendo tutto ciò, fino all’epilogo, questo è un gioco sull’amicizia.

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