Parlare di avventure grafiche nel 2016 ha qualcosa di magico tanto che ho sempre un po' di timore anche solo ad usarne il nome: parliamo, infatti, di un genere che non solo ha avuto modo di segnare l'intero mondo videoludico ma anche di uno dei generi che più di tutti ha subito evoluzioni all'interno degli anni, trasformandosi in svariate cose e dando inizio a tanti altri piccoli sottogeneri.

Ognuno di noi è liberissimo di declinare come meglio crede questa espressione, anche se quando ci si trova dinanzi ad un prodotto come Deponia è difficile rimanere indifferenti al significato originale che il genere incarnava.

Siamo di fronte forse ad uno fra i più importanti e migliori prodotti che si sono presi la briga di portare sulle spalle la pesante eredità delle buone, vecchie e care avventure grafiche punta e clicca dei fastosi tempi della Lucas Arts.

Ad onor del vero, a volte il desiderio di essere una sorta di "figlio d'arte" di Monkey Island sfocia in un'eccessiva teatralità data da battute fin troppo teatrali ed enigmi quasi forzati. Nel complesso, però, Deponia si rivela essere un titolo più che valido e l'ombra di Guybrush Threepwood riesce a non essere onnipresente.

Oggi, mi ritrovo a dover descrivere, in “pochi” caratteri l'universo dietro Deponia, Rufus e tutte le atmosfere in cui i ragazzi di Daedalic sono riusciti a ricreare all'interno di un videogioco che nasconde al suo interno molto più di quello che vuole fare apparire.

Un punta e clicca, generalmente, deve godere di un discreto comparto narrativo quindi di una storia non solo originale ma anche ben raccontata e ben strutturata e in questo Deponia non teme rivali visto che il team di sviluppo è riuscito a confezionare un'ambientazione originale, frizzante e davvero al di sopra della media.

Il mondo di Deponia è un mondo marcio, malato e devastato dall'incessante avanzamento dell'uomo , delle macchine e della spazzatura che questo inesorabile processo causa.

È difficile trovare del verde, così come è difficile trovare della fauna e per questo l'uomo si è dovuto adattare facendo divenire la spazzatura prodotta la fonte stessa del sostentamento dell'intera società.

1
A volte l'incontro con qualcuno ci può cambiare la vita.

È inutile sottolineare come questo processo distruttivo abbia portato al mondo intero più rogne che benefici anche se, nonostante tutto,  l'uomo è riuscito a costruirsi il suo personalissimo spazio in cui poter vivere più o meno tranquillamente.

L'acqua è una delle principali fonti di ricchezza della società quindi avere accesso a delle rarissime sorgenti di acqua pura fa di qualcuno un uomo potentissimo e decisamente ricchissimo: possiede, infatti, un bene talmente incredibile da spingere chiunque a tutto pur di avere accesso a quella meraviglia invece del surrogato a cui si è costretti.

A questo si aggiunge il miraggio di una società decisamente migliore, ricca e più evoluta -Elysium - che si staglia nel cielo di Deponia. Si tratta di un mito più che di una certezza.

Tutti, più o meno, aspirano alla meraviglia incontaminata di Elysium, la città nel cielo che sembra aver conservato tutta la purezza del pianeta, quella stessa purezza che l'incessante incremento demografico e tecnologico ha cancellato.

2
A quanto pare la flora scarseggia.

Rufus, il nostro protagonista (nonché l'unico personaggio a tutto tondo del titolo), è uno di questi sognatori che non ha mai abbandonato il suo proposito di lasciarsi indietro il puzzo della propria città natale per poter recarsi in un posto decisamente migliore.

E noi con lui viviamo effettivamente il disagio offertoci da quella montagna di rottami e spazzatura che gli altri abitanti si ostinano a chiamare “casa”.

Rufus rappresenta però un personaggio piuttosto particolare e decisamente atipico per un'avventura del genere poiché farà di tutto per farsi odiare dal giocatore riuscendo, per tutta la durata dell'avventura, a distruggere qualsiasi tipo di rapporto che noi cerchiamo inconsciamente di creare.

Non proveremo mai empatia verso il protagonista riuscendo invece ad odiarlo incondizionatamente per via del suo carattere particolarmente fastidioso: testardo, pieno di boria, superbo e incredibilmente arrogante, Rufus rappresenta pienamente il concetto di antieroe.

3
Alcuni dei personaggi (tra i quali spicca il "nostro" Rufus).

Si tratta di un personaggio che non cerca la stima di nessuno, tanto meno del giocatore che ne muove i fili, e per questo riuscirà a portarsi dietro una trafila di nemici o di persone che non riescono a sopportare la sua presenza (fra questi ci siamo, presumibilmente, noi).

Eppure Rufus rappresenta una parte di ognuno di noi facendoci maturare, ora dopo ora, una specie di adorazione segreta per lo sporco che lo circonda: tutti vorremmo fare quello che fa senza volerlo ammettere realmente e questo è quello che probabilmente ci da più fastidio di questo protagonista.

Inutile addentrarsi maggiormente all'interno dei bassifondi dell'ambientazione di Deponia poiché ogni altra parola spesa a descrivere Rufus e il suo processo di crescita apparente non farà altro che rovinare irrimediabilmente l'esperienza di gioco che Dedalic ha deciso di confezionare per noi.

A livello di gameplay c'è veramente poco da dire poiché ci troviamo di fronte ad una squisita rievocazione di un genere che sembrerebbe essere scomparso: le meccaniche di gioco sono le stesse di tanti anni fa anche se declinate in epoca più moderne nella versione PlayStation 4 per via del supporto del controller che ci permetterà di gestire i movimenti di Rufus negli scenari di gioco.

4
Non proprio l'ideale per vivere.

Una differenza piuttosto interessante rispetto alla versione PC e mobile del titolo poiché questo piccolo accorgimento lo rende decisamente più appetibile per questi giocatori che vogliono godersi l'esperienza su console.

I dialoghi di gioco riescono ad essere incredibilmente fedeli al genere dosando benissimo serietà ed umorismo causando delle situazioni di ilarità piuttosto interessanti che si susseguono fra un enigma e l'altro e fra una scena seria e l'altra (anche se, come detto in precedenza, possiamo riscontrare alcune forzature).

A livello tecnico abbiamo ben poco di cui lamentarci visto lo stile grafico eccellente di cui Deponia dispone mentre la direzione artistica è decisamente al di sopra della media vista la cura con cui sono stati disegnati gli scenari e i vari personaggi che popoleranno i silenziosi sobborghi cittadini.

Si tratta, quindi, di un titolo che a prima vista è difficile consigliare a chiunque ma che dopo un'analisi più profonda si presta per qualsiasi tipo di videogiocatore che riuscirà a trovare sempre e comunque qualcosa da apprezzare all'interno di questo meraviglioso e coloratissimo universo.

Versione testata: PS4

[wp_ad_camp_1]