Come sapete, Ubisoft ha deciso di tenere ferma ai box la sua fuoriserie per un po'. Assassin's Creed quest'anno arriverà al cinema, e solo nel 2017 (forse) vedremo un nuovo videogioco della serie. La deriva intrapresa da questa saga campione d'incassi da Black Flag in poi ha portato, con Syndacate, ad una inevitabile presa di coscienza: Assassin's Creed va rivisto.

I team di sviluppo di Ubisoft hanno manifestato proprio questa intenzione fin da subito e, in qualunque modo si chiami, il nuovo titolo della saga degli assassini sarà un titolo curato e pronto a sorprendere di nuovo, non il taglio di carne da discount che è stato negli ultimi anni. E questo nuovo gioco potrebbe chiamarsi Assassin's Creed Osiris.

Il tutto nasce da un easter egg all'interno di quello che, nelle mire del publisher francofono, dovrebbe essere la nuova fuoriserie di cui sopra: Watch Dogs. In Watch Dogs 2 hackerando il telefono di un passante si può sentire una conversazione singolare, nella quale uno dei due interlocutori assicura all'altro che nessun trailer sarà in arrivo a breve, e il secondo aggiunge "come è accaduto per Unity, Syndicate e Osiris...". L'uomo viene segnalato come Direttore del Marketing presso Ubisoft, stando allo smartphone del protagonista.

Una volta intercettata questa chiamata viene sbloccata una missione intitolata "Ubistolen" nella quale si fa riferimento a giornalisti che pubblicano leak e rumor mettendo i bastoni tra le ruote a Ubisoft: "A certi siti web piacciono i leak e pagano gente sotto il nostro naso per averli!". Ovvero ciò che è successo più di una volta, tra cui con Kotaku quando rivelò l'esistenza di Assassin's Creed Victory, poi chiamato Syndicate. Proprio Kotaku, curiosamente, ha pubblicato il video in questione:

Nella stessa missione, il protagonista si ritrova ad hackerare gli studi di Ubisoft a San Francisco. Ma non è finita, proseguire nella missione porta il protagonista ad hackerare gli uffici di Ubisoft San Francisco e rubare frammenti di un trailer riservato all'E3 che mostra una nuova IP dedicata a un gioco sci-fi ambientato nello spazio che alcuni pensano possa riferirsi effettivamente a un gioco reale in fase di realizzazione.

Ora, tutto ciò potrebbe essere una grande fuffa, oppure potrebbe rappresentare un nuovo modo per promuovere i propri prodotti. D'altronde, in ogni capitolo di Assassin's Creed ci sono sempre stati degli indizi che suggerivano le ambientazioni ed i periodi storici dei capitoli successivi. Considerando quindi Osiris come un capitolo ufficiale ambientato nell'Antico Egitto, credo che questa sia una scelta interessante.

Tornare in quell'epoca storica significa avvicinarsi molto più al primo capitolo della serie, quello con Altair, che non agli altri. Il che significa, probabilmente, un reboot. Se non un totale rifacimento della serie almeno il racconto delle vicende di uno o più personaggi slegati dagli altri del filone principale.

L'idea mi intriga, onestamente. Sono stato un fan di Assassin's Creed quasi della prima ora, ho giocato tutti i titoli della saga fino al terzo capitolo (numerato), per poi giocare Black Flag più incuriosito dalle vicende post-Desmond che dalla voglia stessa di giocarlo. Una volta scoperto che Ubisoft era andata in palla con l'intreccio narrativo, ho abbandonato ogni interesse nella saga.

Ciò che rendeva unico, allora, Assassin's Creed, era quella sua atmosfera da serie televisiva. Le ore passate a scartabellare i forum pieni di persone che elaboravano teorie sui prossimi giochi della serie rievocava i tempi di Lost. Peccato che sia andato tutto a farsi benedire con Assassin's Creed III, proprio come le ultime tre stagioni di Lost. Il che ha senso, ora che ci faccio caso.

assassin's creed
"Ma come ci avrò pensato..."

Ma di cosa ha bisogno Assassin's Creed per rinascere come l'araba fenice tanto cara al folklore della serie? Prima di tutto non dovrebbe più essere un open world. Questo genere di titoli è ormai inflazionato, non fa più presa come un anno fa, ed il difetto maggiore è che i suoi limiti strutturali gli impediscono di sviluppare una buona narrazione. Assassin's Creed, invece, ha bisogno di una storia solida ed affascinante. Dovrebbe comunque essere un gioco d'azione, perché comunque si parla di agili assassini che combattono con spade e simili. In Egitto, poi.

Un buon modo per cavarsela potrebbe essere quello di seguire il modello God of War. La serie dello studio Santa Monica abbraccerà nel prossimo episodio su PlayStation 4 una dimensione più umana, narrativa, pur non rinunciando alle grandi sequenze d'azione. Così è possibile anche incastrare all'interno una buona storia, anche riprendendo in toto il dualismo tra storia-modernità che è il marchio di fabbrica di Assassin's Creed, e non dovrebbe in alcun modo scomparire.

In fondo, con una struttura così, la serie può andare letteralmente avanti all'infinito. Con il tipo di gameplay che ipotizzo si possono prendere in considerazione anche periodi storici più particolari, finora ignorati per ovvi motivi di dissonanza ludonarrativa.

La Guerra Fredda, ad esempio, sarebbe un periodo straordinario dove ambientare le lotte di potere tra Assassini e Templari, basterebbe solo schierare una delle due parti negli USA e una negli URSS, e il gioco è fatto. Le Guerre Mondiali, allo stesso modo, sarebbero interessanti da esplorare. Sempre rimanendo nella storia passata ci sarebbe il Giappone feudale, da sempre osannato.

Rimanendo nell'Antico Egitto ci potrebbero essere dei richiami alla famiglia di Altair Ibn-La'Ahad (tranquilli, ho cercato su Google, va bene essere un fan, ma insomma...), magari anche alla lontana. Per quanto riguarda il folklore scientifico-fantastico, beh, periodi migliori di questo non esistono. Piramidi, Faraoni, divinità, è tutto perfetto per infilarci dentro Frutti dell'Eden e tante altre assurdità che tanto abbiamo amato in questi anni.

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