Alcune persone pensano che il più lineare, in stile Metroidvania Arkham Asylum è il gioiellino della corona dei titoli Arkham, altri lotterebbero fino alla morte (o in modo non letale se fate parte di quella schiera di fan puristi di Batman) per dire che Arkham City sia il migliore.

I fan di Batman si lasciano trasportare su tutte le cose che riguardano il loro Giustiziere Mascherato,  perciò era comprensibile la loro preoccupazione nel vedere le prime immagini di Batman: Return to Arkham. A molti, i due titoli facenti parte di questa raccolta sembravano peggiori degli originali, a discapito del fatto che i remastered girassero su hardware superiore.

Stiamo parlando di titoli rilasciati nel 2009 e nel 2011. E nel mondo dei videogiochi è davvero tanto tempo fa.

Dopo aver saltato l’originale data di rilascio del 29 Luglio, Batman: Return to Arkham ha avuto qualche altro mese di tempo a disposizione. Fortunatamente, la versione finale non è il casino che avevamo paura potesse presentarsi, ma non è nemmeno nulla di eccezionale considerando il trattamento riservato a questi due titoli tanto amati. E in questo caso, un trattamento sufficiente non è abbastanza.

Nel portare i due titoli sulle console PS4 e Xbox One, lo studio adibito al porting, ovvero Virtuos, ha portato il gioco da una versione modificata dell’Unreal Engine 3 (scelta molto popolare in epoca 360/PS3) al più recente Unreal Engine 4.

Il team ha migliorato il sistema di illuminazione, implementato nuove texture e rifinito modelli e poligoni, rendendo i due giochi in esame, giudicato da un punto di vista strettamente tecnico , migliori degli originali. Ma in qualche modo i giochi non convincono.

Il nuovo sistema di illuminazione potrebbe sembrare ottimo, ma manca di quelle tinte cupe che erano presenti negli originali.

La sporcizia e l’oscurità, è stata rimpiazzata da un sistema di illuminazione più pulito e tecnicamente migliore che però si è portato via anche gran parte dell’atmosfera. Le nuove texture ed i modelli poligonali sono generalmente da considerarsi come un passo in avanti, e qui il lavoro merita il giusto riconoscimento, ma ore le facce di alcuni personaggi non sembrano più le stesse. Magari è dovuto alla presenza di qualche poligono in più qua e là o all’impatto di un’illuminazione più limpida, ma il risultato non è proprio quello che sarebbe dovuto essere.

Se l’atmosfera minacciosa di Asylum e City fosse stata resa meno cupa in cambio di un guadagno in termini di prestazioni da parte del titolo tutto questo sarebbe stato accettabile (pur facendo storcere un po’ il naso), ma questo miglioramento non c’è stato.

Nella versione testata su PS4, il frame rate sbloccato è davvero ballerino, in cui alcune sequenze scendono vistosamente sotto i 30fps. Sebbene il frame rate sia mediamente più alto, la sua incostanza mi ha dato quasi quella nausea tipica della motion sickness, ed era un sensazione che non avevo mai provato al di fuori di un titolo VR.

Giochi provenienti dalla scorsa generazione presenti sotto forma di porting sulle console current-gen non devono girare obbligatoriamente a 60fps ma ci si aspetterebbe almeno di avere 30fps bloccati e solidi.

Probabilmente questo obiettivo potrebbe essere raggiunto con un patch, ma addirittura in casa Xbox la situazione sembra essere ancora peggiore. Di sicuro non è il peggior set di remastered che abbiamo avuto in questa generazione, ma di sicuro è quello che lascia più contrariati.

Sebbene puntare basso non sia una cosa molto onorevole, son sicuro che la reazione nei confronti di Ritorno ad Arkham sarebbe state migliore se ci avessero semplicemente offerto i titoli a 1080p, con frame rate bloccato come nelle versioni originali, mossi dall’Unreal Engine 3.

Probabilmente avranno avuto i loro motivi per perseguire queste scelte, ma i consumatori non accettano scuse. Volevano un doppio pacchetto all’altezza delle loro aspettative, e sebbene Virtuos abbia fatto un ottimo lavoro in alcune aree, il prodotto, preso nel suo insieme, non rende giustizia alla reputazione della serie Arkham. Batman non si accontenterebbe mai della sufficienza, no?

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