Accade sempre più spesso, ormai, che certi titoli indie riscuotono un successo più che discrete tale da spingere gli sviluppatori a trasporli su altre piattaforme. Nell’oceano di produzioni di questo genere figura anche Dead Synchronicity: Tomorrow Comes Today, una sorta di avventura grafica sviluppata da Fictiorama Studios l’anno scorso su PC.

Era infatti il 10 aprile 2015 quando appariva su Steam questa piccola perla un po’ Fallout e un po’ avventura Telltale. Dopo più di un anno, dunque, il titolo arriva su Playstation 4 in digital delivery al prezzo di €19,99 o in formato retail al prezzo di €24,99.

Nel 2015 avevamo già lodato la magnificenza, soprattutto narrativa, di Dead Synchronicity e in questa sede – pur provando ad analizzare più il feedback sulla console rispetto al PC – ci ritroviamo a dover tessere ancora una volta le lodi di quello che, alla fine, risulta lo stesso gioco e dunque la stessa perla di un anno e mezzo fa.

Ma facciamo un breve ripasso: Dead Synchronicity: Tomorrow Comes Today è un punta e clicca sviluppato dal team di Fictiorama Studios, completamente realizzato con disegni al punto che quanto avviene su schermo sembra più un fumetto in movimento che un videogioco.

Il tema del gioco è piuttosto ridondate e riguarda l’apocalisse, un argomento ormai caro a molteplici sceneggiature televisive, cinematografiche, videoludiche e letterarie. L’apocalisse, però, che sia zombie o nucleare, suscita sempre un appeal enorme sul fruitore ed è proprio il caso di Dead Synchronicity, che fa peraltro della narrazione il suo punto di forza trattandosi di un’avventura grafica in tutto e per tutto.

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Michael si risveglia in un mondo diverso da come lo ricordava.

Il protagonista, Michael, si risveglia improvvisamente nel bel mezzo di un’apocalisse (qualcuno ha detto Rick Grimes?) e, dopo aver preso confidenza con il caritatevole anfitrione che si è preso cura di lui quando era privo di sensi (un certo Rod, un padre la cui famiglia è colma di drammi), apprende di trovarsi in un mondo devastato da quella che viene chiamata la “Grande Onda”. Uscito dalla roulotte in cui si trovava, Michael fa la conoscenza del suddetto mondo ormai dilaniato da povertà, miseria, discriminazione e tirannia, nel quale la legge del più forte vige in ogni angolo di questa terra malata.

Interagendo con i personaggi del campo in cui è rinchiuso, Michael apprende di dover spingersi nel mondo esterno per aiutare sé stesso nella ricerca della verità e gli altri nella sopravvivenza in questo mondo ostile. Il gioco dunque si dipana in maniera abbastanza lineare, ma dandoci la libertà di spostarci da un ambiente all’altro per portare a termine vari compiti concatenati tra loro, il tutto secondo la meccanica del punta e clicca.

Per uscire dal campo, ad esempio, avremo bisogno di un pass che è in possesso di una donna, la quale però in cambio pretende del cibo, che a sua volta sarà reperibile presso l’ostello del campo, ma l’oste vorrà essere ripagato dei viveri ricevendo in cambio qualcos’altro e così via.

Questo, unito a piccoli ma per niente scontati puzzle da risolvere in tutto il mondo di gioco, si unisce all’ottima narrazione, che poi risulta essere il fulcro centrale di tutto il gioco – come, d’altronde, accade per le avventure grafiche. Come un film o una serie tv che si rispetti, infatti, ogni personaggio è afflitto dai propri drammi e nodi psicologici e i dialoghi saranno essenziali per carpire informazioni e stati d’animo delle persone.

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I dialoghi sono tanti ma unilaterali.

Condisce il tutto un ottimo comparto sonoro, che nell’utilizzo delle voci dei protagonisti e della colonna sonora regala ore piacevoli e avvincenti nel seguire il viaggio di Michael alla scoperta della verità sul suo passato, il tutto condito da un finale memorabile degno delle migliori storie di apocalisse.

Dovendo fare qualche piccolo appunto al piccolo capolavoro di Fictiorama Studios, c’è da dire che la varietà dei dialoghi è eccessivamente lineare per una pseudo-avventura grafica. Un minimo di componente alternativa, magari strutturando i dialoghi in modo da fornire una sola risposta o una sola domanda agli interlocutori, avrebbe potuto aumentare la rigiocabilità del titolo.

Inoltre, per quanto valga comunque la pena possedere Dead Synchronicity sulla vostra PS4, resta poco da fare sulla questione dei punta e clicca, la cui godibilità massima è garantita principalmente dall’utilizzo del mouse su PC, mentre su console potreste fare un po’ di fatica – almeno inizialmente – ad abituarvi a questo tipo di giocabilità sfruttando il gamepad.

Dead Synchronicity: Tomorrow Comes Today è una perla su PS4 come lo era su PC: il punta e clicca di Fictiorama Studios è un piccolo capolavoro in termini soprattutto narrativi, perché riesce ad accattivare nonostante il tema di fondo non proprio innovativo.

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