L’Esterno ha concesso il suo marchio a poche persone nel corso dei secoli – Corvo, Daud, Delilah, il Solitario Ragazzo Ratto, la Nonna Cencio, e ora Emily, giusto per dirne sei – e, mentre c’è una specie di tema comune che passa per i poteri che ricevono (ratti; oscurità; sussurri arcani), questi tendono ad essere leggermente diversi gli uni dagli altri. In Dishonored 2 è possibile scegliere se giocare nei panni dell’Imperatrice Emily Kaldwin, la figlia della precedente Imperatrice assassinata brutalmente e perciò nata nella grandezza, o in quelli di Corvo Attano, assassino burbero e un po’ riluttante cui la grandezza è stata imposta in quanto protagonista del primo Dishonored.

Ho passato del tempo con Dishonored 2 e questa scelta, ho notato, avrà un grosso impatto sul gioco. I dialoghi tra Corvo ed Emily con altri personaggi sono ovviamente diversi (e quei dialoghi e i potenziali finali dipenderanno entrambi sulle decisioni che il giocatore farà durante il loro cammino), ma lo stacco tra le abilità di Emily e Corvo, e come queste cambino lo stile di gioco, è sorprendentemente ampio.

Ho giocato il livello della preview nei panni di entrambi, e ciascuno di loro aveva tre abilità sovrannaturali sbloccate. Corvo aveva Ciclone, la popolare Distorsione e il teletrasporto con Traslazione. Sono tutte mosse che aveva nel primo Dishonored e giocare nei suoi panni mi ha dato la sensazione di mettermi un vecchio cappotto. È una sensazione che ci sta, perché Corvo sostanzialmente fa la stessa cosa dell’originale. Dopo quindici anni di pace relativa, sta tornando nel ruolo di assassino e lo sta facendo per togliere il trono ad un usurpatore, di nuovo… un deja vu molto specifico.

Lui è più vecchio, più saggio, forse sta iniziando ad essere un po’ stanco, pure, e di conseguenza il suo skillset sembra prestarsi ad un approccio più preciso e ponderato. Corvo guarda attraverso i muri per sondare il terreno prima di procedere. Con Distorsione può approcciare situazioni a passo lento, e può persino lasciar perdere quella situazione e andare a fare qualcosa di completamente diverso, se vuole. Non direi che questo rende il gioco più facile, ma certamente c’è meno confusione, con un approccio del genere. Nel ruolo di Corvo, mi sono ritrovata a girare liberamente all’aperto molto di più perché avevo l’impressione fosse più facile tirarmi fuori dai guai se mi avessero scoperta. Non che Corvo sia un assassino poco professionale, ma nella sua versione attuale me lo sono immaginato a metà tra una grande autostima e la scarsa voglia di andare in giro a strisciare come ai vecchi tempi.

Sua figlia è più o meno l’opposto. Emily, diversamente da Corvo, è nuova al concetto che uomini criptici possano assegnare poteri ultraterreni solo per il proprio divertimento, quindi sembra che abbia un po’ da imparare.

Nei panni di Emily, ho avuto accesso a Domino, che collega qualunque cosa accada ad un nemico ad un altro del suo schieramento; Shadow Walk, che trasforma Emily in una nuvola d’oscurità che striscia lungo il pavimento in velocità; Far Reach, la sua versione di Traslazione, che è una specie di fionda: Emily continua a muoversi dopo averla eseguita, e nel mentre rimane solida e visibile, il che significa che impatterà in qualunque cosa posta sul suo cammino. La può anche usare per prendere con violenza oggetti e persone e attirarli a sé.

Emily dà più l’impressione di dover tenere alto il ritmo, di dover scappare e usare l’oscurità a proprio vantaggio quando colta in flagrante, anziché non essere individuata affatto. Ai livelli più basi neppure Shadow Walk la rende invisibile, porta solo le guardie a lamentarsi di un’empia macchina da fumo che striscia sotto i loro piedi. Con Domino, e altri poteri come l’abilità di creare un clone di sé stessa usando Doppelganger, Emily sembra meno precisa ma ha più stile, il che è ok per un’Imperatrice perché qualcun altro pulirà il casino che avrà lasciato in ogni caso. Potrebbe volerci un po’ di più per abituarsi a lei, ma Emily è quella che la gente userà per le uccisioni davvero creative, o per impossibili video di speedrunning.

Le personalità di entrambi vengono enfatizzate dall’aggiunta del doppiaggio, per dare un’idea di cosa stiano davvero pensando, ma è stato fantastico vedere che le differenze tra i due sono più che semplici elementi superficiali. Il modo in cui le personalità di Corvo ed Emily hanno avuto un impatto sulle mie partite mi rende felice di dirvi che varrà la pena finire più volte Dishonored 2.

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