Come ho scritto nella mia parte di Videogamer Italia Plays di questa settimana, e come avevo anticipato in tempi non sospetti, ho acquistato Pokémon Versione Gialla dal eShop sul mio Nintendo 3DS. Il motivo è semplice: mi andava di rigiocare uno dei capisaldi della mia infanzia. Non mi sono pentito, affatto. Come dicevo nello speciale di qualche mese fa si tratta, ancora oggi, di un acquisto valido. Prendo spunto però da un'esperienza raccontatami da un amico per iniziare una riflessione.

Il nipote dell'amico di cui sopra ha giocato a Zaffiro Alfa su 3DS, divertendosi e godendosi le battaglie dei mostriciattoli senza grossi problemi. Messo davanti ad un emulatore con Pokémon Blu, però, le cose sono cambiate: "Zio, questo gioco non mi piace, è troppo difficile". Interessante, non trovate? Teoricamente, essendo Blu infinitamente meno profondo in termini di gameplay di Zaffiro Alfa, avrei immaginato che fosse più semplice giocarci.

Alla fine si è scoperto che non si divertiva per una serie di motivi. Il gioco è troppo lento e ci sono tante limitazioni che, nei prodotti di oggi e sopratutto nei nuovi Pokémon, sono scomparse, come la disponibilità limitata delle mosse in battaglia. E se i primi giochi Pokémon fossero peggio di come li ricordiamo?

Vorrei provare ad immaginare cosa sarebbe successo se, invece che tra il '96 e il '99, Pokémon Rosso, Blu e Giallo fossero usciti nel 2016, ovvero oggi. Nello stesso mondo in cui No Man's Sky è stato subissato di critiche e sta venendo rimborsato con una velocità disumana (ne parleremo, tranquilli).

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Che gruppetto di bravi guaglioni.

Gotta hype 'em all!

Perché il nostro giochino funzioni è necessario premettere alcune cose. La prima è che, ovviamente, Pokémon sarebbe una nuova fantomatica IP di Nintendo che promette faville, non uno dei brand più potenti del mondo dell'intrattenimento. Di conseguenza non esiste Pokémon GO, non ci sono polemiche al riguardo e non è il fenomeno che conosciamo ora. Inoltre dobbiamo escludere ogni velleità di carattere tecnico perché sono passati vent'anni da allora, e per quello faremo un discorso a parte.

Iniziamo dalla parte più ovvia: la presentazione. Con un Direct dedicato, la casa di Kyoto annuncia questo nuovo, esaltante progetto. Si tratta di un jrpg in piena regola mascherato da gioco d'avventura. In quello che è un open world primordiale, il giocatore viaggia alla ricerca dei Pokémon per collezionarli, allenarli e combattere tante battaglie. Il motto è l'accattivante "Gotta Catch 'Em All!", ovvero "Catturali Tutti!". E qui iniziano i problemi.

Il motto di Game Freak è ingannevole oggi come allora. Con una sola copia del gioco non è propriamente possibile "catturarli tutti". Per poter collezionare le 151 bestiole è necessario munirsi di amici con il gioco per poter scambiare i Pokémon esclusivi di ogni versione. Per non parlare di Mew che, a conti fatti, è possibile ottenere solo tramite l'impiego di cervellotiche sequenze di tasti, glitch, o dispositivi hardware truffaldini esterni.

Immaginate se Skyrim fosse venduto in doppia versione, con armi, oggetti, o quest esclusive per ognuna di esse, e per completare il gioco al 100% sia necessario possederle entrambe o collegarsi in qualche modo ad altri giocatori. Oppure GTA V venduto in tripla versione, dove ognuna racconta la storia di un diverso personaggio. Si tratta, in poche parole, di un gioco incompleto venduto a prezzo pieno. Se non altro c'è l'onestà di ammettere fin da subito come stanno le cose, a differenza di alcuni tripla A degli ultimi anni, che proprio sul "non detto" hanno basato tutta la loro campagna promozionale.

Non ho dubbi che, se Pokémon uscisse per la prima volta oggi, verrebbe dilaniato dalle critiche. Allora perché oggi è normalissimo attendere Sole e Luna? Ci siamo abituati al format, ed il motivo è che, nell'epoca in cui i Pokémon sono usciti, i videogiochi erano una passione, un medium, fatto di gente normale, persone che volevano tranquillamente godere di un prodotto di intrattenimento. Non come oggi.

Se non ci fosse piaciuta l'idea di essere costretti a giocare a Pokémon con persone vere (uno dei periodi che ricordo con più felicità), per dover ottenere i mostriciattoli esclusivi, semplicemente non l'avremmo fatto. Oggi, e già ho il quadro in mente, si sarebbero sollevati i Vendicatori di Internet per far capire alla gente ciò che è giusto. Prendete ciò che è successo con Pokémon GO, ed appiccicateci sopra "Siete rincoglioniti se date soldi a Nintendo per un gioco del genere".

Ash e l'odioso Pikachu.
Ash e l'odioso Pikachu.

Il day one

Dopo aver rigorosamente pre-ordinato il gioco, è tempo di portarselo a casa. Ecco alcune delle prime reazioni a caldo che compaiono su Twitter, Facebook, Reddit e compagnia bella:

  • Ma non si può correre nel gioco?
  • Devo per forza combattere ogni allenatore che incrocio per strada?
  • Ma quanto ci vuole a far salire di livello 'sti Pokémon?
  • Ma veramente devo combattere tutti 'sti Pidgey?
  • Come faccio a sapere se Geodude è più forte contro Electabuzz o Squirtle, chi me lo spiega?
  • Ma davvero non posso più avere gli altri due starter? Ma che fregatura.

Dopo 24 ore Internet è invasa di lamentele dei giocatori: troppo grinding, troppo ripetitivo, nessun indizio chiaro su cosa fare nel gioco, meccaniche perlopiù oscure. Poi si scopre giocando che Alakazam e Golem si ottengono solo scambiando le loro evoluzioni precedenti con altri, altra beffa.

Poi, Nintendo annuncia un altro gioco Pokémon.

Pika.
Pika.

La rimasterizzazione in giallo

Un po' di tempo dopo viene annunciato Pokémon Versione Gialla - Speciale Edizione Pikachu, o più semplicemente Pokémon Giallo. Visto che siamo nel 2016: la Ultimate Edition di Pokémon. Pokémon Giallo non è solo una nuova edizione di Pokémon, ma una vera e propria rivisitazione dei precedenti giochi.

La componente estetica è stata rivista, con gli sprite degli Allenatori che sono stati rifatti. Rosso e Blu, ora, assomigliano molto di più ai loro artwork di prima generazione. Kanto è stata leggermente aggiornata, con cambiamenti alle porte, ai pannelli, alle finestre e ad altri elementi minori. Il più grande cambiamento è avvenuto alla Grotta Celeste, dove la disposizione dell'interno è stata completamente modificata. Gli sprite frontali dei Pokémon sono stati aggiornati per meglio assomigliare alle immagini ufficiali di Ken Sugimori. Quelli posteriori rimangono uguali a quelli delle versioni passate.

Il gioco segue più fedelmente la serie animata - lanciata parallelamente al gioco - che sta avendo un enorme successo in tutto il mondo, e quindi Nintendo ha deciso di cavalcare l'onda. Brock indossa un vestito simile alla sua controparte della serie animata ed il bikini di Misty viene sostituito da una maglietta e degli shorts, simili a quelli dell'anime, seppur senza bretelle.

Ci sono anche Jesse e James nel Team Rocket, come nel cartone. Sempre seguendo la storia dello show, Pikachu è l'unico Pokémon iniziale disponibile, e pretende di viaggiare al di fuori della propria Poké Ball come il Pikachu di Ash.

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Una delle edizioni speciali di Nintendo 3DS.

Fino a qui, Giallo potrebbe essere solo una versione per i fan più accaniti, oppure addirittura solamente per i ragazzini che seguono le avventure di Ash Ketchum in tv. Però sono stati fatti una serie di cambiamenti nella struttura "tecnica" del gioco. I Capipalestra hanno Pokémon diversi, come negli anime, ed i loro livelli sono stati modificati di conseguenza. Nei giochi al di fuori del Giappone, con il Game Boy Color, il giocatore è in grado di cambiare la tavolozza dei colori come più gli aggrada. Inoltre, è stata integrata la possibilità di stampare le voci del Pokédex con un Game Boy Printer. I glitch presenti negli altri due giochi sono stati disabilitati e tutti i Pokémon glitch sono stati alterati, in quanto è stata fatta una correzione totale agli script dei giochi precedenti.

Poi arriva il colpo di grazia. Ve la ricordate la storia per cui se volete avere tutti e tre gli starter dovete per forza scambiarli con altri giocatori, costringendo peraltro uno di questi a ricominciare il gioco svariate volte? Siamo pur sempre nel 2016, come volete che finisca? Se, fino a qui, tutto potrebbe venire accettato con relativa tranquillità perché il gioco, alla fine, non viene stravolto, ecco la mossa del maestro.

Come noi sappiamo, ma come non sanno i giocatori in questo 2016 alternativo, i tre Pokémon iniziali di Rosso e Blu, gli adoriati Squirtle, Charmender e Bulbasaur, possono essere tranquillamente trovati durante il corso del gioco senza sforzo alcuno: una ragazza a Celestopoli donerà al giocatore un Bulbasaur se la felicità del suo Pikachu è alta; un ragazzo a nord del Percorso 24 donerà al giocatore un Charmander; un'Agente Jenny ad Aranciopoli donerà al giocatore uno Squirtle dopo che avrà ottenuto la Medaglia Tuono.

Per una cosa così, oggi, Reddit, Facebook e Twitter potrebbero saltare per aria.

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L'inizio di un'avventura.

Il verdetto

Quindi è la nostalgia a farci ricordare Pokémon come un bel gioco, oppure il titolo Game Freak è invecchiato bene, talmente tanto da poter essere spacciato per un titolo contemporaneo?

Il gioco che ho voluto fare con voi in questo articolo ci è stato d'aiuto, ma non è così semplice rispondere a questa domanda. Oggi, anche fingendo che "Pokémon" sia un titolo indie a basso budget, è difficile considerarlo attuale. Viene da un'altra era e non fa niente per nasconderlo. Eppure chiunque abbia giocato a Blu, Rosso o Giallo in passato rimane incollato davanti ad esso per ore, oggi come allora, chi non l'ha mai giocato ne rimane spesso affascinato e scopre un nuovo mondo. Perché?

Nonostante l'assenza di buona parte delle spiegazione, e la presenza di alcuni errori, di una trama che dia un senso al peregrinare del nostro Ash, con quella musica ad 8-bit che a lungo andare diventa a dir poco fastidiosa, Pokémon è ancora un gioco che acchiappa. Lo fa grazie alla sua semplicità, con un obiettivo come "catturali tutti e sconfiggi la Lega", che risulta povero quanto efficace nelle intenzioni.

Si tratta anche di un'esperienza impegnativa e genuinamente divertente come ce ne sono poche, oggi. All'inizio spiazzante, sopratutto per chi viene solo dai videogiochi moderni, ma nel quale ci si sente a proprio agio in poco tempo. Quando il gioco è snello e fa quello che deve, funziona. E se funziona non c'è bisogno di inventarsi storie incredibili per promuoverlo, passando mesi e mesi a convincere il pubblico di cose che poi, non esistono. Il gioco è lì, basta prendere in mano il pad e provarlo.

È un po' il trucco del retrogaming in generale: conquistarti con la schiettezza tipica di chi ha poco altro da dimostrare. Come una donna, quella che invece di salutarti con la spocchia di chi sa di essere il vero "sesso forte", lo fa semplicemente sorridendo.

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