Disponibile per PS4

Come in molti altri settori, nell’industria videoludica devi molto spesso fare a spallate per un buon piazzamento sul mercato, ma soprattutto nel cuore dei videogiocatori, ormai saturi di ogni tipo di storia e gameplay. Come fare, quindi, per proporre al proprio pubblico un prodotto originale e divertente?

Recenti produzioni ci hanno dimostrato che è ancora possibile stupire e far innamorare il pubblico. I vari Inside, Abzu e lo stesso No Man’s Sky sono solo gli ultimissimi esempi di un mondo videoludico sempre più vicino al videogiocatore, pronto a farlo immedesimare nell’avventura lasciandogli la libertà di interpretare la storia in maniera più o meno libera.

Anche Bound si piazza in questo filone di videogiochi “introspettivi”. È disponibile in esclusiva Playstation 4 in digital delivery, al prezzo di €19,99 , ed è stato sviluppato dal team di Santa Monica Studios, il quale ha deciso di accantonare per un attimo iracondi dei della guerra e di unire le proprie forze a quelle di Plastic Studios nel forgiare questa piccola perla.

Bound è un affascinante viaggio nella psiche di una giovane donna, che tramite i disegni del suo diario rivive i suoi ricordi di infanzia attraverso un mondo immaginario e astratto da lei costruito. Livello dopo livello – ognuno dei quali corrisponde a una pagina del diario – apprendiamo maggiori dettagli sull’infanzia della protagonista.

Un mondo complicato.
Un mondo complicato.

Ci ritroviamo a impersonare, quindi, una ragazzina dalle fattezze curiose ma che nel complesso ha le sembianze di una ballerina di danza classica, e dovremo avanzare nel suo mondo fatto di colori accesissimi, poligoni, forme astratte e fili, alla ricerca di qualcosa o qualcuno che possa arrestare la caduta del Regno.

A passo di danza dovremo percorrere piattaforme, saltare da un poligono all’altro e scappare da forze malefiche per sopravvivere in questo universo così particolare. Ma in determinati punti dovremo per forza di cose affrontare le forze negative, per cui tenendo premuto il tasto R2 attiveremo una sorta di “modalità danza”, e con la pressione di uno tra i tasti frontali potremo eseguire particolari mosse.

La danza ci avvolgerà di una sorta di scudo protettivo che ci terrà al sicuro dalle forze del male. Alla fine di ogni livello, come detto, avremo accesso a delle particolari sequenze video all’interno delle quali potremo apprendere il doloroso passato della protagonista.

Con il suo alternarsi di una miriade di colori e di forme, Bound rappresenta una vera perla artistica, una storia semplice ma intensa che, nelle sue fasi finali, potrebbe forse sacrificare la sorpresa e la suspance createsi nella prima parte di gioco ma mai senza rinunciare nel tentativo di commuovere il videogiocatore nel momento in cui la trama acquista chiarezza.

La danza vi proteggerà dal male.
La danza vi proteggerà dal male.

Livello dopo livello, infatti, si assume la consapevolezza di un piccolo dramma, ma i dettagli della trama di Bound non appariranno mai chiari e lampanti come il sole: dedurre tutte le piccole sfumature di ciò che è avvenuto nell’infanzia della protagonista starà unicamente alla vostra interpretazione dei fatti.

Ad accentuare  il tutto c’è il sonoro, composto principalmente di arrangiamenti al pianoforte e soprattutto privo di dialoghi, altra caratteristica delle ultime produzioni videoludiche di questo tipo, che preferiscono lasciare alle immagini il compito di raccontare la storia.

I dialoghi in realtà ci sono, nel mondo immaginario della ragazza, ma a livello uditivo sono incomprensibili e per questo accompagnati da dialoghi. Bound non è però esente da difetti, e tra questi possiamo annoverare innanzitutto una certa ripetitività nella struttura degli scenari proposti. Ogni livello, pur risultando affascinante all’occhio umano e proponendo una gamma di colori variegati e diversi tra loro, spaziando dai più freddi ai più caldi è molto simile ai precedenti.

Bound, inoltre, è un’avventura tanto intensa quanto breve. Vi saranno sufficienti una manciata di ore – non più di tre o quattro – per completarlo, anche se bisogna ammettere che in questo senso i quasi 20 euro necessari all’acquisto rappresentano un buon rapporto qualità prezzo per un titolo che, fondamentalmente, non vuole essere di proposito chissà quanto longevo.

I cromatismi spaziano dal caldo al freddo.
I cromatismi spaziano dal caldo al freddo.

In questa finestra estiva, in cui presumibilmente si passa più tempo fuori al mare che in casa a giocare, non è un caso se stiamo assistendo a così tante produzioni indie, le quali per la loro natura di “mordi e fuggi” rappresentano un ottimo compromesso per delle sessioni di gioco brevi e non troppo impegnative.

Non impegnative ma comunque emozionanti. Gli indie, come detto in apertura, si stanno evolvendo in tal senso. A una produzione low cost e poco longeva fa da contraltare il comparto artistico, come nel caso di Bound.

Un viaggio nei ricordi di un’infanzia perduta, nulla di originalissimo quindi, ma che riesce comunque a regalare momenti strappalacrime come il finale.

Sarete portati a compiere una scelta – per cui vedere l’altra conclusione può essere un valido incentivo alla rigiocabilità –, una scelta delle più umane che possano esistere e che, ancora una volta, vi faranno immedesimare nel microcosmo della protagonista.

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