Disponibile per PC

E se Dead Pixels e Organ Trail avessero un figlio?

Death Road to Canada è il primo lavoro di Rocketcat Games ad approdare ufficialmente su PC. Una piccola compagnia fatta da 3 persone riuscirà a conquistare una fetta del pubblico indie di Steam? Scopriamolo.

Rocketcat Games è una software house che ha avuto un discreto successo in ambito mobile sia per quanto riguarda iOS che Android. Platform e Beat em up sono i loro cavalli di battaglia e proprio con quest'ultimo genere decidono di lanciarsi tra le braccia di Lord Gaben approdando su Steam.

Il gioco ha vissuto una gravidanza lunghetta, non esente da problemi ma che ha dato alla luce un bel pupetto. Nello specifico il progetto è stato lanciato su Kickstarter nel lontano settembre 2013 dove ha raccolto 40000 dollari dai “backer” ed è anche passato per il sistema Greenlight beccandosi la lucina verde tanto agognata.

Molte polemiche sorgono attorno questo sistema di pubblicazione dei videogiochi, sul concetto di crowdfunding e sul concetto di accesso anticipato.

Non sarà questa l'occasione in cui ve ne parlerò, ma sappiate che questo sistema è la linfa vitale per determinati sviluppatori e al di là dei tentativi di truffe, con asset riciclati, giochi di bassa qualità ed affini, le larghe maglie del setaccio del “controllo qualità” degli Indie che approdano su Steam fa passare anche qualche piccola perla. Fortunatamente è questo il caso.

20160722132224_1

Senza troppi indugi e tralasciando la deontologia degli sviluppatori di videogiochi lanciamoci nell'analisi di Death Road to Canada.

Partendo dalle basi possiamo considerare il titolo come un road trip simulator. Nelle nostre mani avremo a disposizione un gruppo di sopravvissuti che si trova a compiere un incredibile e folle viaggio verso nord dalla Florida al Canada. Voci e fonti affidabili dipingono infatti il Canada come il luogo sicuro definitivo per fuggire definitivamente dall'apocalisse zombie che sta dominando la quotidianità dei nostri “survivor”.

Prendiamo proprio in esame i sopravvissuti. Il gioco offre in ambito di personalizzazione e caratterizzazione dei personaggi un ventaglio di scelte veramente notevole. Il titolo vanta infatti un piacevolissimo editor di aspetti che ci permette di personalizzare volto, capigliatura, sesso, peluria, colori, cappelli e chi ne ha più ne metta dell'aspetto dei personaggi stessi.

È appagante ed immedesimante poter dare le proprie fattezze ai personaggi in un contesto di apocalisse, per quanto possa essere questa stessa tematica trattata in modo molto goliardico.

20160722132156_1

La personalizzazione però non si limita soltanto a fattori estetici ma alla creazione del personaggio potremmo anche deciderne i tratti personali e le competenze specifiche. Ciò va ad influenzare notevolmente l'esperienza di gioco.

Il poter dotare il proprio personaggio di competenze mediche piuttosto che di forza bruta può comportare notevoli differenze nell'ambito di uno stesso evento. Ciò va inoltre ad influenzare sia attività pratiche che dotazione e caratterizzazione iniziali del personaggio.

I tratti personali invece rappresentano l'indole e l'attitudine di un personaggio nei confronti degli eventi che lo andranno ad investire. Una persona carismatica riuscirà tranquillamente ad essere persuasiva mentre un Guerriero di certo sarà di poche parole.

Una caratteristica interessante del titolo è la presenza di sopravvissuti “rari” davvero particolari. Ci sarà il classico personaggio super muscoloso tipo Gregor Clegane del trono di spade, lo scienziato pazzo capace di teletrasportarsi , il supereroe con una spada magica, ecc.

20160722132100_1

I sopravvissuti poi, vivendo sul filo del rasoio con un gruppo di persone di cui non sanno se si possono fidare pienamente, sono costantemente sollecitati dallo stress di questa vita post-apocalittica. Compito del giocatore sarà proprio quello di gestire i conflitti e i rapporti tramite determinati micro eventi e caselle di dialogo con scelte molteplici.

Il gioco dal punto di vista del gameplay si va a configurare quindi come una sintesi tra un simulatore di sopravvivenza improntato sul concetto del viaggio come l'ormai celebre organ trail. Con quest'ultimo infatti condivide la presenza dell'auto come fulcro della navigazione nel mondo di gioco e sopratutto la microgestione delle risorse (cibo, proiettili, kit medici).

Avere una folta schiera di sopravvissuti è comunque un'arma a doppio taglio! Da un lato c'è il vantaggio di poter affrontare i combattimenti e le avversità (come le prove di interazione) potendo contare su un più folto numero di candidati, dall'altro il dover sfamare tante bocche avide e il dover fare i conti con le loro mutevoli personalità e stati d'animo, che influenzano in modo abbastanza netto il susseguirsi degli eventi e il loro risultato.

Il titolo vanta infatti una discreta interattività con il mondo di gioco e con la narrazione andando a chiamare in causa, sia negli eventi on the road che negli eventi “dialogici” presenti nella sezione beat em up del gioco, le capacità e i tratti personali del party lasciando al giocatore la libera interpretazione della situazione a cui si trova davanti.

20160722132038_1

Il gioco sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista del gameplay risulta essere molto vario puntando un sacco sul concetto di rigiocabilità. Gli eventi che ci si troverà ad affrontare, le città visitate lungo il viaggio, i sopravvissuti che si incontreranno saranno infatti generati casualmente.

Rimanendo in tema di gameplay citiamo infine qualche altra meccanica presente nel gioco. La minaccia costante che ci accompagnerà in ogni mappa visitata saranno gli zombie. Lenti, stupidi (probabilmente hanno la seconda elementare presa ai corsi di recupero), in un quantitativo immane tormenteranno i sopravvissuti.

Anelano incessantemente alle carni dei protagonisti, che una volta uccisi, non torneranno più indietro purtroppo. Come abbiamo già visto in Organ Trail e nel recente March Of The Living, i sopravvissuti sono investiti dalla maledizione della “permadeath”, ovvero morte permanente.

Dal punto di vista del gameplay invece avremo a che fare con una formula abbastanza rodata di beat 'em up come abbiamo già avuto modo di vedere in un titolo come Dead Pixel che ha fatto la sua fortuna tra gli indie del marketplace di Xbox 360 e sull'ecosistema Steam in ambito PC.

drtc1

Una ventata di aria fresca però tra le meccaniche classiche è il concetto di sollevare e tirare gli oggetti per generare ostacoli, per far danno oppure per aprirsi un sentiero. Il giocatore, o i giocatori (il titolo è infatti giocabile in una coop locale a 2 giocatori) avranno grande spazio di interazione ambientale, sia in ambito di combattimento che nella ricerca delle risorse.

Vitale è infatti la possibilità di recuperare un sacco di materiali utili nel corso delle esplorazioni dei vari edifici di una stessa città. Il titolo offre poi diverse modalità sbloccabili che non fanno altro che aumentare la rigiocabilità e la longevità del titolo.

Divertente inoltre la leggerezza con cui viene trattato l'argomento di un apocalisse zombie e delle tensioni che esso genera facendoci indossare la toga del giudice e decidere chi ha scoreggiato nell'auto nel glorioso evento “The Mistery of the Ghost Fart”.

Possiamo inoltre accogliere nella nostra schiera di sopravvissuti anche dei cani che saranno capaci di combattere e di guidare un'automobile. Le risate sono assicurate. Inoltre il gioco come tradizione di RocketcatGames riceverà update sia in termini di fix che in ambito di contenuti, questi ultimi gratuitamente.

20160722132838_1

Veniamo alle poche note dolenti del titolo.

Il comparto audio è dotato di una originale colonna sonora “chiptune” che si sposa bene con l'ambientazione grottesca, col concetto di viaggio e con la grafica in pixel art. Purtroppo però la colonna sonora presenta alti e bassi e risulta alla lunga irritante e ripetitiva.

Dal punto di vista tecnico il gioco è abbastanza variegato a livello di animazioni e resa visiva. In alcuni casi però il level design e il colpo d'occhio d'insieme non brillano per originalità.

Il gioco non è esente da qualche piccolo bug e qualche sporadico crash, ma è una cosa che tristemente, ormai, capita un po' a tutti.

[wp_ad_camp_1]