Versione testata: PlayStation Vita

Nove persone, tra le quali non sembra esserci alcuna correlazione, a parte il fatto che stanno partecipando a un esperimento di vita su Marte, si risvegliano in una cella in un rifugio antiatomico. Hanno uno strano braccialetto al polso e un uomo di nome Zero si presenta come loro carceriere, giudice, giuria e boia.

Zero ha preso queste nove persone in ostaggio e, dopo averle suddivise in 3 team da 3 persone ciascuno, costringe le malcapitate cavie a giocare una serie una serie di crudeli Decision Game dove in palio c’è la sopravvivenza o la morte – propria o dei membri degli altri team. Tuttavia almeno uno dei giochi comporta la morte degli altri due team, poiché, per lasciare il rifugio antiatomico, è necessario ottenere 6 X-Passes (password) e l’unico modo per farlo, è provocare la morte di sei persone.

Un ruolo chiave è svolto dal braccialetto: passati 90 minuti, inietta un anestetico e una droga per cancellare la memoria; ogni volta che i tre membri di un team si risvegliano, non hanno memoria di quello che è successo nei 90 minuti precedenti, con una eccezione: nel caso durante uno dei Decision Game sia stata presa la decisione di uccidere gli altri due team, la droga per cancellare la memoria non verrà iniettata.

“It would be inconvenient, if you forgot that you caused the death of other people” – Zero.

Zero nella sua divisa da dottore della peste.
Zero nella sua divisa da dottore della peste.

Ma Zero è un uomo ragionevole (pur essendo psicopatico). Prima di intrappolare gli ostaggi nel rifugio e iniziare il gioco della morte, propone a questi una scommessa e una via d’uscita, tramite un testa o croce. Se indovineranno il lato giusto della moneta, saranno liberi. Se sbaglieranno, si risveglieranno nel rifugio e dovranno giocare il Decision Game per sopravvivere e fuggire.

Il gioco vero e proprio ha inizio nel caso il giocatore scelga il lato sbagliato della moneta. Scegliendo il lato giusto si viene trasportati in uno dei molti finali alternativi del gioco – niente spoiler.

Il gameplay è profondamente legato alla struttura narrativa stessa della storia: per ogni team, al giocatore sono presentati una serie di frammenti narrativi, che contengono un pezzo di storia e un puzzle da risolvere. A parte alcune eccezioni, quasi tutti i frammenti richiedono di prendere una decisione critica, nella loro parte finale. Questi frammenti sono presentati come free floating nella schermata di ogni team: parte integrante del gameplay è ricostruire la vicenda “riordinando” i frammenti secondo il giusto ordine cronologico, azione che viene svolta tramite una flowchart.

In questa flowchart si trova lo schema ordinato cronologicamente di tutti i frammenti; questo si riempie automaticamente completando ciascun frammento.

La risoluzione dei puzzle è affidata quasi interamente ai comandi touch, anche se è possibile controllare la visuale con lo stick analogico sinistro e interagire con gli oggetti puntando su di essi il target circle dell'inquadratura e cliccando il tasto X. I puzzle hanno un livello di difficoltà variabile, da facile ad impegnativo e richiedono al giocatore di applicare capacità logiche, matematiche e mnemoniche, anche se alcuni puzzle si risolvono solo per trial and error.

In generale però sono premiati il ragionamento e la capacità deduttiva, invitando il giocatore a prendere decisioni in base a ragionamenti sensati.

Ogni puzzle room richiede come minimo un’ora di gioco, per raccogliere indizi, manipolare oggetti, trovare la soluzione, quindi non è un gioco a cui si può giocare se si hanno i classici quindici minuti di pausa; no, richiede, invece, tempo e concentrazione.

Zero Time Dilemma fa parte di una trilogia. Purtroppo per comprendere a fondo la storia, è richiesta la conoscenza dei due titoli precedenti: 999 e Virtue’s Last Reward, con personaggi che ritornano da entrambe i giochi.

Sulle animazioni si poteva fare decisamente di più.
Sulle animazioni si poteva fare decisamente di più.

Dal punto di vista e della caratterizzazione dei personaggi è stato svolto un ottimo lavoro: non solo la struttura narrativa è brillante, con la sua ciclicità e la narrazione scomposta – per frammenti appunto, corroborata da una grande profondità narrativa, ma anche i personaggi sono solidi e ben caratterizzati. Sullo sfondo, ad essere messa in scena è la natura umana stessa, con i suoi dubbi, paure, paranoie e sensi di colpa, ma anche, in positivo, compassione, fiducia ed empatia.

Purtroppo non si può dire lo stesso della grafica, che abbandona le finestre di dialogo e le animazioni tipiche della visual novel dei titoli precedenti a favore di cutscenes cinematiche. Il problema è che il motore grafico non è abbastanza avanzato per supportare questa scelta: i modelli poligonali risultano legnosi, le espressioni facciali inespressive e i movimenti innaturali.

Buon lavoro invece svolto sulla colonna sonora, che contribuisce a creare atmosfera e a sottolineare i momenti drammatici della narrazione.

Nel complesso, Zero Time Dilemma è un titolo ingegnoso, con una struttura narrativa brillante, una storia e dei personaggi accattivanti e una serie di puzzle ben congegnati. Anche senza conoscere i due titoli precedenti mi sono trovata comunque a voler completare questo gioco, sbloccare i vari finali e ricostruire il quadro d’insieme della storia. Peccato per la grafica…

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