Versione testata: PS4

Prima di un comparto tecnico ben curato e di una grafica realistica e mozzafiato, chi scrive è fermamente convinto che siano le trame a rendere un videogioco degno di questo nome. Una sceneggiatura ben costruita è capace di regalare una sfilza di emozioni indescrivibili e, se siete amanti del genere noir, Blues and Bullets fa sicuramente al caso vostro.

Il titolo, sviluppato dal promettente team A Crowd of Monsters, è un’avventura grafica a episodi sulla falsa riga delle produzioni Telltale Games, già pubblicata su PC durante lo scorso anno. Pur avendo ammesso gli stessi sviluppatori di essersi ispirati, per struttura e gameplay, alle due stagioni di The Walking Dead targate Telltale, con Blues and Bullets ci troviamo di fronte a qualcosa di completamente diverso e altrettanto coinvolgente.

Ora che il titolo è sbarcato anche su Playstation 4 con i primi due episodi, abbiamo potuto testarlo e vivere la storia di Eliot Ness, detective leader degli “Intoccabili”, e della sua più grande nemesi criminale, Al Capone. Per chi mastica storia sa che queste due figure sono realmente esistite e che il detective Ness, negli anni del Proibizionismo, ha dedicato parte della sua carriera nelle forze dell’ordine a dare la caccia al celebre capo mafioso. A Crowd of Monsters ha quindi scelto di raccontare una storia già nota, romanzandola e arricchendola di elementi narrativi che hanno modificato il finale della storia di Ness.

Un assaggio dello stile visivo scelto da A Crowd of Monsters.
Un assaggio dello stile visivo scelto da A Crowd of Monsters.

Episodio 1: La fine della pace                  

Prendete la prima stagione di True Detective, conditelo con un comparto sonoro alla L.A. Noire e mischiate il tutto in una deliziosa salsa artistica in stile Sin City, infine mettete il tutto a cuocere sul genere delle avventure grafiche e degli sparatutto e avrete Blues and Bullets. Un mix che, per chi ne capisce, attinge da alcuni dei maggiori esponenti del genere poliziesco noir moderno di ogni arte audiovisiva, ma non per questo ne risulta un prodotto copiato e poco originale. Anzi.

Nella cittadina fittizia di Santa Esperanza, negli Stati Uniti, Eliot Ness è un ex poliziotto ritiratosi dall’attività in seguito a un caso irrisolto che ha visto il rapimento e la scomparsa di alcuni bambini. Venti anni dopo un’altra serie di misteriose scomparse lo portano a indossare di nuovo l’impermeabile e ricominciare a indagare, e quando capisce che questi episodi, uniti al ritorno di un vecchio nemico, sono collegati allo stesso caso che ha segnato la sua carriera, il vecchio Ness non può tirarsi indietro.

Una sceneggiatura che, così raccontata, può sembrare un thriller come un altro e di certo i criptici minuti iniziali del primo episodio non aiutano a familiarizzare con la trama. Tutto, però, acquista molto più senso man mano che si progredisce nell’avventura. Quest’ultima è divisa tra le classiche fasi esplorative, nelle quali potrete e dovrete interagire con oggetti e persone per proseguire, ma anche sezioni sparatutto.

Le fasi da shooter sono piuttosto minimali e di certo non rappresentano il punto di forza di un gameplay concepito per ben altri scopi. Alla lunga queste parti potrebbero risultare stancanti ed eccessivamente ripetitive, con poche varietà di nemici, di armi e poca possibilità di interazione con l’ambiente circostante, poiché il personaggio di Ness si muove in automatico da una copertura all’altra: il nostro unico compito è mirare e sparare e, all’occorrenza, cambiare riparo da destra a sinistra.

La cosa si fa molto più interessante nelle fasi investigative, vero fiore all’occhiello nel gameplay di Blues and Bullets e che ricordano molto quelle di Murdered: Soul Suspect. Compito del giocatore è esplorare un’area più o meno vasta, raccogliere indizi e riassemblarli in un tabellone immaginario per ricostruire i fatti avvenuti. In molte occasioni non basterà semplicemente interagire con un oggetto, ma sarà necessario analizzarlo ulteriormente per scovare indizi nascosti.

Episodio 2: Sollevare un vespaio

Sia nel corso del primo che nel corso del secondo episodio, come nella più classica delle avventure grafiche, ci si ritroverà a compiere alcune scelte le cui conseguenze si ripercuoteranno sugli eventi futuri. Scegliere con attenzione qualunque cosa, dalla “semplice” risposta a una donna sulla propria relazione al risparmiare o no la vita di un criminale, determinerà la costruzione psicologica del vostro protagonista.

Perché, seppure Eliot Ness ha un background ben definito da piccoli dettagli spalmati nel primo episodio – come ad esempio la carrellata sugli inserti di giornale affissati in una bacheca a mo’ di trofei nella tavola calda, che ci fanno capire perché Ness è in pensione – saranno le scelte che si compiono nei continui flashback della sua giovinezza a determinare tutte le piccole sfumature.

L’episodio 2, intitolato “Sollevare un vespaio”, si apre proprio con un Eliot Ness ringiovanito di 20 anni. Questo, e altri flashback che si intervallano nel corso di “Sollevare un vespaio”, aiutano a capire il controverso rapporto tra Ness, l’amata Delphine e l’amico e collega Dockers, i cui dettagli saranno dettati dalle risposte che si daranno ai due.

Proseguendo poi nell’avventura, perfettamente bilanciata come il primo episodio tra dialoghi, fasi d’azione e fasi di investigazione, si iniziano a scoprire maggiori dettagli sulla cospirazione che ha rapito i bambini e sugli inquietanti adepti di cui è formata.

Un tocco di rosso non guasta mai.
Un tocco di rosso non guasta mai.

Affascinanti e criptiche sono poi le scene post credits di ogni episodio, che ci portano nelle segrete in cui sono rinchiusi i bambini. Anche in questo frangente siamo chiamati a compiere alcune scelte che non vi sveleremo per evitare spoiler, ma niente è lasciato al caso e siamo sicuri che questa storyline parallela al resto del gioco convergerà nell’episodio finale con gli accadimenti di Ness e Capone.

Tirando le somme, Blues and Bullets non sfigurerebbe di fronte ad altre avventure grafiche ben più blasonate. Una storia, quando è ben raccontata, riesce a far dimenticare un comparto grafico non impeccabile e poco definito, che resta comunque un difetto; in questo caso, però, la fatica di A Crowd of Monsters è arricchita da un tocco artistico sublime.

L’intera produzione è realizzata completamente in bianco e nero con un perfetto gioco di luci e ombre, fatta eccezione per il colore rosso, ricorrente in molteplici dettagli come la cravatta di Ness o svariati oggetti, il tutto ad accentuare il rimando simbolico a una storia segnata dal sangue. Insomma, un comparto artistico in pieno stile Sin City, per chi apprezza il noir di qualità.

Chiude il tutto un ottimo comparto audio, con una colonna sonora perfettamente in linea con il genere trattato, dialoghi ben doppiati e voci memorabili. Aspettiamo con ansia il terzo episodio per proseguire le indagini nella cupa città di Santa Esperanza.

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