I supereroi targati DC Comics hanno appena iniziato il loro processo di espansione su grande schermo con Batman v Superman che, oltre ogni critica, ha il merito di essere probabilmente il Cinecomic più discusso e chiacchierato di sempre. Tuttavia la discontinuità con l’universo televisivo targato CW e CBS, che ha per protagonisti i vari Green Arrow, Flash, Legends of Tomorrow e Supergirl, giustificata ad arte da entrambe le parti con la questione dei “multiversi”, rende cinema e serialità completamente slegati tra loro.

Una scelta che, se si fosse andati in direzione contraria, avrebbe reso felice più di qualche fan, soprattutto in virtù del fatto che Ezra Miller proprio non riesce a far dimenticare il buon Grant Gustin. E anche Stephen Amell, apprezzato quasi più per la presenza scenica che per le doti attoriali, ha fatto breccia nell'immaginario collettivo del fandom DC come Freccia Verde.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal MCU (Marvel Cinematic Universe per chi non lo sapesse), che ha scelto di adottare una soluzione completamente opposta: inglobare sotto il marchio Marvel Studios ogni prodotto culturale i cui diritti appartengono alla Disney, creando quella continuity tra grande e piccolo schermo che manca sul versante DC – e non a caso il progetto legato agli eroi della Justice League è stato chiamato “DC Extended Universe” (DCEU): “Universo Esteso della DC”, come a sottintendere che ne esista anche uno non esteso.

Questa continuità ha permesso che serie tv come Agents of S.H.I.E.L.D. – giunta a una quanto mai esplosiva terza stagione – e Agent Carter fossero direttamente collegate alle diverse pellicole sfornate dalla Disney in questi anni, quelle su Captain America e The Avengers su tutte. Ma anche le nuove e apprezzate produzioni Netflix – finora le due stagioni su Daredevil e la prima di Jessica Jones, e in futuro Luke Cage e Iron Fist – strizzano l’occhio al Marvel Cinematic Universe, con continue citazioni riguardanti “la battaglia di New York”, ma anche riferimenti espliciti a Capitan America, Iron Man, Thor e Hulk. Inoltre, è forse un caso che nell’episodio 14 della terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D., intitolato “Watchdogs”, sia apparso in un telegiornale il titolo ‘guerra fra gang a Hell’s Kitchen’?

Gli Avengers in tutto il loro splendore (sì, manca Spidey...).
Gli Avengers in tutto il loro splendore (sì, manca Spidey...).

Ma è l'impostazione stessa dell'universo Marvel che ha permesso agli eroi di Stan Lee, almeno per ora, di avere ragione sul DCEU. Certo, l'universo esteso con protagonisti Batman, Superman e soci è appena nato e forse è prematuro dare un giudizio al progetto. Fatto sta che i Marvel Studios, grazie al colosso economico Disney, sono riusciti a creare un vero e proprio impero basato sui supereroi secondo un concetto molto semplice: chi va piano, va sano e va lontano.

Ci sono voluti cinque film per vedere gli Avengers riuniti su grande schermo. Cinque pellicole che hanno permesso di introdurre e approfondire ogni singolo membro dei Vendicatori, almeno quelli principali. Così come c'è voluto un altro ciclo di pellicole, corrispondenti alla Phase Two del MCU, per giungere ad Age of Ultron, altro tassello importante nella costruzione della Civil War imminente.

Forse c’è da recriminare la scelta di aprire la Phase Three del Marvel Cinematic Universe proprio con Civil War, forse sarebbe piaciuto leggerlo come sottotitolo del terzo film sugli Avengers e quindi come pellicola conclusiva della Fase Tre – seppur sembra ci sarà anche una Fase 4 - ma di certo la pellicola diretta dai fratelli Russo è il frutto di un rapporto, quello tra Steve Rogers e Tony Stark, costruito nel corso delle varie pellicole e di certo non nato all'improvviso. Un percorso graduale per il quale ci sono voluti ben otto anni di cinecomic, da quel lontano Iron Man del 2008 che si concludeva con l’arrivo di Nick Fury e citava per la prima volta i Vendicatori.

Il DC Extended Universe ha scelto una strada completamente opposta al MCU, che per certi versi risultava l'aspetto più interessante di Batman v Superman: Dawn of Justice. Il film apripista del DCEU - L'Uomo d'Acciaio ne funge più da prologo che da vero e proprio iniziatore - ha introdotto un universo già consolidato, con un Batman in là con l'età e il resto della Justice League come personaggi dati già per scontati, in attesa di essere riuniti nel film del 2017.

Il primo nucleo della Justice League.
Il primo nucleo della Justice League.

Il risultato è stato un cinecomic che, forse, non merita tutte le critiche negative che ha avuto, ma di certo ha la colpa di voler essere un calderone di così tante storie e sottotrame che la sceneggiatura finisce per perdersi in sé stessa, tra storyline non spiegate in maniera esaustiva e scelte narrative discutibili – tant’è che, in seguito alla release nelle sale cinematografiche, c’è stato bisogno di diversi chiarimenti da parte dei produttori o addirittura il rilascio di scene tagliate per schiarire le idee al proprio pubblico.

In attesa di Wonder Woman e Justice League - Part One, che si spera facciano più chiarezza su diversi spunti narrativi lasciati irrisolti in Dawn of Justice, per ora gli Avengers restano una spanna sopra i rivali targati DC. Il progetto legato al DCEU ha probabilmente optato per la via più "facile" nel tentativo di tenere il passo fin da subito con il MCU. Ma è come se la Disney, subito dopo il primo Iron Man, avesse deciso di produrre Captain America: Civil War.

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