Resident Evil 6 non è il primo, e non sarà l'ultimo, titolo della serie survival horror a “subire” il trattamento della rimasterizzazione per console di nuova generazione. Questo genere di operazione è ormai diventato un marchio di fabbrica per Capcom, che oltre a lavorare su nuovi episodi delle sue serie più apprezzate non manca mai di riportarci indietro negli anni con simili riproposizioni.

A molti questo trend non piace e, sebbene sia comprensibile la voglia di vedere con maggiore frequenza e qualità nuovi esponenti di saghe come Resident Evil, si fatica a capire perché un Resident Evil 6 “HD Remaster” (anche se non ha questa denominazione) possa essere osteggiato quando poi è evidente che non toglie tempo e risorse ad “altro” in arrivo dallo studio giapponese.

Visto in quest'ottica – nell'ottica del “nessuno vi punta una pistola alla tempia per farvelo comprare” -, però, ciascuna produzione videoludica e d'intrattenimento in generale acquisisce una dignità che probabilmente non merita. Per il nuovo remaster di Resident Evil, come spesso accade, la verità sta nel mezzo e presumiamo non tanto per le qualità della rimasterizzazione, quanto per quelle del gioco originale.

Un tempo non troppo lontano, infatti, le collection e le riproposizioni “in alta definizione” servivano a riportare a galla classici indimenticati, pubblicati in origine su console old, very old gen. Resident Evil 6 è uscito per Xbox 360, PS4 e PC, appena qualche anno fa (fine 2012), e tutto può essere considerato fuorché un classico; sia per questa caratteristica strettamente temporale, sia per la riuscita del progetto.

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Uno scatto dal prologo, con Leon e la sua partner al centro della scena.

Ampiamente criticato dagli appassionati della saga, Resident Evil 6 ha infatti tentato di portare il marchio nell'Olimpo degli sparatutto marcatamente “moderni”, vale a dire quelli in cui il giocatore viene tempestato di informazioni e situazioni da risolvere solamente premendo il grilletto. Qualcosa che sarebbe poi tornato anche nel discreto Operation Raccoon City e che vedremo trattato nuovamente nel titolo solo multiplayer Umbrella Corps.

L'intento dichiarato era, ed è, ammiccare al pubblico di Call of Duty con la serie numerata, e provare a riconquistare il nocciolo duro con Revelations 1 e 2, titoli senza dubbio più vicini al gusto della prima trilogia ma comunque qualitativamente opinabili perché basati su un budget ridotto.

In questo quadro non del tutto felice, il Resident Evil 6 che arriva su Xbox One e PlayStation 4 è un titolo corposo. Il gioco può contare infatti su quattro campagne diverse l'una dall'altra per meccaniche videoludiche e quella di Ada Wong sbloccata fin dall'inizio, diversamente dall'originale, e tante modalità collaterali per gli appassionati di cooperazione.

Già nel 2012, l'opinione comune era che la campagna di Leon Kennedy, personaggio storico del franchise, fosse l'unica a ricalcare in maniera più o meno pedissequa i dettami se non dei classici Resident Evil almeno quelli del quarto capitolo. E, in effetti, per quanto “modernizzata” secondo un concetto di modernità alquanto dubbio, è vero che quanti cercano un'esperienza vicina al canone dovrebbero partire e forse farsi bastare questa porzione di gioco.

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In basso a destra troviamo l'unico elemento statico dell'HUD, con salute e munizioni.

In aggiunta a quest'ultima, comunque, abbiamo la campagna della sensuale Ada, votata allo stealth ma con un tasso di difficoltà inspiegabilmente alto, dovuto probabilmente alla vocazione cooperativa del gioco (che di fatto sembrerebbe richiedere la partecipazione di un compagno all'azione) e alla natura del contenuto pensato come endgame/bonus per l'uscita originale.

Quella di Jake Muller è forse la seconda campagna in una classifica immaginaria tra quelle che compongono Resident Evil 6. A parte qualche situazione di difficile lettura, come una sezione completamente immersa nella nebbia e nella neve in cui è complicato capire dove andare per ultimare la missione, è relativamente soddisfacente combinare gli attacchi melee del protagonista e l'uso di armi e proiettili disponibili in quantità notevoli.

Sotto il profilo dei personaggi, inoltre, abbiamo il già citato Muller e Sherry Birkin che hanno connessioni importanti con il franchise di Capcom e questo farà sicuramente piacere agli appassionati, che se non accontentati sotto il profilo del gameplay avranno quantomeno la soddisfazione di riconoscere qualche nome noto.

Infine, la storia di Chris Redfield, protagonista tra gli altri di Resident Evil 5, ci porta nel mezzo di un conflitto nell'Est europeo (la stessa area di Muller/Birkin, in cui il trio ha anche modo di incontrarsi e vedere le proprie trame intrecciarsi), dove il forzuto soldato guida un'operazione della BSAA. Sfortunatamente è basata su una meccanica poco riuscita, ossia l'uso delle coperture, che non funzionano granché bene e limitano quella che, nelle idee degli sviluppatori, avrebbe dovuto essere l'esperienza shooter in terza persona definitiva di Resident Evil.

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Il level design, quando non lineare, può risultare un po' contorto. L'unica guida è una porticina che indica la distanza dall'obiettivo.

Quanto alle caratteristiche della nuova versione, che abbiamo avuto modo di testare su Xbox One, Resident Evil 6 si presenta come un titolo generalmente all'altezza della situazione, con solo qualche sporadico calo di frame rate dovuto al cambio di risoluzione. Chiaramente, non siamo di fronte ad una produzione next-gen, considerando che già all'epoca del lancio originale questa mostrava il fianco a parecchie mancanze (animazioni dei personaggi e dei loro volti in primis).

Sono le esplosioni e gli effetti visivi che ne conseguono a farci capire, di norma, di avere per le mani un gioco uscito originariamente per Xbox 360 e PlayStation 3. Altrimenti, per qualità delle texture a uno sguardo più approfondito e per il primo colpo d'occhio su ambientazioni e personaggi principali, bisogna riconoscere che avremmo ben poco di cui lamentarci.

Va notato, a scanso di equivoci, che Capcom non ha lavorato ad una “HD Remaster” o ad un remake vero e proprio, come testimonia pure il nome della nuova versione, e ha proposto Resident Evil 6 ad un prezzo d'eccezione: €19,90. Tolta la concorrenza dei tripla-A da €60/70, quindi, non rimane che confrontarsi con i prodotti indipendenti o nativi digitali.

E questo tipo di competitor, a fronte del prezzo, può essere gestito in maniera piuttosto brillante da Resident Evil 6. Acquisto consigliato, allora? La somma richiesta può giustificare l'investimento se siete a caccia di un gioco da fruire rapidamente in compagnia di un amico, grazie all'ampia offerta multiplayer messa sul piatto. Se state cercando un survival horror di quelli “old school” o volete una buona esperienza single-player, invece, dovreste rivolgervi altrove.

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