Consigliato sia agli amanti dei survival come Ark: Survival Evolved che di giochi più esplorativi conditi da enigmi

Entrato il mese scorso in Early Access su Steam e nel programma Game Preview di Xbox One, The Solus Project di Teotl Studios è un misto tra un survival in prima persona ed un gioco esplorativo ricco di enigmi.

In The Solus Project vestiremo i panni di un astronauta, membro di una delle flotte stellari create dopo che in un futuro prossimo la Terra è stata disintegrata da un meteorite e il genere umano è stato costretto ad esodare con diversi gruppi di astronavi alla ricerca di altri pianeti abitabili.

Durante il prologo il nostro protagonista finisce sul pianeta in cui è ambientata la storia di questa produzione dopo un atterraggio d'emergenza, in cui rimane l'unico sopravvissuto dell'equipaggio e la nave e la maggior parte degli strumenti ed equipaggiamenti si sono disintegrati nello schianto.

Il titolo è principalmente basato sulla pura sopravvivenza ed è molto simile, almeno concettualmente, ad altri titoli di questo genere, ma il misterioso pianeta che crea subito nel giocatore un senso di smarrimento e di angoscia lo rendono, oltre al fatto di non essere un sandbox, unico e particolare.

Uno dei bellissimi panorami del pianeta inesplorato.
Uno dei bellissimi panorami del pianeta inesplorato.

Ovviamente occorre esplorare, raccogliere risorse e creare armi e oggetti utili per la sopravvivenza in questo misterioso ambiente ostile e tenere d'occhio costantemente tutti i parametri vitali del nostro personaggio: fame, sete, sonno, temperatura e salute.

Nonostante si tratti di un titolo per nulla semplice da giocare, la possibilità di salvare semplicemente andando a dormire permette a The Solus Project di non essere altamente proibitivo per il giocatore, che dovrà comunque essere sempre molto attento e considerare realmente tutti i parametri vitali come fondamentali: più di una volta durante la prova non ho tenuto io stesso conto di fattori basilari come il vento, l'arrivo della notte o il semplice fatto di aver esplorato dopo aver nuotato senza riportare la temperatura del protagonista a livelli ottimali, e immagino di non dovervi dire come si sono concluse queste mie inosservanze.

Le condizioni climatiche previste dal gioco, nonostante si tratti di un “work in progress” lontano dalla versione finale, sono davvero smisurate: dalla pioggia “tropicale” al vento gelido, da veri e propri tornado e uragani a forti nevicate, tutto nel pianeta misterioso sembra studiato per rendere critica la nostra già difficile sopravvivenza.

Come detto prima non ci troviamo di fronte ad un survival open world, ma The Solus Project è diviso a macro-aree e capitoli, e si tratta di una storia abbastanza lineare e decisa a priori, seppur con zone vastissime da esplorare e molte variabili.

Anche gli interni sono ricreati in maniera davvero spettacolare.
Anche gli interni sono ricreati in maniera davvero spettacolare.

Il nostro compito è indagare su questo pianeta e sulle tracce di una misteriosa e antica civiltà che sembra averlo abitato o abitarlo tuttora, oltre che sulla serie di numerosi enigmi e di segreti presenti

nella produzione, ricostruendo contemporaneamente la storia dell'equipaggio della nostra nave tramite oggetti che si possono recuperare sulla superficie del nuovo mondo.

Nonostante la versione in Game Preview offra per ora solo il 20% circa del gioco completo, ho esplorato questo strano pianeta per circa tre ore, e gli sviluppatori pubblicheranno periodicamente aggiornamenti che porteranno la longevità totale dell'esperienza a circa 12-14 ore, che possono ovviamente essere allungate cercando tutti i segreti e gli enigmi presenti ed esplorando ogni remoto angolo di questo angosciante mondo.

L'ottima grafica realizzata con Unreal Engine 4 rende il pianeta davvero realistico e angosciante, oltre ad offrire panorami maestosi e molto artistici con bellissimi colori. I modelli poligonali sono di ottimo livello sia per quanto riguarda gli strumenti a disposizione del nostro personaggio che a livello ambientale e l'ottimo sistema di luci e il level design davvero azzeccato rendono ancora più preziosa questa produzione, così come il comparto audio si assesta su livelli davvero ottimi.

Il senso d'angoscia della produzione trapela da questa misteriosa caverna.
Il senso d'angoscia della produzione trapela da questa misteriosa caverna.

Ciò che differenza per il momento The Solus Project dagli altri titoli survival presenti sul mercato è che non essendo un open-world la trama può essere sviluppata in maniera ancor più convincente, rispetto ad altri survival puri, soprattutto in virtù del fatto che la storia viene “guidata” dagli sviluppatori grazie ai “binari” su cui siamo costretti a progredire.

Non ci resta che attendere la versione finale di The Solus Project per capire se il gioco sfrutterà le ottime premesse e sensazioni ricevute da questa prima parte di gioco disponibile in accesso anticipato, e per scoprire tutti i misteri dello strano pianeta su cui è ambientato.

La scelta di pubblicare il gioco praticamente ad episodi si rivela azzeccata, soprattutto per la pulizia del codice e la grafica già strabiliante in più di un frangente, che in altre produzioni in Early Access o in Game Preview erano invece le note dolenti. In cinque ore di gioco complessive comprensive delle numerosi morti e dimenticanze da parte del sottoscritto ho riscontrato solo qualche piccolo bug e un crash, che non hanno influenzato la giocabilità.

Consigliato sia agli amanti dei survival come Ark: Survival Evolved che di giochi più esplorativi conditi da enigmi, che con questa versione Early Access possono giocare a The Solus Project come se si trattasse di una serie ad episodi, aspettando man mano i constanti aggiornamenti degli sviluppatori.

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