Per la serie "persone famose che giocano ai videogiochi", nella quale abbiamo parlato di Ronda Rousey e Miss Universo 2015, oggi parliamo di Alessandro Aleotti, rapper, cantautore e produttore discografico italiano, noto per aver fondato il duo rap Articolo 31 insieme a DJ Jad nei primi anni novanta e per la carriera solista intrapresa a partire dal 2006. Scusate, lo conoscete come J-Ax, dimenticavo.

J-Ax è un appassionato di videogiochi e anche a lui, come a molti di noi, è "salita la scimmia" negli ultimi mesi per The Division (il gioco era anche apparso nel video di Maria Salvador!), ultima ed attesa fatica di quelle sagome di Ubisoft & compagnia bella. Come era lecito aspettarsi, il rapper è diventato immediatamente uno dei testimonial del gioco in Italia.

Come era lecito aspettarsi, di nuovo, a qualcuno non è proprio piaciuta questa scelta. Ieri, infatti, mentre controllavo i social network al lancio di The Division, ho notato una serie di commenti rivolti all'artista che potremmo definire... non troppo entusiasti. Il motivo dell'odio è anch'esso molto prevedibile, ed è il solito: come può un cantante essere associato ad un videogioco? Sacrilegio!

Spesso ci si dimentica che certi personaggi, i più colti li potrebbero chiamare influencer, non hanno la pretesa di essere degli esperti in un settore né vengono spacciati come tali, ma semplicemente sono dei cartelloni pubblicitari viventi, passatemi la brutta associazione di termini.

I commenti sprezzanti a questo proposito sono partiti già dalla open beta del gioco, alla quale anche J-Ax ha partecipato pubblicando uno status su Facebook, e secondo qualcuno c'è di mezzo il complotto, il secondo commento per la precisione:

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A cui si aggiunge un grande "detective da tastiera" che ha scoperto il segreto di Pulcinella, ovvero che i videogiochi (come ogni altro prodotto) vengono supportati da una campagna di marketing fino al giorno del lancio. Incredibile, vero? Ecco l'ipotesi, con tanto di "tv piccolo" ed hashtag sospetti come prove inconfutabili della tesi:

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Ora che me ne accorgo è notevole anche il primo commento che ipotizza l'arma preferita del cantante, chapeau.

In Italia, come nel resto del mondo, Ubisoft ha organizzato un evento di lancio con ospiti speciali tra cui proprio J-Ax. I commenti più esilaranti e degni di nota li ho notati durante la live fatta su Facebook, quindi purtroppo non sono riuscito ad acchiapparli al volo con uno screenshot.

Sappiate che c'era roba come "ma perché proprio lui?", "J-Ax fallito di merda" e "organizziamoci per andarlo a gonfiare in Zona Nera raga", oltre a cose che è poco carino riferire in questa sede.

C'erano anche degli youtuber all'evento, ormai ospiti fissi in queste occasioni, e anche a loro è toccata la dose quotidiana di insulti, non preoccupatevi. C'è malinconia, rabbia, stupore, e tristezza da parte del pubblico, soprattutto tristezza:

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L'agente J-Ax è stato ovviamente chiamato a salvare New York insieme alla Divisione protagonista del gioco, ma non tutti sono convinti delle qualità del cantante come agente operativo:

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E, come accennavamo poco sopra, altri si stanno organizzando per dargli una bella lezione:

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Cosa impariamo da questa storia, quindi? Non ne ho idea, probabilmente niente. In fondo, siamo lo stesso popolo che usa dei verbi coniugati a caso per chiedere a giovani e bellissime modelle di mostrare le loro grazie su Facebook.

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