È dura iniziare una recensione così, ma mi sembra doveroso: io Albedo: Eyes from Outer Space non sono riuscito a finirlo. Non per la difficoltà, non per la lunghezza, non per bug (lì ci siamo andati vicino), ma perché è, semplicemente, un pessimo gioco. Notate che ho usato “pessimo” e non “brutto” per un motivo ben preciso. La storia di Albedo inizia in un laboratorio dove voi, guardia ubriaca, vi ritroverete scaraventati da un esplosione qualche piano più in basso della vostra postazione di lavoro.

Imparerete subito a muovere i primi passi nell’avventura: il gioco è un misto tra avventura punta e clicca e FPS (molto poco di quest’ultimo), con comandi molto confusionari, potete raccogliere e manipolare oggetti in diversi modi (per esempio potrete bere della birra trovata in giro, cosa assolutamente inutile ai fini del gioco), osservare, mangiare, gettare, lasciare a terra, mettere nell’inventario per fare qualche esempio. E voi direte “Wow, che varietà di azioni!”. No. Perché alcune azioni saranno disponibili solo per alcuni oggetti e altre saranno totalmente inutili.

“Osserva secchio”

“È un secchio”

Grazie gioco, sei stato molto utile. La maggior parte dei comandi “osserva” si risolverà come sopra “è uno sgabello”, “è un tubo” e così via, nessun indizio importante per risolvere gli indovinelli del gioco o commenti intelligenti.

Scegliendo livelli bassi di difficoltà gli oggetti attorno a voi saranno illuminati per permettervi di individuarli facilmente e, vi assicuro, ciò è una manna dal cielo a causa di un altro enorme problema di Albedo: la grafica.

Cavi, elettricità e un secchio di ferro pieno d'acqua, solo io vedo il problema?
Cavi, elettricità e un secchio di ferro pieno d'acqua, solo io vedo il problema?

Letteralmente mi ha fato star male, no, non scherzo. E non parlo di quella sensazione di tensione che dei bei giochi Horror sanno dare, parlo proprio di male fisico a occhi e testa. I colori ultra-saturi arrivano al punto di dare fastidio agli occhi, la scala cromatica è parecchio ristretta, l’illuminazione (volutamente) pessima e sopra il tutto c’è un effetto tipo pellicola anni ottanta usato per tentare di creare il feeling di un vecchio film che, francamente, non aiuta la visibilità.

Forse sono io che non apprezzo certe cose ma ritengo che l’effetto totale sia confusionario ed estremamente fastidioso, potete vedere alcuni momenti molto concitati tra le foto a corredo della recensione per tentare di farvi un idea di cosa significhi muoversi per le stanze di Albedo, anche se non potrete provare l’ebrezza degli zoom improvvisi, dell’head bobbing eccessivo quando il protagonista corre o dell’orribile effetto dell’acqua che scorre (gocce grosse come chicchi di riso da mezzo chilo).

Parliamo invece degli enigmi. Davvero, non vorrei farlo, ma parliamone. Ogni stanza è abbastanza fine a se stessa, nel senso che tutti gli enigmi presenti nella stanza (o gruppo di stanze in alcuni casi) sono risolvibili con ciò che è presente nella stanza stessa, questo vuol dire che se avete un secchio di metallo, molto probabilmente lo dovrete usare, anche se la soluzione vi sembra stupida.

E si, vi sto per scrivere la soluzione a un enigma, non vi preoccupate però è nella seconda stanza del gioco e rappresenta tutto ciò che c’è di sbagliato in Albedo. Ci sono due cavi elettrici. Questi cavi sono scoperti e separati, uno è collegato a un pulsante per aprire una porta.

Sapete cosa è una "carpetta"? Ecco.
Sapete cosa è una "carpetta"? Ecco.

Ora, esaminando i cavi otterrete un dialogo in inglese e un sottotitolo in Italiano, certo, vi aspetterete forse che, un gioco fatto da Italiani, abbia una traduzione nella propria lingua madre impeccabile.

Vi siete aspettati troppo. La traduzione Italiana manca di certe parti che invece quella Inglese possiede e neanche roba da poco, ma veri e propri indizi per risolvere gli enigmi.

In questo caso la versione inglese dice qualcosa come “Il collegamento è interrotto, potrei usare qualcosa per fare da ponte” mentre in Italiano il messaggio che compare è “il collegamento è interrotto” e questo è presente in moltissime linee di dialogo sparse per il gioco, la versione Italiana è sempre un riassunto e spesso mancante delle parti utili al giocatore.

Nella stanza successiva mi è capitato che il protagonista parlasse di una chiave infilata in un bocchettone dell’aria (chiave che io non avevo mai visto) e che si trovava in una posizione assolutamente impossibile da vedere rispetto a dove mi trovavo io, ma torniamo ai nostri cavi, ricordate il secchio?

Vedete, più o meno al centro della foto, quella roba circondata di verde? Si tratta di una chiave inglese, necessaria per finire la stanza, che è volata in sopra un ascensore.
Vedete, più o meno al centro della foto, quella roba circondata di verde? Si tratta di una chiave inglese, necessaria per finire la stanza, che è volata in sopra un ascensore.

Una persona normale, con una conoscenza basilare della fisica e delle leggi della natura, sa che acqua ed elettricità non dovrebbero mischiarsi. Albedo non la pensa così. L’oggetto che dovremo usare per costruire il “ponte” tra i due cavi è il secchio di metallo di cui si parlava prima ma non solo! No, è anche pieno d’acqua.

Avete capito bene, il nostro eroe afferra un secchio pieno d’acqua e ci infila due cavi dentro (l’animazione non è mostrata, ma possiamo dedurre faccia questo) e, incredibilmente, il pulsante  della porta funziona.

E sono queste cose che rendono Albedo un pessimo gioco. Molti elementi sembrano buttati a caso come gli shangai, vogliamo un mezzo FPS? I mostri ti possono uccidere, tu li puoi prendere a pugni o colpire con vari oggetti e tutto finisce li, una scazzottata malamente illuminata

A un certo punto ho anche pensato di aver incontrato un bug che mi avrebbe impedito di continuare il gioco, durante un combattimento stavo tentando di picchiare un nemico con una chiave inglese, stesso oggetto che sarebbe stato fondamentale per risolvere un enigma presente nella stanza… beh, il mostro è morto e la chiave inglese è volata via dalla mia mano, sparita per sempre dalla stanza.

O così pensavo.

Non capisco cosa diavolo sta succedendo.
Non capisco cosa diavolo sta succedendo.

Grazie a una freccia ballerina che indicava un punto, praticamente irraggiungibile,  di un ascensore (in cui non potevo più entrare), a furia di cercare pixel per pixel sono riuscito a rientrare in possesso dell’oggetto indispensabile, finito chissà per qualche bug, sopra l’ascensore in questione. Fortunatamente l’ascensore era una specie di gabbia e un pezzo della chiave faceva capolino tra le sbarre.

Albedo ha pochi, pochissimi aspetti positivi: qualche minigioco carino tra un enigma e l’altro, un'atmosfera che tutto sommato sarebbe anche stata carina se non avesse avuto una grafica pessima a tentare di sostenerla e, no basta, non c’è altro.

Molti elementi sono stati presi e buttati in un calderone più o meno a caso, la manipolazione degli oggetti è basilare, spesso con molti comandi inutili (per non parlare di oggetti totalmente inutili che nulla aggiungono alla trama o al gameplay),  l’interfaccia è mal progettata, la gestione dell’inventario è una lista disordinata in cui gli oggetti cambiano posto (credo siano in ordine di raccolta, se ne lasci uno a terra e lo riprendi andrà davanti agli altri).

Sono parecchio infelice di questo gioco, anche perché l’idea mi sembrava carina e lo spunto della storia interessante, ma niente, niente può giustificare un gioco così incompleto e sconclusionato.

[wp_ad_camp_1]