Dunque era davvero quello l'esordio di Mega Man? Ebbene sì, nello scorso appuntamento con Retrogems abbiamo raccontato proprio la prima apparizione del super eroe robotico dal cannone-pugno e dall'animo giapponese.

Questa volta in studio a Retrogems cambiamo ospite e passiamo dal blu di Mega Man al verde di Gex. Di questo simpatico ed ormai dimenticato personaggio dei videogiochi anni '90, stranamente, non ripercorreremo gli esordi.

Qui a Retrogems molto spesso risaliamo una serie fino al primo capitolo in cui troviamo la gran parte degli elemento che lo hanno reso epico; ma con la saga di Gex avremo un diverso approccio.

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Dopo aver giocato l'intera trilogia, possiamo con certezza affermare che Gex 3: Deep Cover Gecko è il titolo che più si merita di stare qui. La serie di Gex, composta da 3 capitoli, è iniziata nel 1995, continuata nel 1998 e terminata nel 1999. Sviluppato da Crystal Dynamics (gli stessi creatori di Tom Raider, per intenderci), ha mantenuto una fortissima vocazione multipiattaforma. Il piccolo geco è stato giocato su PlayStation, Sega Saturn, PC, GameBoy Color, Nintendo 64 e perfino sulla sconosciutissima 3DO.

Fatto girare sullo stesso motore grafico di Lara Croft (nella versione PlayStation), questa serie vede come protagonista Gex, un geco dalle più disparate capacità. Oltre che saper parlare, conosce le arti marziali, ha molto fascino, ma soprattutto è un grande appassionato di TV.

È proprio questo il mezzo con il quale, sin dal primo capitolo, ha fatto conoscenza con la sua nemesi, Rez, una malvagia locusta con l'obiettivo di conquistare il mondo, proprio attraverso il mezzo televisivo.

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La TV è molto più che un semplice espediente narrativo. I creatori di Gex hanno voluto dare alla saga una forte connotazione di parodia con un'anima critica verso la maggior parte dei contenuti che la televisione degli anni '90 stava offrendo. Da mezzo di comunicazione con intenti nobili, proprio in quegli anni vedeva l'apice del suo primo momento commerciale, andando a preferire la quantità alla qualità dell'offerta. Accompagneremo Gex in questo viaggio che ci porterà ad avventurarci nei vari retroscena del piccolo schermo.

La storia di Gex 3: Deep Cover Gecko inizia con il protagonista che finalmente si gode un po' di meritato riposo dopo aver salvato il mondo per ben 2 volte, e come si rilassa? Ovviamente facendo zapping in TV; ed è proprio così che scopre che la sua ex-collega, l'agente Xtra (impersonata in carne ed ossa dall'attrice e modella Playboy Marliece Andrada) è stata rapita, e che il malvagio Rez è ritornato di nuovo.

Senza pensarci due volte Gex molla tutto e parte per questa nuova missione. Per farlo va alla Gexcaverna e, grazie all'aiuto del suo maggiordomo Alfred, parte alla ricerca dell'agente Xtra. Se avete scorto una somiglianza con quella che è l'ambientazione di Batman e la vita di Bruce Wayne avete visto bene, questa è solo una delle tantissime allusioni alla cultura di massa che fa questo titolo.

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Classificando la saga di Gex tra i videogiochi è senza dubbio un platform game abbastanza tradizionale, con la tipica impostazione a "mondi" ed un level design non troppo dissimile dal più famoso e coevo Crash Bandicoot.

I livelli sono racchiusi in televisori, divisi per genere: abbiamo il mondo di Natale (che un po' ricorda il capolavoro di Tim Burton «A Nightmare Before Christmas»), quello dell'antico Egitto degno de «La Mummia», un mondo noire che sembra uscito dalla penna di Agatha Christie ed anche uno fiabesco ispirato alla fiaba di «Jack e la pianta di fagioli». La varietà è senz'altro un altro fiore all'occhiello della serie di Gex che ,unito al grande uso di humor, lo rende un titolo Retrogems apprezzabile ancora di più dall'adolescenza in su.

Forse chi guarda al gioco strettamente legato al gameplay, Gex 3: Deep Cover Gecko non rappresenta nulla di innovativo, ma non è il nostro approccio.
Il level design, ad esempio, è lodevole. La vastità delle ambientazioni, i livelli esplorabili anche non linearmente, e la letterale montagna di easter egg e "trucchi" di cui è disseminato questo gioco riducono la noia in modo drastico.

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Per uno studioso di videogiochi, se mai esistesse, questa serie rappresenta anche un esempio in cui il mondo videoludico, nato meno di 20 anni prima, e per una serie di fattori affiancato a quella che è la regina del salotto, la TV, sia pronto a competere ed interagire. Se in TV da sempre si è parlato dei videogiochi (forse poco e a volte male), i videogiochi da ora sono pronti a parlare, a loro modo, della TV.

Per quanto concerne invece il gioco in se, è (come ha indicato la critica) un titolo che si distingue dalla media dei rivali ma, sfortunatamente, non raggiunge il top. Un marketing poco efficace o forse, ancora più facilmente, l'aver legato radicalmente la sua trama a determinati aspetti grotteschi della TV, hanno fatto che sì che ben presto i riflettori attorno al geco verde di Crystal Dynamics si sono spenti.

L'avanzamento all'interno del gioco è estremamente simile a titoli come Super Mario 64 dove per accedere ai livelli successivi bisogna aver terminato quelli precedenti raccogliendo, alla fine di ognuno un oggetto, in questo caso un Telecomando. Le monete di Mario o le mele di Crash qui sono sostituite da mosche, 100 in ogni livello.

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Il comparto grafico in Gex 3: Deep Cover Gecko è assolutamente in linea con il periodo: non sotto, ma nemmeno particolarmente sopra la media.
Azzeccato è quello audio che vede una fruttuosa collaborazione tra musiche ben tematizzate con quella che è l'ambientazione dei livelli, ed il lavoro di attori in carne ed ossa nel ruolo di doppiatori.

Se, come gli sviluppatori di questa serie e come chi scrive questo articolo, siete fan del sarcasmo e delle parodie in stile Simpson o Griffin e dei videogiochi di qualità, il giocare a Gex 3: Deep Cover Gecko è da noi di TMAG.it fortemente consigliato.

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