Se ne avevamo il sentore, giocandoci abbiamo colto 5 cose per cui non avevamo e non avremmo dato credito a The Following

Oggi è il giorno di Dying Light: The Following, la corposissima espansione che abbiamo avuto già modo di provare e discutere in occasione della scorsa Gamescom. Ne avevamo un ricordo molto positivo, sebbene da “semplice” contenuto aggiuntivo The Following sia diventato quasi un gioco a parte da quella calda mattina d'agosto a Colonia, e le prime ore di ritorno ad Harran non hanno fatto altro che confermare questa impressione iniziale.

Dying Light: The Following, fornito nell'ambito di una nuova versione del gioco base definita Enhanced Edition, ci porta in una zona mai vista prima della cittadina esplorata nell'exploit dello scorso anno di Techland, più precisamente una nuova area rurale. L'area in questione è funzionale alla più grande introduzione del pacchetto, vale a dire le dune buggy, ma è evidente che limitarlo all'arrivo di un veicolo da guidare sarebbe fargli un'ingiustizia clamorosa.

Se ne avevamo avuto il sentore, giocandoci abbiamo colto 5 cose per cui non avevamo e non avremmo dato credito a The Following. In attesa della nostra ormai prossima recensione, ecco dunque quello che abbiamo imparato scorrazzando in lungo e in largo a bordo di una sgangherata quattro ruote.

Buggy_Driving_FPP

LA STORIA?

The Following ha un'offerta contenutistica in termini di storia che è così forte da non richiedere affatto il completamento del gioco base. Ricordate com'è finito Dying Light? Bene, evitando qualunque tipo di spoiler, sappiate che potete dimenticare tranquillamente quello che è successo nel 2015 ad Harran, perché l'espansione apre un arco narrativo successivo e del tutto slegato.

Lo studio polacco si è immaginato un culto, diventato rapidamente setta, che avrebbe capito come non subire per niente gli effetti del morso di uno zombie. Il protagonista di Dying Light, a fronte della scarsità di Antizin, si interessa subito alla faccenda, scoprendo una mappa che apre ad una zona interamente nuova (quella rurale di cui sopra) e, forse, ad una soluzione a questa epidemia.

Countryside_Carnage

LIVELLO SOPRAVVIVENZA: 12

Il fatto che The Following non abbia una connessione con la trama principale, ma vada ad aggiungersi alla sua fine, non significa che questo, come qualunque altra espansione, non debba pagare “un debito” al gioco di riferimento, ossia Dying Light. Nella fattispecie, ciò vuol dire che il titolo vi suggerirà fin dall'inizio di raggiungere il livello Sopravvivenza 12 con il vostro personaggio prima di avviare l'add-on.

Attenzione, si tratta di un suggerimento, non di un'imposizione: per un problema tecnico su cui preferiamo sorvolare (grazie, PS4, per avermi cancellato i salvataggi del gioco base! NdR), abbiamo giocato con un personaggio quasi completamente nuovo, partendo dal livello Sopravvivenza 2, e ciò non ci ha impedito (nemmeno facilitato...) in alcun modo di portare avanti la modalità Storia. Questo perché The Following, come Dying Light, presenta una ricca varietà di missioni primarie e secondarie da utilizzare per “livellare”, e quindi portarsi più o meno velocemente al passo con il livello suggerito.

The_Faceless_Ritual

SERVE CARBURANTE?

Sì, serve carburante. Per le dune buggy, ovviamente. Techland ci ha tenuto a rendere il più realistico possibile l'uso dell'unico mezzo presente in Dying Light: The Following, donandogli non solo un sistema di guida appagante ma anche un'aderenza con la realtà per quanto riguarda la sua gestione – in soldoni, tocca badare alla spia della benzina proprio come si fa con la nostra auto.

E come si reperisce del carburante? Naturalmente non è possibile chiedere una mano al benzinaio (anche perché l'ultimo benzinaio avvistato in zona, pensiamo, avrà una mano rancida e di certo poco amica...), ma The Following permette di passare per delle stazioni di servizio, non moltissime quelle ancora attive, e trafugare dai tanti veicoli abbandonati in strada del prezioso gasolio. Il gioco offre anche l'opportunità di portarsi dietro delle taniche con cui riempire il serbatoio in qualunque momento, quindi, almeno per ora, sembra difficile restare appiedati in mezzo al nulla.

Countryside_buggy_rampage

LA DIFFERENZA TRA DYING LIGHT E THE FOLLOWING

La differenza più palpabile tra Dying Light e The Following sta senza dubbio nell'urbanistica. Si nota fin da subito, trattandosi di un contenuto aggiuntivo ambientato in una zona rurale, che The Following è stato pensato con campi aperti da attraversare a bordo delle dune buggy, selling point dell'espansione.

E questo comporta che l'add-on abbia un funzionamento particolarmente diverso dal gioco base, incentrato su una città (Harran) con tanti palazzi e un gameplay che, conseguentemente, ruota intorno al parkour e all'arrampicata sugli edifici. La giocabilità non è cambiata troppo, non aspettatevi un titolo totalmente diverso adesso, ma è chiaro che introducendo dei mezzi l'ago della bilancia si sia spostato sensibilmente e i piedi siano tornati (o lo siano come mai visto prima) per terra.

Volatile_night_attack

LA FIDUCIA È TUTTO

Come nella vita, anche in Dying Light: The Following la fiducia è tutto. A riprova di ciò, Techland l'ha utilizzata come principale mezzo di progressione nell'ambito delle missioni della storia di The Following. Più si fideranno di voi, più gli abitanti della nuova area rurale, nonché membri del culto di cui parlavamo in introduzione, saranno disponibili a farvi sapere di più della loro setta.

Quindi, oltre che un modo per accertarsi che gli utenti esplorino le missioni secondarie, quello di Techland è un espediente che si lega a doppio filo con la narrazione e risulta particolarmente riuscito in tal senso, perché dà un senso ad azioni che altrimenti sarebbero slegate le une dalle altre e finirebbero per limitarsi al classico grinding. Alla fiducia si aggiunge lo skill tree del Pilota e una serie di potenziamenti o personalizzazioni dei veicoli di cui parleremo in fase di recensione.

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