Nathan Drake, John Shepard, Marcus Fenix, Tommy Vercetti, Ezio Auditore. Ce ne sono a decine anche in questo caso, ma quale protagonista più di tutti si merita un posto nel videogioco perfetto?

Vi siete mai fermati un attimo a riflettere e a pensare per poi esclamare: ah, che bello se potessi realizzare io, il videogioco che ho sempre sognato... ? Una situazione che mi è capitata spesso di vivere in questi primi 20 anni circa di "carriera" da videogiocatore. Quanto sarebbe figo unire la grafica di quel gioco, con la longevità di quell'altro, il gameplay di quest'altro e il sonoro di quell'altro ancora? Si, sarebbe fighissimo poter prendere le cose migliori di ogni capolavoro videoludico per realizzare quello che è - per me e nel vostro caso per voi - il videogioco definitivo.

Bene, questo è quello che mi propongo di fare in questo mio nuovo video, una sorta di laboratorio videoludico in cui andrò ad individuare quattro differenti giochi per quelle che sono le altrettante classiche categorie con cui si giudica un videogioco. Ovvero sia: grafica, longevità, sonoro e gameplay. Con l'aggiunta della scelta del protagonista più interessante con cui abbia mai giocato.

GRAFICA

Partiamo quindi dalla grafica, la caratteristica che più salta all'occhio non appena si prende in mano un nuovo gioco. Negli ultimi trent'anni sono stati fatti passi da giganti in tal senso, soprattutto nell'ultima decade, dove sembra che gli sviluppatori si siano concentrati quasi solo ed esclusivamente sul comparto grafico. A mio avviso il livello massimo di estetica videoludica, tra quelli che ho giocato io personalmente, è rappresentata ora come ora da The Witcher 3.

Se non siamo vicini al fotorealismo poco ci manca e spesso e volentieri, mentre si sta giocando una partita, ci si dimentica di avere a che fare con un semplice videogioco e non con una vera e propria realtà. I riflessi, i giochi di luce, le ombre, i paesaggi, i personaggi, i mostri, la flora e la fauna sono qualcosa di quantomeno eccezionale, fino ad ora mai visto prima.

LONGEVITÀ

Il secondo aspetto è la longevità, una caratteristica molto importante, anche perché spesso e volentieri si tende a metterla in secondo piano in favore dell'ormai onnipresente multiplayer online o della sopracitata grafica. Non sono un'amante dei giochi infiniti, ma nemmeno di quelli per cui bastano una manciata di ore per vedere la scritta "the end". Il giusto compromesso può essere ad esempio la serie di Grand Theft Auto, la cui storyline principale è senza dubbio ricca e profonda, ma non troppo da stancarti.

Inoltre, le missioni secondarie aggiungono senza dubbio quell'ulteriore tocco di longevità, ma al contempo non obbligando il videogiocatore a portarle a termine e a rimanere attaccato alla console fino all'estinzione. E cosa da non sottovalutare, si tratta spesso e volentieri di attività secondarie davvero divertenti, appaganti. Insomma, ti invogliano a concludere il gioco al 100%.

GAMEPLAY

Altro canone molto importante è il gameplay, quella che può essere considerata un po' l'anima di ogni videogioco e che per molti è l'elemento fondamentale quando si acquista un nuovo titolo, più di ogni altro aspetto. Penso che fra le centinaia di titoli provati, la serie Arkham di Batman sia quella che mi abbia soddisfatto di più da questo punto di vista, che abbia letteralmente ricoperto il ruolo di gameplay perfetto. La saga con protagonista l'eroe mascherato è indubbiamente divertente, accattivante e nel contempo user friendly.

Facile quindi da approcciare in pochi minuti di gioco, unendo la parte action condita da varie scazzottate, con approcci stealth e l'uso dei vari gadget, ma anche vere e proprie sessioni di esplorazione e scalate tramite rampino. Senza dimenticare l'approccio "quiz" con le decine di rompicapo di Enigma. Insomma, un giusto ed equilibrato mix di varie componenti che rende l'esperienza videoludica di Rocksteady davvero al top e da cui numerosi videogiochi hanno giustamente preso spunto per migliorarsi.

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Il "nuovo" Nathan Drake.

SONORO

Fino a pochi anni fa il sonoro veniva considerato un elemento secondario di un videogioco. Ai tempi degli 8 e dei 16 bit era raro trovare suoni in un videogame che andassero al di là delle classiche canzoncine elettroniche tutte molto simili, e di qualche effetto sintetizzato. Ora la componente audio in un videogioco è essenziale, al pari delle categorie di cui sopra. Non è una novità ascoltare colonne sonore realizzate da artisti internazionali di prim'ordine. In questo caso non ho voluto inserire di proposito un singolo titolo, poiché numerose sono le produzioni che hanno solleticato il mio udito negli ultimi anni.

A partire dall'iconico tema di Uncharted, che ci accompagna dal primo capitolo con il ladro Nathan Drake. O la colonna sonora del Dovakhin in Skyrim, rimbalzata praticamente ovunque su internet. Senza tralasciare l'azzeccatissimo tocco elettronico per i temi del primo Mass Effect, composti dalla mano esperta di Jack Wall. Insomma, tutto ciò per dirvi che il videogioco perfetto dovrebbe presentare una colonna sonora riconoscibile, duratura nel tempo, iconica. Oltre ad un'effettistica audio di qualità, non di certo scontata nei titoli AAA.

PROTAGONISTA

Nathan Drake, John Shepard, Marcus Fenix, Tommi Vercetti, Ezio Auditore. Ce ne sono a decine anche in questo caso, ma quale protagonista più di tutti si merita un posto nel videogioco perfetto? Forse tutti, forse nessuno. Mi viene da dire che, per quanto possa sembrare impopolare ed inusuale come scelta, i giochi che permettono la creazione del protagonista attraverso un editor ad inizio gioco sono quelli che più mi hanno incuriosito e legato a questo aspetto specifico del gioco. Insomma, così facendo vestiremmo davvero i panni di un protagonista perfetto. Per i nostri gusti. Unico nel suo genere, come piace a noi.

Donandogli dei connotati simili ai nostri, o a quelli di un attore e perché no, ad un personaggio di fantasia inventato ad hoc per quello specifico gioco. E come ciliegina sulla torta un sistema basato sulle scelte multiple, per dare non solo un aspetto del tutto originale ai nostri standard, ma anche un carisma affine a quelli che sono i nostri gusti.

CONCLUSIONE

Ora tocca a voi decretare quali sono i titoli che, mescolati, comporrebbero il videogioco perfetto, per i vostri gusti. Ricordatevi: gli aspetti su cui basarsi sono quattro, grafica, longevità, gameplay e sonoro. Più un eventuale protagonista a cui affidare il ruolo di volto della produzione: via!

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