Il design dell'ambientazione di riferimento è già evocativo ed affascinante di suo, e il team di sviluppo ha lavorato molto bene per riprodurlo efficacemente in chiave videoludica

L'universo di Warhammer rientra in quel gotha di immaginari che ha ispirato, nel corso degli anni, una lista di prodotti correlati a cui, sostanzialmente, non c'è mai fine. Tra la versione futuristica 40K, lo sportivo Blood Bowl e, ovviamente, Warhammer Fantasy, giochi da tavolo vari ed eventuali (boardgame, carte, ruolo, ecc.), ce n'è davvero per tutti i gusti.

Nell'ambito che a noi interessa, ovvero i videogiochi, ho avuto l'occasione di provare per alcuni giorni la beta di Warhammer: End Times - Vermintide, uno sparatutto ambientato appunto nell'universo dark fantasy di Warhammer.

Quando ho scoperto chi ci fosse dietro allo sviluppo di Vermintide non ho tirato esattamente un sospiro di sollievo: si tratta infatti di Fatshark Games di cui avevo avuto il dispiacere di recensire Escape Dead Island. Il team stavolta ha scelto la strada dello shooter cooperativo ispirato, per loro stessa ammissione, al mai dimenticato Left 4 Dead.

Nel gioco infatti andremmo ad interpretare un manipolo di eroi intento ad affrontare la roboante invasione di skaven durante i cosiddetti "end times" ovvero, secondo il canone ufficiale, un periodo apocalittico che annuncia la fine del mondo a seguito dell'apparizione della cometa a due code. Che Vermintide sia ispirato a Left 4 Dead lo si nota dal primo secondo in cui si gioca: interfaccia, alcune animazioni, il gameplay, ed in generale il feeling della produzione ricordano moltissimo il lavoro di Turtle Rock Studios.

Lo scopo ultimo del gioco è infatti arrivare dal punto A al punto B del livello, annientando nel frattempo tutti gli skaven che si parano davanti al giocatore, in un turbinio di sangue e violenza. Il gameplay inoltre è il medesimo, con lo stesso focus per la collaborazione tra giocatori e le ondate di nemici che escono dalle fottute pareti, a volte letteralmente.

La situazione si fa pericolosa.
La situazione si fa pericolosa.

Parlando però di un contesto fantasy-medievale, in Vermintide ovviamente le armi da fuoco passano in secondo piano rispetto a Left 4 Dead, e l'azione di gioco si "accorcia", per così dire. Insieme ad un'arma secondaria - una balestra, un moschetto o una pistola, ecc. - ogni personaggio possiede un'arma da mischia con la quale falciare i malcapitati skaven. Il risultato finale è molto interessante dando alle situazioni di gioco molta più ansia e frenesia di quella che darebbe sparare da lontano ad un mucchio di zombie, ma tutto questo divertimento lo si paga con un caos incontrollato.

Come succede in titoli che funzionano in modo analogo (penso a Skyrim in primis), le hitbox dei colpi sono abbastanza casuali così come l'impatto dell'arma sull'avversario. Al netto del rapporto tra il valore dell'arma e l'effettivo risultato nel gioco che andrà verificato con la build finale (anche se le differenze ad oggi sono minime), ciò che succede è che colpire con uno spadino, un'ascia o uno spadone non fa molta differenza e produce lo stesso effetto a livello visivo.

Ed è un peccato perché Fatshark ha lavorato molto sul feeling estetico del gioco. I modelli dei personaggi sono ben caratterizzati, le ambientazioni sono davvero evocative, in particolare il livello cittadino mi ha colpito positivamente con una cura nel design molto precisa, con la pioggia a dare un ulteriore senso di "oscurità" al tutto, i resti degli assedi tra fuochi e crolli strutturali, e il grottesco colorito della luna a dare un tocco inquietante al tutto.

In particolare ho apprezzato alcune idee riguardo l'equipaggiamento dei personaggi, tra questi quello della Maga Ardente. La stregona possiede infatti uno scettro che lancia delle sfere di fuoco (di fatto la sua arma principiale è quella "da fuoco") che possono essere caricate per trasformarsi in vere e proprie granate fatte di fiamme. Lo scettro però si surriscalda, e se non viene assorbito il calore infligge danni al personaggio.

I personaggi disponibili nella beta.
I personaggi disponibili nella beta.

I feroci skaven, come gli zombie di Left 4 Dead, sono sempre in gran numero, veloci e dannatamente furiosi. Anche in questo caso sono divisi in classi rigorosamente prese dal setting di riferimento, come i colossali Rattogre, i Globadieri che lanciano intrugli velenosi, e così via. Non si lanciano mai in tattiche troppo raffinate preferendo il gettarsi con violenza sui giocatori, generando delle situazioni molto frenetiche ed ansiogene.

Le partite quindi sono molto lineari e, alla lunga, inevitabilmente ripetitive. Nonostante durante le missioni ci siano dei momenti in cui l'azione di gioco varia leggermente, tra questi la necessità di accumulare esplosivo per far esplodere un portone o distruggere delle macchine belliche skaven, alla fine il gameplay non varia così tanto.

La noia che potrebbe venire a crearsi dopo un po' di partite viene limata da un sistema interessante elaborato da Fatshark. Alla fine di ogni missione infatti si ha la possibilità di lanciare dei dadi, di qualità e quantità diverse a seconda della difficoltà e dell'andamento della partita, vincendo degli oggetti (armi, vestiti, armature) con cui equipaggiare gli eroi.

Questo elemento è un'ottima idea per dare un po' di respiro al gioco e garantire maggiore longevità, le missioni a difficoltà massima infatti sono molto difficili e si viene spinti a cercare oggetti più forti per avere più possibilità di completarle. A corredo c'è anche un sistema di crafting abbastanza classico basato sulla rarità degli strumenti, con il quale è possibile creare nuovi oggetti sbarazzandosi di altri che magari sono poco utili.

La mappa tramite la quale possiamo scegliere le missioni da affrontare.
La mappa tramite la quale possiamo scegliere le missioni da affrontare.

Ultime considerazioni sul comparto tecnico di Vermintide, prima di rinnovare l'appuntamento con la release (e relativa recensione) del gioco che arriverà il 23 ottobre prossimo. Devo dire che la fatica di Fatshark si lascia apprezzare a livello estetico. Il design dell'ambientazione di riferimento è già evocativo ed affascinante di suo, e il team di sviluppo ha lavorato molto bene per riprodurlo efficacemente in chiave videoludica.

Le atmosfere sono azzeccatissime, tra luci e colori molto scuri, pochi ma efficaci dettagli scenografici ed un buon comparto sonoro ad accompagnare le schermaglie. Il livello cittadino tra quelli proposti nella beta mi è piaciuto particolarmente, ma devo ammettere che anche la palude con relativo laboratorio skaven fa la sua porca figura.

Graficamente Vermintide si presenta molto bene tra luci (il fuoco in particolare è molto ben realizzato), effetti particellari, texture e modelli poligonali tutto funziona a dovere, tranne per le animazioni che sono un po' legnose e non troppo al passo coi tempi, probabilmente a causa dell'ispirazione a Left 4 Dead (l'animazione dell'applicazione del pronto soccorso è identica). Il netcode sembra già abbastanza buono, considerando che la beta a cui ho partecipato era riservata solo alla stampa e agli streamer non ho avuto particolari problemi a livello tecnico, né ho dovuto sopportare attese troppo lunghe, relativamente al fatto che si tratta di una build ancora preliminare, s'intende.

Warhammer: End Times - Vermintide è quindi ciò che ci aspettavamo, un Left 4 Dead calato in pieno nell'universo di Warhammer Fantasy, con i suoi pregi e difetti che già conoscete se avete giocato almeno una volta allo sparatutto di Turtle Rock Studios. Dalla sua Vermintide ha un fascino del tutto particolare per chi apprezza l'ambientazione di riferimento, ed inoltre pone gli scontri su una nuova dimensione, ovvero quella del corpo a corpo. Per quanto riguarda la longevità e quanto questa possa essere influenzata dal sistema di raccolta oggetti non ci resta che attendere una build più recente.

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