Primal è ambientato 10.000 anni fa. Diecimila. All'epoca in cui l'uomo era alla mercé delle creature preistoriche come mammuth e tigri dai denti a sciabola

Ok, è stato annunciato con un solo trailer di presentazione ed un dietro le quinte in cui viene sviscerata la natura del gioco. Ma il mio hype per questo titolo è già ad altissimi livelli. Perché? Forte delle esperienze con Far Cry 2, 3, ma soprattutto l'ultimo, il mio amore per questa serie è considerevolmente aumentato di produzione in produzione. Far Cry 4 mi ha tenuto incollato alla PlayStation per ore ed ore senza stancarmi mai, tant'è che ancora oggi, quando ho tempo, mi faccio più che volentieri una scorrazzata nel Kyrat.

Oggi però si parla di Far Cry Primal, un titolo che, come detto, è stato annunciato nella serata di martedì, ma di cui si era già parlato nelle ore antecedenti con immagini e video teaser apparsi sulla rete. Erroneamente rivelato da IGN, è stato il motivo per il quale Ubisoft ha pubblicato una diretta parecchio misteriosa sul suo canale YouTube. Molti se ne sono già lamentati - e te pareva - additandolo come un gioco che non saprà assolutamente proporre una trama interessante, ne un gameplay degno di essere chiamato tale.

Il motivo? Presto a dirlo, Primal è ambientato 10.000 anni fa. Diecimila. All'epoca in cui l'uomo era alla mercé delle creature preistoriche come mammuth e tigri dai denti a sciabola. E la cosa mi piace. Eccome se mi piace! Vestiremo i panni di Takkar, un esperto cacciatore e ultimo superstite del suo gruppo. O meglio, della sua tribù. Per quanto riguarda l'ambientazione, verremo catapultati in Oros, terra ricca di elementi, prede e soprattutto predatori, durante l'età della pietra.

Insomma, appendiamo al chiodo chiavi di auto, moto e qualsiasi tipo di arma da fuoco per impugnare armi da taglio preistoriche e spostarci per mezzo di animali o imbarcazioni primitive. È vero, l'incipit non è di certo quanto di più usuale abbia da offrire il mondo dei giochi in prima persona, ma avremmo davvero retto un altro, ennesimo Far Cry del tutto similare agli ultimi due? Io non credo. Ed è qui che nasce il paradosso di chi accusa Ubisoft di essere una macchina per soldi. Pensate davvero che sarebbe disposta a rischiare tutto, mettendosi in gioco stravolgendo il mondo "classico" di Far Cry, se come suo unico ed ultimo scopo ci fossero i soldi? Pensateci.

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Ma parliamo del gioco in se, sulla base di quel poco che è stato mostrato. Come detto l'età della pietra sarà il periodo storico in cui verrà ambientato Primal. Una situazione di assoluta precarietà, dove saremo chiamati a sopravvivere in una posizione di netto svantaggio rispetto alla natura che ci circonda e presumibilmente ai nostri simili. Ma cosa lo rende così appetibile per il sottoscritto?

Giochi come The Forest e Rust, non lo nascondo, mi hanno da sempre intrigato, e l'idea di vedere una produzione del colosso francese pensata e sviluppata in quei termini mi piace parecchio.

Si può considerare una rivoluzione di genere? A mio avviso ci sono tutte le carte per far si che ciò avvenga. Un altro esempio sulla falsa riga è Horizon: Zero Dawn, esclusiva PlayStation 4 dove a farne da padrone non saranno più armi da fuoco e guerre tra simili, ma anche in quel caso un ritorno alle risorse di difesa più basilari ed elementari che l'uomo abbia mai prodotto e creato.

Qual è la vostra posizione in merito a Far Cry Primal? Parliamone, svisceriamo ogni possibile dubbio a riguardo, dibattiamo. Vi incuriosisce?

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