A prescindere dalle polemiche e dai presunti capitoli tagliati fuori, ritengo sia il Metal Gear più fisico e significativo dell'intera saga

Salve giovani e benvenuti! Anche questo martedì ci perderemo un pochino sulle cose che succedono nella nostra amata industria, e faremo le consuete quattro chiacchiere. Avete visto il mio tatuaggio su Metal Gear Solid V: The Phantom Pain?

Dovete sapere che non rappresenta affatto un simbolo di fanboyismo, ma una decisione ponderatissima: come vi ho ripetuto più di una volta, la saga creata da Hideo Kojima è senza dubbio quella che più mi ha ispirato da quando gioco ai videogiochi e, dato che ormai dal mio primo contatto con una home console sono passati quasi 26 anni, ho scelto di rendere omaggio a questa mia passione, usando il mio corpo come tramite di un messaggio che voglia sia ben saldo nella mia testa.

Ho scelto The Phantom Pain proprio per questo: a prescindere dalle polemiche e dai presunti capitoli tagliati fuori, ritengo sia il Metal Gear più fisico e significativo dell'intera saga.

È senza dubbio il più fisico per il messaggio molto più terreno rispetto al meraviglioso Snake Eater e al primo MGS: si parla di lost limbs, vere e proprie parti del corpo che vengono tranciate di netto, la perdita è violenta, fisica, genera appunto dolore fantasma; un dolore fantasma che si ricollega benissimo alla storyline di Quiet, personaggio geniale, una delle invenzioni più incredibili di Kojima per trasmetterci il dolore di Venom.

Credo di essermi ben spiegato sul discorso di tema fisico e solo dopo conseguentemente spirituale, ma perché considerare questo The Phantom Pain significativo?

Hideo ci ha reso i Patriots e adesso ci rende davvero Big Boss, fuori da ogni intrigo, fuori da ogni stato che ci dà ordini

Hideo Kojima ha voluto trasmettere il dolore che prova un uomo di fronte a scelte non semplici e all'enormità della guerra: attenzione, ho detto di un uomo, non di Big Boss, perché ormai sono convinto che il nostro amico non voglia mettersi in contatto con il suo eroe, quel John Doe che ormai è leggenda, ma con quelli che hanno vissuto sempre dietro la leggenda, ovvero i videogiocatori, gli stessi videogiocatori che hanno portato Solid Snake ad agire per le mani di Cypher, anzi dei Patriots in maniera inconsapevole.

Hideo ci ha reso i Patriots e adesso ci rende davvero Big Boss, fuori da ogni intrigo, fuori da ogni stato che ci dà ordini, ci rende l'opposto di ciò che siamo sempre stati, ciò che dovevamo interpretare nel nostro copione di gamer.

È vero, ci si sente presi in giro, non esistono verità, solo interpretazioni, ma è altrettanto vero che montare questo gioco farsa solo per giustificare la storia dal 1984 al 2015 è qualcosa che è possibile solo grazie al medium videoludico. Questo concetto per me è molto più significativo di qualsiasi altro trattato nella saga, e vede la sua incarnazione nella più comune emozione umana: la vendetta.

Mentre negli altri capitoli i temi erano la crescita, la pace, la giustizia, la genetica e la questione del deterrente nucleare, qui si scende a cose più "basse", più umane e sicuramente più vere: la vendetta, anche se incompiuta, è il primo sentimento che si prova a torto subito, poi può scemare o addirittura scomparire ma è vera, umana, universale.

Niente più attese, niente più hype, non ci sarà più spazio per i serpenti e anche se Konami volesse portare avanti la saga sarà, agli occhi di noi puristi, uno spin-off

Dare connotati umani ad un prodotto puramente finzionale ha secondo me dell'incredibile, una sfida che difficilmente poteva esser superata, eppure Hideo Kojima ci è riuscito, giocandosi la carriera e la sua saga più importante, venendo scaricato, subendo forse anche tagli al prodotto finale. Si è finalmente liberato di quell'Ogre, quel demone che si porta dietro dai tempi di Snake Eater e che finalmente è riuscito ad esternare, regalandolo a noi, ormai coscienti di dover trasportare per sempre questo dolore senza appello: Metal Gear Solid è morto, evviva Metal Gear Solid.

Niente più attese, niente più hype, non ci sarà più spazio per i serpenti e anche se Konami volesse portare avanti la saga sarà, agli occhi di noi puristi, uno spin-off, mai più nulla di canonico. Big Boss è morto, lo è il suo fantasma, Solid è senza forze e ormai non combatterà mai più.

Io ho scelto di avere questo ricordo con me sia in senso metaforico che fisico: Metal Gear non ci sarà più, ma io lo avrò con me vita natural durante.

E niente, questa è la storia del mio tatuaggio, almeno potrò aver per sempre la sensazione che V stia arrivando, anche se ormai è arrivato da un pezzo. Voi avete mai fatto qualcosa del genere? Raccontatemi, giovani!

Ci si rilegge martedì prossimo e, come al solito, pace!

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