Stavolta il cloud non c'entra niente secondo Pachter, ma l'elemento su cui bisogna concentrarsi è la rarefazione dell'offerta videoludica

Sebbene Micheal Pachter sia noto per le sue sparate a dir poco bizzarre sul futuro dell'industria dei videogiochi, ogni tanto anche lui dice delle cose condivisibili per la legge dei grandi numeri. Nel corso degli anni ne abbiamo sentite parecchie di teorie del noto analista, e stavolta è tornato a parlare del suo cavallo di battaglia: il concetto di "console per videogiochi".

Durante il DICE 2015 (il summit dedicato al mondo dei videogiochi promosso dalla Academy of Interactive Arts & Sciences) Pachter ha avuto l'occasione diesprimere le sue opinioni riguardo ciò che vede nel futuro dei videogiochi. Nell'edizione di quest'anno è tornato a parlare delle console, definendo in buona sostanza che questa sarà l'ultima generazione di console per come le abbiamo conosciute finora.

Già nel 2009 un articolo della versione statunitense di Wired trattò dell'argomento, con lo stesso Pachter ad affermare il medesimo punto del discorso del DICE.

Nel corso degli anni si è parlato moltissimo di come il cloud sarà, secondo gli illuminati dalla tecnologia, la chiave di volta per il futuro di questa industria. La verità è che il cloud è ben lontano dall'essere la chiave di qualsiasi cosa per diversi motivi, tutti racchiusi nel digital divide che divide il mondo.

Stavolta il cloud non c'entra niente secondo Pachter, ma l'elemento su cui bisogna concentrarsi è la rarefazione dell'offerta videoludica che, secondo l'analista, porterà un giorno non troppo lontano a rendere le console obsolete ed inutili.

Se in passato per poter videogiocare c'era bisogno di una console o di un PC, ora è possibile farlo con qualunque dispositivo abbia una CPU, una GPU, un controller (o qualsiasi periferica di input) ed un display. Ovvero smartphone, tablet, ibridi come Nvidia Shield, e i set-top box come quelli proposti da Amazon e Apple.

Apple TV.
Apple TV.

Pachter ipotizza, in modo del tutto paradossale, che l'esistenza delle console limiti l'espansione del mercato videoludico, il quale se non avesse lo sbarramento rappresentato dall'elevato costo dell'hardware, potrebbe raggiungere numeri ancora più elevati.

Nonostante il videogioco si sia diffuso a dismisura negli ultimi anni grazie a Wii, agli smartphone e in generale alla "cultura delle app", i numeri dell'attuale generazione di console saranno più bassi di quella precedente. "Wii U venderà 20 milioni di unità in confronto alle 100 milioni di Wii", dice Pachter. "PlayStation 4 venderà 120 o 130 milioni, niente male. Xbox One venderà dai 100 ai 100 milioni, niente male. Sommandole insieme fanno 260 milioni di unità, circa, mentre nell'ultima generazione sono state 270 milioni".

Come abbiamo già detto, Pachter è convinto del fatto che in futuro basterà un qualsiasi dispositivo ad avere delle determinate caratteristiche per giocare. "Quando dico che questo sarà l'ultimo ciclo di console, intendo che i giochi non avranno più bisogno di una console. E non parlo del cloud.", continua Pachter. Secondo lui nei prossimi anni i set-top box saranno sempre più sofisticati, e quindi nell'ultimo periodo di vita delle attuali console "tutti voi avrete una CPU/GPU nella vostra casa connessa alla televisione".

Va fatto un appunto al signor Pachter. A voler essere del tutto onesti basterebbe un portatile di fascia medio/alta con uscita HDMI per poter giocare in salotto ai propri videogiochi preferiti. Ma a questo punto entra in campo il discorso del prezzo a cui accennavamo poc'anzi.

In un futuro in cui un set-top box di Amazon, ad esempio, sarà in grado di far girare un Call of Duty (o un qualsiasi altro gioco popolarissimo tra molte fasce di popolazione, giocatori o non) ci sarà la vera svolta. "Cosa succede quando abbassi il livello di entrata cosicché nessuno debba comprare una console? Se Activision vende 20 milioni di copie di Call of Duty a possessori di console, quante altre persone lo compreranno se non avessero bisogno di comprare una console? Immagino altrettante 20 milioni.".

Addio console?
Addio console?

Il concetto alla base del ragionamento non è affatto sbagliato. Pensate a quante persone già oggi spendono centinaia di euro per una console, per poi giocare solo a FIFA o un altro paio di titoli scarsi. Sicuramente per questo tipo di utenti è molto più appetibile un hardware che costa molto meno, visto che non hanno intenzione di seguire tutte le uscite ma solo alcune, o addirittura una. Una fascia di popolazione che Pachter stima essere intorno ai sette milioni di persone.

"Credo che il mercato dei giocatori tradizionali possa allargarsi. Ma l'unico modo perché ciò accada è togliere le console dall'equazione, e aprire alle persone che non vogliono o non possono comprarsene una" continua Pachter. "Credo che questo passaggio al download in digitale dei giochi completi, dove chiunque ha la possibilità di giocare ad un gioco senza dover investire 399$, sia una grossa opportunità. È una opportunità per chiunque, tranne per i retailer e forse per i produttori di console".

I publisher in questo modo avrebbero più controllo sulle politiche di distribuzione dei propri prodotti. Secondo Pachter questo sistema potrebbe funzionare con una sorta di abbonamento mensile di un paio di dollari per poter accedere ad un tale videogioco, un po' come succede per Netflix. I consumatori avrebbero un hardware molto meno costoso e la possibilità di giocare ciò che vogliono pagando il giusto prezzo.

Pachter tende a sottolineare che quando intende che questo sarà l'ultimo ciclo di console, non vuole dire che tutto d'un tratto Sony, Microsoft e Nintendo abbandoneranno il mercato. "Non voglio dire Microsoft, Sony e Nintendo chiuderanno ed andranno a bancarotta, non lo faranno. Ognuna di loro farà un'altra console, alcuni la compreranno e il prossimo ciclo di console sarà l'equivalente di ciò che è stato 3DS per DS [i portatili Nintendo NdR]. Il 3DS vende circa 15 milioni di unità all'anno, il DS per cinque anni consecutivi vendette più di 26 milioni di pezzi. Quindi sarà circa la metà.", sostanzialmente Pachter ipotizza uno scenario in cui le console saranno prese in considerazione sempre di meno.

Quanto di ciò che ha detto Pachter può essere lontanamente realizzabile non è dato saperlo. Sono troppe le variabili in gioco: tra retailer, consumatori, fabbriche produttrici di console e i tre grandi competitor. Qualcosa che somiglia alle previsioni espresse dall'analista c'è, però.

Michael Pachter
Michael Pachter.

Penso a Project NX, la futura piattaforma di Nintendo che più di una volta è stata battezzata come "rivoluzionaria" e "qualcosa di mai visto prima". Sappiamo che la casa di Kyoto è stata sempre pioniera nell'ambito dei videogiochi... e se fosse davvero la prima console creata con l'intento di sfruttare il digital delivery? Sarebbe un ottimo compromesso tra le teorie di Pacther e la realtà dei fatti: una eventuale console a prezzi abbordabili per la mancanza di supporto fisico.

Una speculazione che gira in rete è quella secondo cui Xbox One potrebbe effettivamente essere l'ultima console di casa Microsoft. Considerate le grandi spese di ricerca e sviluppo per creare una console, i costi per produrla e il fatto che ogni pezzo viene venduto quasi in rimessa, la casa di Redmond potrebbe realmente abbandonare lo sviluppo di hardware videoludico. Inoltre, per quando sia in leggera rimonta, Xbox One sta facendo molta fatica ad imporsi sul mercato e per l'azienda rappresenta una grande perdita economica.

Mettiamoci anche che Microsoft sta facendo di tutto per accentrare tutta l'esperienza "Xbox" in Windows 10, tra il sistema operativo condiviso, lo sharing e le esclusive che, prima o poi, arriveranno tutte su PC. In questo modo i giocatori potrebbero acquistare un solo sistema, il PC appunto, ed usufruire però di due enormi cataloghi, ovvero le esclusive PC e quelle Xbox.

Inoltre c'è Apple TV e il set-top box di Amazon, così come quelli di altri produttori. Sebbene siano prodotti ad oggi poco utili, pensando sempre all'esempio del PC portatile di cui sopra, rappresentano sicuramente una novità e un elemento da tenere se non altro sotto osservazione per il futuro.

Che stavolta Michael Pachter ci abbia visto più giusto del solito? Dalla prossima generazione le console saranno destinate a sparire? Fateci sapere cosa ne pensate, come sempre, nei commenti.

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