Di carne da gettare in pasto ai giocatori ce ne sarebbe tanta, limitata solo dalal fantasia e dalla voglia degli sviluppatori

Allen Brack, executive producer di World of Warcraft, ad agosto ha dichiarato che non ci sarà un seguito per il più popolare MMORPG della storia videoludica. A un passo dalla prossima espansione, Legion, che continuerà ad arricchire i suoi contenuti, uno dei successi più grandi del mercato PC di tutti i tempi stenta a ripetersi, anche in prospettiva.

Cancellato quello che sembrava poter essere il suo successore, ovvero Project Titan, Blizzard probabilmente ha pensato che fosse maggiormente redditizio concentrarsi su altri tipi di multiplayer game, e che i MMORPG, nell'incarnazione classica identificata con il theme park, in realtà continuavano a perpetrarsi in WoW, ma erano destinati, dopo di lui, all'insuccesso. L'impossibilità del ripetersi ai livelli del gioco uscito nel 2004 è causa fondamentale per tirare avanti Azeroth il più possibile, per anni ancora, senza dover preoccuparsi di gettare soldi nel calderone incendiario di un suo seguito.

Ma siamo così sicuri che produrre semplicemente una sorta di World of Warcraft 2.0, magari con un restyling classico e con un nuovo sistema di business non possa far ritornare a volare le sottoscrizioni al pari delle cavalcature volanti su Draenor? Il dilemma in realtà è lecito e soprattutto potrebbe essere nelle menti degli sviluppatori di Blizzard già da tempo.

Una sorta di piano B, in caso di precipizio totale degli abbonati, anche dopo l'ennesima espansione. Per anni abbiamo aspettato il restyling di Anarchy Online da parte di Funcom, cosa arrivata solo di recente, quando ormai il motore grafico di Age of Conan è diventato anch'esso superato. Il rischio è questo: arrivare al passo decisivo troppo tardi. Nonostante il "remake" stilistico delle varie razze e di alcuni ritocchi grafici di cui la grafica di World of Warcraft ha beneficiato in questi anni, il motore del gioco è rimasto sempre lo stesso.

Certo, passi avanti, ripetiamo, ne sono stati fatti, ma è innegabile che un videogame del 2004 sia anche abbandonato perchè a livello visivo in giro c'è di (molto) meglio. E sinceramente un aggiornamento in Unreal Engine 3/4 di un gioco di successo come World of Warcraft, nonostante la sua età, potrebbe fare miracoli. Oltretutto l'impatto economico sarebbe decisamente minore di proporre un nuovo MMORPG, anche perché in questo modo la produzione delle nuove espansioni potrebbe introdurre possibilità di gameplay che il vecchio motore non consentivano.

All'atto pratico, lo stile visivo di World of Warcraft rimane pressoché immutato di espansione in espansione.

Altra possibilità esplorabile per modernizzare WoW "a costo zero", sarebbe aprire alla community un prodotto come "the forge" già visto in un MMO come Neverwinter, e prima, sempre da parte di Cryptic Studios, anche in Star Trek Online. Cioè uno strumento che possa far sviluppare quest ed avventure, anche istanziate, agli stessi player. Di sicuro sarebbe un'opzione da studiare nei minimi dettagli, ma assomiglierebbe ai mod dei vari Elder Scrolls che hanno fatto la fortuna di molti giochi. Senza contare che giocatori coinvolti in prima persona si sentono sempre più partecipi delle sorti di un prodotto, a differenza di chi lo subisce solo passivamente.

Altra "occasione discount" per Warcraft potrebbe essere proporre crossover con altri giochi Blizzard. Le espansioni, almeno fino a Legion, cominciano a dare segni di stanca ed allora perché non approffittare del ricco universo a disposizione della softco? Si era fantasticato, tempo fa, di una commistione fra personaggi dell'universo Warcraft e quelli di Starcraft, giustificati da una trama che prevedeva mondi paralleli e viaggi nel tempo.

Orchi e Zerg alleati contro gli umani sarebbe uno spettacolo indimenticabile, e darebbe una nuova linfa vitale indimenticabile al MMORPG. Ma anche prendendo spunto da Diablo, le cose sarebbero decisamente eccitanti, e magari ancora più giustificabile da un punto di vista "storico". Ed entrambe le ipotesi avrebbero il vantaggio di unire fan di franchigie diverse, aumentando, almeno per curiosità, la base giocabile non di poco.

Anche introdurre una serie più ampia di mini-game potrebbe consentire un giusto diversivo. In alcuni MMORPG come Star Wars The Old Republic si può combattere fra le stelle nella propria astronave, oltre che andare classicamente in giro in terza persona. Magari anche in World of Warcraft si potrebbe escogitare una cosa del genere. Senza contare che un vero e proprio PvP non istanziato, totalmente open alla Warhammer Online, visto le fazioni in gioco, sarebbe osannato da tutti.

Insomma, di carne da gettare in pasto ai giocatori ce ne sarebbe tanta, limitata solo dalal fantasia e dalla voglia degli sviluppatori. Staremo a vedere se una di queste "fantasie" potrebbe presto divenire realtà.

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