Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente è giunto anche su console e senza paura di essere smentito posso assicurarvi che non giocherete niente di meglio in questi mesi del 2015, almeno parlando di avventure grafiche. Poco importano i giochi di Telltale, poco importa la marea di indie che ha come obiettivo l’uscita nel 2015: l’ultimo atto sviluppato da Revolution Software è qualcosa di semplicemente straordinario, che i PC gamer hanno potuto godersi 365 giorni fa.

Ora, con l’arrivo su console (PS4 e Xbox One) non esiste più nessuna scusa per allontanarsi da un videogioco che trasuda bellezza artistica da tutti i pori. Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente inizia con un breve prologo nella Catalogna del 1938, dove un commando di fascisti fa irruzione in una villa di una famiglia. Il padre fa appena in tempo a mettere in salvo moglie e il figlio, quando viene ucciso da due soldati che poi sottragono dalle sue mani il quadro La Maledicciò. Subito dopo siamo a Parigi e quel quadro, tra tanti altri, è protagonista di una mostra alla quale partecipano anche i due protagonisti, ovvero George Stobbart (assicuratore) e Nico Collard (giornalista).

Tutto sembra procedere in maniera tranquilla, ma un criminale entra all’interno della galleria d’arte Le Lézard Bleu e dopo aver preso il quadro ne uccide il proprietario. Grazie all’incapacità di un ispettore di polizia e la volontà del capo di George a non pagare il risarcimento, Stobbart e Collard intraprendono un lungo viaggio che collega Parigi, Londra e la Catalogna alla ricerca del mandante dell’omicidio e del proprietario del quadro.

A primo impatto, la storyline di Broken Sword 5 forse vi può lasciare insoddisfatti, magari la state paragonando a un vecchio film noir (di quelli che non fanno più). È vero, ve lo posso assicurare: per la prima ora tutto sembra qualcosa di visto e rivisto, ma è subito dopo che la coppia Stobbart e Collard scoprono qualcosa di molto più complesso, che emerge a galla trascinando i due protagonisti in un turbine di eventi mozzafiato, che spaziano da complotti internazionali a ex agenti russi del KGB, mossi da antiche leggende e ordini religiosi.

Come un vaso di Pandora, tutto ciò che si dipinge su schermo è stato tale da tenermi incollato per tutte le 10 ore circa necessarie a completare la fitta trama, che ha bisogno di personaggi dalle sfumature più che chiare per reggere. Al di là della coppia protagonista, secondari e villain hanno una caratterizzazione adatta allo stile del gioco e alla sua atmosfera (che non vuol dire realista). Padre Simeon, Lane, Eva e Marcos sono solo alcuni delle tante persone che rimangono ben impresse nella mente, anche dopo aver posato il pad a fine avventura.

Come ogni avventura grafica che si rispetti, non c’è un game over e per avanzare nella trama è necessario completare alcune sfide ed enigmi. Mi è stato chiesto, ad esempio, di liberarmi di uno scarafaggio oppure di travestirmi per trarre in inganno una vedova per riuscire a farla parlare. Queste due azioni sopracitate hanno richiesto un impegno non indifferente per trovare nelle stanze tutti gli elementi necessari e combinarli tra di loro.

Chi ha giocato più titoli appartene al genere ha cambiato al volo a cosa mi riferisco. Non mancano messaggi in codice da decifrare e classici puzzle game, dove molte volte ho dovuto procedere per tentativi prima di capire il corretto percorso logico da svolgere. In questo, sottolineo, Broken Sword 5 fa solamente il suo lavoro e non eccelle, né più né meno: è tutto ciò che mi aspetto da una pura e “semplice” avventura grafica, che ogni tanto però frena il ritmo leggermente più veloce preso dal gameplay e quasi esita, impedendo all’opera di sbocciare nella sua interezza nel momento più adatto, prolungandone l’attesa.

La sfida di Revolution Software non è sicuramente far accettare il quinto capitolo della serie di Broken Sword al pubblico, ma rendere un punta e clicca godibile anche su console. Ci sono pochi generi che obbligatoriamente si giocano meglio su PC, ma dopo i primi 20/30 minuti, tutto appare molto gestibile e fruibile. Il joypad diventa immediata un sostituto di mouse e tastiera non perfetto, ma piacevole. Con la levetta sinistra si comanda la freccia per camminare o trovare oggetti con cui interagire, con la levetta destra invece si esplora liberamente la stanza grazie alla telecamera mobile. Infine utilizzando i tasti come Croce, Quadrato, Cerchio e Triangolo si passa all’effettiva interazione con l’ambiente, si apre l’inventario… Insomma, si gioca!. Certo, il tutto risulta leggermente macchinoso, ma è solo questione di abitudine.

Mi consenta!
Mi consenta!

Broken Sword 5 eccelle nel raccontare una storia molto appetitosa, coinvolgente, senza mai un attimo di noia e piena di colpi di scena. L’aspetto artistico del titolo è stato curato alla perfezione, con fondali disegnati a mano del tutto immersivi e personaggio modellati in 3D. Il risultato finale è qualcosa di assolutamente godibile alla vista. Sembra sempre di più di guardare uno stupendo film d’animazione in 2D. Grande attenzione è stata anche rivolta al comparto sonoro, con un doppiaggio di prim’ordine e musiche affascinanti, che spaziano da musiche ambientali a veri e propri pezzi di musica d’autore, che si miscelano in maniera sublime.

Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente è il titolo perfetto per chi cerca qualcosa in grado di tenerlo incollato allo schermo per una decina d’ore. Non è un titolo esente da difetti, ma grazie alla trama fitta di cospirazioni, colpi di scena ben oltre l’immaginazione e personaggi coerenti, merita l’attenzione di tutti noi.

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